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Musica per lettori camaleonti – VI: esploratori di sogni

Kate BushA quanti di voi è capitato di amare una persona tanto da voler conoscere i suoi più intimi segreti? Tanto da voler entrare nei suoi sogni per ottenere un’ulteriore conferma che siete spiriti affini?

In molti? Buon per voi.

E se la persona in questione non l’aveste mai incontrata? Molti di meno, eh?

E se pur non avendola incontrata, vista o ascoltata, foste stati così fortunati da entrare nella sua mente, nelle sue paure, nei suoi desideri, nelle sue inadeguate certezze? Non è possibile? Certo, perché non avete ancora iniziato ad ascoltare la musica giusta.

Per gustare la sesta uscita della nostra rubrica dedicata al legame fra musica e letteratura, avremo bisogno di un assolo di piano e del silenzio della neve. Quello corposo che avvolge le nostre ansie, dissolvendole, quello generoso che decide che tutto, proprio tutto, è meraviglioso e fermo e lucente. Le strade con le buche, i marciapiedi costellati di gomme masticate, i lampioni storti e anneriti, il rombare protervo delle moto, le urla delle persone bloccate nelle loro scatolette d’intolleranza su una strada che non porta a nulla. Tutto sarà immobile, anche voi lo sarete, per ascoltare Kate Bush che interpreta Among Angels. Capaci adesso di entrare nei sogni della persona di cui parlavamo all’inizio del nostro post. Mi riferisco allo scrittore, agli scrittori, che con i propri personaggi vi aprono la loro mente, confidandovi ciò che spesso non direbbero al più caro amico. Pronti? Allora procuratevi Sogni di sogni di Antonio Tabucchi,incantata raccolta di frammenti onirici di scrittori e artisti, amati così tanto da Tabucchi, da portarlo a inventare quelli che lui stesso definisce «i percorsi notturni del loro spirito» e a volerli condividere con noi. Nel suo girovagare potrete incontrare la vocazione di Michelangelo Merisi, le visioni di Samuel Taylor Coleridge, la golosità di Giacomo Leopardi, il desiderio di scoperta di Arthur Rimbaud, il senso di colpa di Vladimir Vladimirovič Majakovskij.

Ci entrerete scivolando sulla neve che Kate Bush starà disseminando fra le vostre orecchie, con dolcezza, avvertendovi che siete contornati da angeli che brillano come specchi in estate («I can see angels around you. They shimmer like mirrors in Summer.»). Gli angeli allora vi solleveranno, mentre il pianoforte assorbirà ogni vostra paura e gli occhi esprimeranno solo desiderio di scoperta. Il primo sogno che vi presenterà Tabucchi è quello di Dedalo e della sua ambizione di volare. Un desiderio così forte da portarselo con sé anche nei sogni, nelle «viscere di un palazzo immenso» che non ha fine, dove corridoi si aprono in altri corridoi, contorti, che non sembrano portare a niente. Ma Dedalo non si arrende. Perché Dedalo sente che la sua ricerca è “la ricerca”, che il suo desiderio è “il desiderio” e nulla potrà fermarlo. Così Dedalo affronterà la prova e troverà l’uscita, le ali e il suo desiderio, pronto a scomparire nella realtà. Poi guarderà le lacrime di chi si è fermato a pochi passi da lì e sceglierà di condividere la sua certezza con quest’ultimo. Perché più che il risultato della nostra ricerca, Tabucchi sembra suggerirci che è la ricerca stessa il luogo più importante dove arrivare e ritornare. Come ci dice Kate Bush «You might feel it and not show it» e intanto le dita scorrono lente e luminose sui tasti del pianoforte e la neve continua a cadere, coprendo già questo frammento di sogno, mentre voi vi starete preparando al successivo.

 

 

Se vorrete esplorare i sogni altrui, vi serviranno:

Sogni di sogni, di Antonio Tabucchi (Sellerio editore 1992 e successive ristampe).

Among Angels di Kate Bush (settima traccia dell’album 50 words for snow, Noble & Brite Ltd. 2011)

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