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Mosaico di memorie: il Brasile narra il ‘900

Brasile[Articolo pubblicato nella Webzine Sul Romanzo n. 4/2013, La forza della memoria]

«La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla».

Con questa citazione tratta da Vivere per raccontarla di Gabriel García Márquez si apre Memória do Povo. Vozes do século XX di Ana Beraldo e Eunice Reis.

Il libro ricompone la memoria di un paese e, quindi, anche la sua storia, percorrendo il vissuto della gente comune.
È un dipinto a mosaico dove micro-narrazioni vanno lentamente e laboriosamente a comporre cent’anni di storia e di vita di una città e dei suoi dintorni: Pouso Alegre, nel distretto di Minas Gerais, nel Sud-Est del Brasile.

Si tratta di una letteratura di confine – si colloca tra un saggio divulgativo di etnografia, uno studio dell’urbanizzazione di un territorio e la sua popolazione – e di un piacevole libro di memorie collettive.
L’opera colleziona e riordina, quindi ri-narra, tutto quello che i suoi personaggi raccontano ricordando gli eventi più significativi della loro vita. Il libro, o meglio i libri, come vedremo più avanti nell’intervista, ha una forma cartacea arricchita di fotografie antiche e recenti e una forma interattiva, su web, composta da video e testi digitali.
I ricordi emergono dal tempo, dagli episodi della vita rurale e cittadina, dagli eventi della vita politica, dal tempo libero, dal commercio; i ricordi emergono anche dagli spazi vissuti nel quotidiano, quelli dei quartieri, dei mercati, delle scuole, delle botteghe degli artigiani, dei sarti, dei liutai.

In questo lavoro il racconto orale è stato per le autrici e per i fotografi uno strumento importante per comprendere e sentire il vissuto quotidiano, il cuore della gente. È stato lo strumento per dare voce agli esclusi dalla Storia. Il raccontare parlando è ciò che ha permesso di far uscire dall’ombra tutti coloro che hanno partecipato alla formazione della Storia di una regione, Minas Gerais, e di uno Stato, il Brasile, pur vivendo e operando nel proprio micro-cosmo.

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Le interviste, l’incontro con la gente ha permesso alle autrici di ripercorrere le orme storiche di un passato quasi dimenticato e, per qualcuno, neanche riconosciuto come base della propria identità.

Nei racconti si osserva come un territorio e la sua gente mutino col sopraggiungere di nuove tecnologie e differenti culture.

Il riferimento territoriale di questo libro è una micro-regione insieme al suo territorio rurale e boschivo che le fa e le faceva da cornice. Questo spazio è la scena degli eventi vissuti nel racconto degli intervistati.
Sono state scelte circa venti persone, le quali, per il loro modo di essere e di fare, rappresentano la comunità: alcuni per essere stati un punto di riferimento, altri per le loro attività professionali o per una particolare competenza o per una specifica abilità in un’arte; altri, invece, per la loro solidarietà o per il loro modo di vivere o di trasferire la conoscenza agli altri. I ricordi e le storie di questi personaggi sono la memoria della popolazione.

Attualmente il progetto è in corso di sviluppo, come spiega una delle autrici, Ana Beraldo, che ho recentemente intervistato.

Come è nato il progetto Vozes do século XX?
Viviamo in una società che possiamo definire dell’oblio, dell'effimero. Il progetto Memória do Povo nasce dalla necessità di conservare la memoria di gruppi significativi per la storia di Pouso Alegre, una città situata nello stato di Minas Gerais, in Brasile. Il progetto è nato nel 2009 e si è sviluppato grazie al finanziamento della Legge Municipale per la Promozione della Cultura.
Questo è un progetto che si apre su tre temi. Il primo tema, Vozes de Mestres, è stato terminato, il secondo, Vozes do Século XX, è in sviluppo e il terzo, Vozes de Imigrantes, sarà realizzato tra il 2013 e il 2014 . Quest'ultimo includerà le storie di vita di quegli immigrati che hanno scelto di vivere in Pouso Alegre, tra cui molte famiglie italiane come i Chiarinni, i Cinquetti (cugini della cantante Gigliola Cinquetti) i Ferracioli, i Perugini, ecc.

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