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Morire per rinascere in nuove vite, quando Dio è distratto

Morire per rinascere in nuove vite, quando Dio è distrattoLa distrazione di Dio è il romanzo d’esordio di Alessio Cuffaro, pubblicato la scorsa primavera per la piccola casa editrice torinese Autori Riuniti. Un titolo senza dubbio accattivante per un romanzo che, come si legge sul retro, e come anticipa il bellissimo booktrailer parte da una domanda in apparenza semplice: «Che forma daresti alla tua vita se potessi vivere quella di un altro?».

Il protagonista di questa storia è Francesco Cassini. Lui non ha età e non conosce la morte. La morte vera, il momento decisivo e irreparabile che taglia una volta e per sempre il filo della vita. Quando muore, Francesco si risveglia nel corpo di un altro essere umano quasi in fin di vita e, anche se Francesco non ricorda niente di quanto è successo, deve fare i conti con la realtà e con cautela muove i passi nella sua “nuova vita”.

La prima volta accade il 31 dicembre del 1899, l’ultimo giorno del secolo (che coincidenza significativa!). Francesco è alla guida dell’automobile che ha progettato e brevettato, segue una brusca frenata e cala il sipario. Francesco urla ma il suono della sua voce è assente. Muore.

Quindi si risveglia a Montmartre, in ospedale, nel corpo di un altro: Monsieur Jacques Combe. Ecco che l’avventura, il giro di vite ha inizio. Francesco, ora Monsieur Jacques Combe, sarà Josef, il fratello gemello di Libor, diventerà la bella Zoe – capelli corti, lisci, a caschetto, e un corpo dalle giuste forme femminili – , e altri e altri ancora.

Morire per rinascere in nuove vite, quando Dio è distratto

Nel suo romanzo La distrazione di Dio Cuffaro guarda alla morte come a una rinascita, una doppia nascita, e anche se l’autore affronta un tema non di per sé nuovissimo, è originale il modo il cui lo elabora. La sua storia offre spunti di riflessione significativi e non tanto sulla morte quanto sull’esistenza in vita. Chi siamo è in noi stessi e rimane in noi indipendentemente dal nome, dall’epoca, dal sesso o dalle condizioni contingenti. Francesco rimane Francesco anche quando diventa altri. Entrando nelle loro vite le scompagina nei rapporti e nelle abitudini mostrando come l’esistenza umana sia in realtà un cerchio disegnato da un compasso, la cui punta è chi “essenzialmente” siamo noi. Ciò che riempie il cerchio è mero materiale di supporto.

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Le vite in cui Francesco si ritrova sono agli sgoccioli e lui le percorre solo quando ormai sono ai loro ultimi cento metri. A volte il tragitto è breve, appena un giro di giostra. È così per esempio quando Francesco si risveglia nel corpo di un paziente russo sedato in una sala operatoria o di un senegalese che cerca di raggiungere, insieme ad altri cento, l’isola di Lampedusa

Francesco vive a oltranza, diventa altri rimanendo fondamentalmente sé stesso. Nel momento in cui però il ritmo naturale delle cose non è più scandito dalle tappe solite, Francesco si domanda quale sia dunque il suo destino.

Morire per rinascere in nuove vite, quando Dio è distratto

Stanco delle distrazioni di dio, cercherà un modo per farla finita. Nella sua casa, sulla V avenue, avviene l’epilogo: con una pistola in mano Francesco tenta di suicidarsi e il risultato è che smette di morire. La morte e la vita s’accostano una affianco all’altra.

La numerazione delle pagine de La distrazione di Dio segue un percorso a ritroso, indicando graficamente la “meta” che il lettore avanzando nella lettura potrà raggiungere. Alessio Cuffaro ha scritto un romanzo articolato, di spessore, ricco di storie, di bivi e colpi di scena imprevedibili. Il giovane scrittore siciliano trapiantato a Torino, finora noto prevalentemente come autore di racconti, si attesta qui come voce nuova e promessa di originalità.

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Commenti

Tematica molto simile si veda di Julien Green (1900-1998) Si j'étais vous, Plon, Paris, 1947 da vikipedia: " (con il titolo Essere un altro, trad. di Enrico Piceni, Milano : A. Mondadori, 1951; con il titolo Se fossi in te..., traduzione di Clio Pizzingrilli, Macerata : Quodlibet, 2004)".

Grazie mille per la segnalazione.

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