14 scrittori famosi e le loro ultime parole

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

Mircea Eliade, un uomo scisso tra il diurno e il notturno

Mircea Eliade, un uomo scisso tra il diurno e il notturnoMircea Eliade fu un pensatore enigmatico, una figura senza alcun dubbio misteriosa. Fu uno spirito aperto in un secolo, il Novecento, lacerato dai due conflitti mondiali, un uomo non ancorato ad una particolare religione, pur avendo egli stesso posto le basi per quell’importante disciplina che è la Storia delle religioni, un individuo oggetto di forti controversie nel dibattito letterario, ma che proprio per tutte queste ragioni non può che incuriosire ed affascinare. Ad attrarre in particolare gli studiosi è sempre stato il suo dualismo creatore.

Lo stesso Eliade amava definire se stesso come un uomo scisso tra il diurno e il notturno, ove per diurno s’intende l’attività di storico delle religioni e per notturno quella di scrittore. La produzione letteraria non fu mai un’attività marginale e secondaria: lo dimostrano sia le testimonianze autobiografiche sia la continuità dell’intera produzione. È significativo il fatto che, a differenza di Eugene Ionesco e di Emil Cioran, come lui appartenenti in Romania alla Nuova Generazione, la Generazione del ’27, Eliade sia rimasto fedele alla lingua delle origini, il romeno, e ciò a scapito di una sua più immediata ricezione nel contesto francese nel quale si era inserito in seguito al sofferto esilio. L’origine di tale scelta va ricercata nel timore di cadere in un freddo provincialismo culturale che a suo avviso lo avrebbe sterilizzato, ma anche nel fatto che per ogni esiliato la patria è la lingua materna che continua a parlare.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

Mircea Eliade, un uomo scisso tra il diurno e il notturno

Nel corso degli anni Trenta la vocazione per la scrittura si concretizza nella pubblicazione di una quindicina di opere narrative, tra romanzi, racconti e prosa diaristica, che si alternano alle prime opere scientifiche e ai libri di saggistica. È in questo periodo che lo scrittore conosce il successo grazie al romanzo Maitreyi e da inizio con il romanzo Signorina Cristina e poi, soprattutto, con Andronico e il serpente, al filone fantastico della sua narrativa, che da quel momento diverrà prevalente, se non proprio esclusivo. È la scelta della narrativa fantastica ad instaurare infatti un rapporto definitivo tra la produzione scientifica e quella letteraria, in un contesto in cui tale dualità diventa sempre più pregnante, tanto da portare lo stesso Eliade ad ammettere nelle proprie Memorie che gli riusciva difficile coesistere in due universi spirituali: la scienza e la letteratura, l’universo dell’uomo diurno e quello dell’uomo notturno, con il conseguente conflitto tra le esigenze del lavoro scientifico e quelle del lavoro letterario. Mircea Eliadesi muove dunque in due dimensioni parallele: il regno delle luci e il regno delle ombre. L’occhio del lupo lo guida nel regno delle ombre.

La licantropia gli mostra quel che succede nella notte occidentale, lo induce a portare fuori dai tempi moderni quel sacro a lui tanto caro che si è tramutato in ombra e che solo in Oriente risplende ancora di luce propria. La ricerca di un meriggio potrebbe anche spiegare i viaggi compiuti in India, durante i quali fu probabilmente in cerca di un’illuminazione dopo la constatazione del tramonto dell’Occidente. Eliade si propose d’individuare la sopravvivenza del sacro negli universi dell’immaginazione, una sacralità ignorata, camuffata e degradata. Un ruolo attivo in tale processo d’individuazione lo assunse la narrativa, in particolare quella fantastica. In Eliade la ricerca storico-religiosa e la ricerca letteraria sono due modalità autonome, eppure convergenti, di comprendere la condizione umana nelle sue aspirazioni di trascendenza e di libertà. Ciò che per lo storico delle religioni è il sacro degradato, camuffato e irriconoscibile, per il romanziere è il fantastico.

Mircea Eliade, un uomo scisso tra il diurno e il notturno

Alla dialettica sacro/profano affrontata lungamente dallo studioso, sul piano della narrazione si sostituisce la dialettica fantastico/quotidiano che ha come esito la scelta del travestimento, del camuffamento dell’irreale nel reale. Nei suoi romanzi Eliade riesce a ricreare un immaginario sacro e a mascherarlo all’interno dei profani labirinti quotidiani. Tutti i personaggi dei suoi romanzi sentono intuitivamente che una data parola o un dato oggetto è il significato di qualcosa, eppure essi non riescono mai ad afferrare tale significato o, se lo fanno, subito dopo scompaiono, diventano degli assenti, le cui sparizioni e i cui messaggi sono rimessi in discussione e devono essere reinterpretati dai personaggi rimasti presenti.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

È come l’incanto di un attimo in cui le cose sembra intendano svelarci il loro segreto, eppure tutto resta celato alle menti profane. I romanzi di Eliade intendono mostrarci dunque come è perché la rivelazione della dialettica sacro/profano, seppur suggerita, resta sempre impossibile da cogliere.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.