14 scrittori famosi e le loro ultime parole

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Milano e l’Italia tra corruzione e politici incapaci. Intervista a Sveva Casati Modignani

Milano e l’Italia tra corruzione e politici incapaci. Intervista a Sveva Casati ModignaniUn battito d'ali (Mondadori Electa, 2017) di Sveva Casati Modignani esce a pochi mesi di distanza dal romanzo Dieci e lode (Sperling & Kupfer, 2016), ma questa volta l'autrice milanese presenta ai suoi numerosissimi e fedeli lettori un libro diverso: si tratta infatti del terzo volume di una serie autobiografica, che comprende Il Diavolo e la rossumata (Mondadori, 2012), in cui l'autrice raccontava gli anni difficili dell'infanzia durante la Seconda guerra mondiale, e Il bacio di Giuda (Mondadori Electa, 2014), che copriva il periodo dell'adolescenza negli anni Cinquanta.

In questo nuovo capitolo, sotto forma di una lettera indirizzata al padre, Sveva Casati Modignani ricorda il suo ingresso nel mondo del lavoro, per un breve tempo come semplice impiegata ma poi come giornalista nel leggendario quotidiano «La note» diretto da Nino Nutrizio dove debuttarono e si affermarono molte firme del giornalismo milanese. Il suo racconto, lieve e spesso autoironico nei confronti della ragazza inesperta, e a tratti parecchio ingenua, di allora, tratteggia da una pagina all'altra un ritratto prezioso dell'Italia, ma soprattutto della Milano degli anni Sessanta, tra industriali rampanti, artisti in procinto di diventare famosi e molti altri protagonisti del cosiddetto jet set dell'epoca. Sveva si occupava infatti di cronaca mondana, seguendo eventi come il Festival del Cinema di Venezia o scrivendo resoconti degli eventi della sua città.

Un libro malinconico, affettuoso, ma anche interessante per chi ha vissuto in quegli anni o per chi, al contrario, troverà in queste pagine divertenti racconti a proposito di personaggi che sono ormai entrati nel mito, da Lucio Fontana a Giovanni Agnelli, da Luchino Visconti ad Angelo Rizzoli.

Abbiamo incontrato Sveva Casati Modignani nella sede milanese della Mondadori Electa per parlare insieme di Un battito d'ali.

 

La Milano di allora era meglio di quella odierna?

C'era lavoro per tutti. Se un posto non ti piaceva, riuscivi a trovarne un altro in poco tempo, il denaro correva e l'Italia in era un paese veloce.

 

Questo è il terzo libro autobiografico, a parte tutta la sua produzione narrativa. Come mai ha scelto di scrivere queste autobiografie "a rate" anziché raccontare in un solo volume tutta la sua vita?

Le scrivo quando Electa mi chiede un nuovo libro di ricordi: ogni libro è diverso perché racconto le mie età differenti. Nel primo raccontavo la mia infanzia durante la guerra, in un'Italia devastata dal conflitto. Nel secondo, quand'ero alle scuole medie, si parla del dopoguerra e del paese che inizia a riprendersi, mentre qui ho tra i venti e i trent'anni e l'Italia è nel pieno del boom economico: vita culturale intensa, grandi fermenti, grandi novità. È il paese di Bengodi, ma la pacchia non può durare per sempre, e infatti non è durata.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Soprattutto, anche se forse c'era già la corruzione, i politici sapevano governare, erano dei professionisti. Non facevano i politici di mestiere ma avevano uno sguardo rivolto al futuro, e sapevano mettere in campo strategie per sviluppare il paese.

Da Craxi in poi i politici non solo hanno instaurato il sistema delle mazzette, ma si sono rivelati una classe politica, sempre meno preparata, e sempre più incapace di fare le cose. Oggi vige la politica dell'annuncio: tutti fanno grandi annunci, sembrano malati di "annuncite" acuta, mentre il paese va peggiorando di mese in mese. E poi la bugia: ti raccontano che il paese va meglio, eppure aziende e botteghe continuano a chiudere e il ceto medio è disperato.

Io racconto com'era la vita a Milano quando era tutto un fervore di attività, di pensiero, di creatività. Era un bel mondo, che purtroppo i ragazzi d'oggi non conosceranno mai, per colpa di questa crisi generale da cui non ci si risolleverà più.

Milano e l’Italia tra corruzione e politici incapaci. Intervista a Sveva Casati Modignani

La sua è una storia milanese, e comunque in questo periodo Milano è ancora una città che sta proponendo molto alla società, con tante iniziative che danno una certa idea di fervore, a partire dal periodo di Expo, e poi il Salone del Mobile e il Fuorisalone, Bookcity, Pianocity, il prossimo Tempo di Libri. Non è d'accordo?

Se vogliamo analizzare tutto punto per punto, Expo è stato un grande flop, contrabbandato come idea di successo ma anche fonte di corruzione, ci è costato molto e ci siamo indebitati. Il Salone del Mobile non è una novità recente, c'è sempre stato, ma ci comprano quasi solo gli stranieri. Si è talmente divaricata la forbice tra quelli che hanno poco e quelli che hanno tantissimo che questi ultimi non possono certo coprire le necessità di una popolazione in sofferenza. Tempo di Libri per me è un pastrocchio che non ho capito, anche se Torino se l'è cercata a furia di imbrogli. Il minimo comune denominatore di tutte queste operazioni è sempre la corruzione.

 

LEGGI ANCHE – “Dieci e lode”, Sveva Casati Modignani e la crisi della scuola

 

Allora questo fervore è un'illusione?

Il fervore ci sarebbe se il nostro modo di vivere e di comportarci fosse sano.

 

E sul piano umano cos'è cambiato a Milano dagli anni Sessanta ad oggi?

Io racconto il mondo in cui lavoravo, dove c'era molto lavoro nero, e nessuno se ne scandalizzava, ma c'era un tale giro di affari in tutti i sensi che la gente lavorava sempre e comunque. Gli operai compravano facilmente casa e mettevano da parte qulcosa, tant'è vero che gli operai e gli impiegati di allora con le loro pensioni e i loro risparmi adesso aiutano figli e nipoti in difficoltà.

Sono entrata al giornale grazie a un capocronista che conoscevo, che mi ha mandata subito a fare un'intervista dicendomi "tu vai, scrivi il pezzo, lo porti qua e te ne torni a casa. Domani mattina, se lo trovi pubblicato sul giornale torni qui, altrimenti puoi restartene a casa perché vuol dire che non ha funzionato”.

 

Il maschilismo però all'epoca era molto forte, o no?

Sì, oggi forse stanno un po' più attenti perché le donne hanno imparato a reagire, e poi ce ne sono di più nei luoghi di lavoro. Io sono capitata a «La note» dove lavoravano solo uomini, a parte un paio di segretarie. Però imparavi lavorando, come è successo ai grandi giornalisti dell'epoca, come Bocca o Montanelli. Era un mondo diverso.

 

Qual è la differenza tra scrivere i suoi romanzi classici e un libro autobiografico come questo?

La biografia ce l'hai già tutta in mente, invece per il romanzo devi partire da un'idea. Io, almeno, parto dall'idea di "cosa" voglio raccontare in un romanzo. Per me si tratta sempre di parlare di una fetta di realtà dell'Italia, vissuta da parte delle donne.

Adesso, per esempio, sto lavorando da più di un anno a quest’idea: vorrei raccontare l'Italia di oggi attraverso il mondo operaio, il mondo imprenditoriale e il sindacato. Devo avvicinarmi, e in parte l'ho già fatto, alle fabbriche, ai sindacalisti: l'estate scorsa ho passato tre giorni con Landini, ho incontrato anche Cofferati. Ti devi documentare e impiegare del tempo, a volte mesi, per incontrare le persone. Mentre lo fai nascono i personaggi, e questo lo fanno per conto loro. Non so dirvi come, ma loro arrivano, e poi io passo ancora dei mesi in compagnia di questi personaggi che si muovono nel loro ambiente. Quando mi sembra che siano venuti fuori bene, e fin qui il meccanismo è ancora tutto nella testa, allora posso iniziare a scrivere, ma a quel punto la storia è già costruita.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

A una presentazione precedente mi aveva colpito quando aveva raccontato che la sera, andando a dormire, si congedava dai suoi personaggi, sapendo che li avrebbe ritrovati il mattino dopo, ma che il lavoro fatto fino a quel momento si poteva dire concluso.

La cosa più bella per me è proprio smettere sapendo che continuerò facilmente il giorno dopo. L'autobiografia in fondo è più semplice, non devi fare ricerche e trovi dentro di te le cose da dire. Certo, è sempre una fatica perché devi scavarti dentro.

Milano e l’Italia tra corruzione e politici incapaci. Intervista a Sveva Casati Modignani

In questo libro ci sono episodi che è stato difficile ricordare?

Sì, perché ci sono storie che, come scrivo nel libro, mi hanno anche fatto soffrire, però questo fa bene, è terapeutico.

 

È più terapeutico scrivere o leggere?

Dipende. La scrittura è terapeutica, su questo non c'è dubbio, e ci sono dei libri che ti aiutano a recuperare momenti di serenità quando sei giù di corda. Ci sono lettrici che mi scrivono che hanno superato momenti difficili grazie ai miei libri, che hanno fatto loro compagnia. Poi ci sono i libri per dormire, perché la sera a letto devi leggere dei libri che ti piacciano, ma che ti accompagnino dolcemente verso il sonno, non puoi metterti a leggere Sant'Agostino! E poi ci sono i momenti per leggere un bel thriller che ti tiene sveglia, e anche quei libri di cui, dopo averne letto dieci pagine, pensi "ma perché devo continuare a farmi del male?" e li butti.

 

Uno degli aspetti più divertenti di questo libro sono gli incontri con i personaggi famosi: le lezioni d'arte di Fontana, l'intervista a Visconti immerso nella vasca da bagno. Bisogna dire che allora forse c'erano personaggi diversi, mentre oggi ci sono le starlette...

Sono stata davvero molto fortunata, lo ammetto. Ma chi ha voglia di intervistare le starlette? Sono figure inconsistenti, create dal marketing.

 

Però, se oggi si occupasse di costume, come allora, le toccherebbe intervistare questo tipo di personaggi: è il panorama culturale che si è assottigliato e manca di persone interessanti, oppure è il pubblico che ha cambiato i suoi gusti?

Penso che l'età della popolazione sia aumenta, e che tanta gente anziana che sta a casa guarda comunque le trasmissioni televisive anche se sono di basso livello. Trent'anni di televisione commerciale hanno fatto fare grossi passi indietro a noi donne, che uscivamo rafforzate dal Sessantotto e consapevoli di noi stesse.

Il sistema maschilista perverso mette sempre in campo nuove strategie per ricacciare la donna nel ruolo di oggetto e farla brillare solo della luce riflessa del maschio. Questo spiega anche l'immagine della donna che è radicata nella testa di troppi uomini e provoca il fenomeno disastroso, e preoccupante, delle violenze e delle aggressioni. Mai come in questi ultimi anni abbiamo avuto così tante donne ammazzate, sfigurate, maltrattate dai loro compagni, mariti o ex mariti, compagni, fidanzati.

Finché cresciamo generazioni di ragazze che s'incollano alla televisione a vedere le varie veline, striscioline e letterine, cosa possiamo aspettarci?

C'è una pagina storica antica molto istruttiva: pensate all'epoca delle Crociate, quando gli uomini erano partiti per la Terra Santa lasciando tutto alle donne, dal lavoro nei campi alla gestione delle proprietà, all'amministrazione della giustizia, e tornando avevano trovato che tutto era andato avanti ugualmente senza di loro: le donne erano subito state ricacciate indietro.

L'uomo riesce a fare squadra. La donna, atavicamente, messa una contro l'altra non è mai riuscita in questo: Il messaggio che passa da sempre è quello che le donne non si fidano una dell'altra. Se le donne si fossero coalizzate, avrebbero imparato presto a dare del filo da torcere agli uomini.

 

La narrazione allora può avere il compito di educare le donne all'indipendenza e a credere di più in loro stesse?Leggendo questo libro si può imparare a volare come la protagonista?

Non lo so, io sono una che va a istinto, non avevo uno scopo, ma noi donne cerchiamo tutte quante di volare. Ho avuto un padre meraviglioso che mi ha sempre spronato a raggiungere i miei obiettivi, ma dipende anche da quello che una vuole: ci sono le ragazze che vogliono diventare veline e c'è Samantha Cristoforetti che vuole andare sulla Luna.

 

LEGGI ANCHE – “Léonie” di Sveva Casati Modignani

 

Sono rimasta colpita dal fatto che gli anni in cui si svolge Un batttito d'ali sono quelli in cui lei conosce suo marito e si sposa, eppure ne parla solo con qualche vago accenno qua e là. Come mai?

Perché volevo raccontare un'altra storia, incentrata su mio padre, che era un padre-mamma, a cui raccontavo sempre tutto. Mentre crescevo abbiamo smesso di parlare e di confrontarci così tanto, ma lui, pur senza chiedere mai, mi capiva fino in fondo. Ci sono storie dolorose della mia vita che non gli ho raccontato, perché non volevo che soffrisse. Sono anni che ho ripreso un colloquio intimo con mio padre, perché ho la sensazione che sia sempre qui con me. Era un uomo dolce e intelligente e quando mi hanno chiesto di scrivere un nuovo libro autobiografico, ho pensato subito di parlare soprattutto di lui.

 

C’è uno dei suoi romanzi a cui è affezionata in modo speciale?

Mi vedo come una mamma con tanti figli, uno più deficiente dell'altro. Li amo tantissimo perché li ho fatti io, ma non considero nessuno un capolavoro. Del resto ho imparato da mia madre, che mi ha sempre tenuta coi piedi per terra, a non montarmi la testa.

Milano e l’Italia tra corruzione e politici incapaci. Intervista a Sveva Casati Modignani

Quali sono i suoi tempi e modi di scrittura?

La creatività è fatta al novanta per cento di sudore, diceva Edison, e quando hai l'idea ti metti al tavolino e lavori. Gli orari, i tempi e I modi te li stabilisci da solo. Io alle sei di sera, come l'impiegato del catasto, chiudo tutto e ricomincio il giorno dopo, ma non puoi avvicinarti alla macchina da scrivere o al computer se non sai quello che scriverai.

 

Ci sono dei luoghi che le danno l'ispirazione?

Il mio letto, perché amo tanto dormire.

 

Quando ha smesso di fare la giornalista per dedicarsi solo alla narrativa non le è rimasta un po' di nostalgia per quel mondo?

Assolutamente no. Dovendo scegliere tra un incontro con un esponente del bel mondo milanese e la mia amica Sandra di Cesenatico preferivo la Sandra.., non mi sono mai lasciata contagiare, credo di aver mantenuto sempre il senso della misura.

 

È sempre stata creativa, anche prima di fare la giornalista e poi la scrittrice?

Da bambina inventavo le storie: quando finivo di leggere un libro, e allora ce n'erano pochi in giro, lo rileggevo più volte e poi m'inventavo nuove storie a partire da quello.

 

Non ha mai pensato di scrivere libri per i bambini?

No, mai. Al massimo inventavo storie per i miei nipoti quando erano piccoli.


Leggi tutte le interviste a scrittori e scrittrici.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (3 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.