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"Memorie di una donna medico", un classico del pensiero femminista arabo

"Memorie di una donna medico", un classico del pensiero femminista araboArriva in libreria grazie alla casa editrice Fandango Memorie di una donna medico (Fandango, 2019 – traduzione di Stefania Dell'Anna) di Nawal al-Sa'dawi, figura di punta del mondo culturale egiziano:nata nel 1931 e laureatasi in medicina nel 1955, poi specializzata in psichiatria, si batte da sempre per migliorare le condizioni di vita delle donne in Egitto e in generale nel mondo arabo. In particolare, si è dedicata molto alla lotta contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili, diffuse nel Corno d'Africa e in parte anche in Egitto e spesso attribuite erroneamente alla cultura dell'Islam, ma del tutto assenti nella maggior parte dei paesi islamici. Nawal al Sa'dawi ha ricoperto cariche pubbliche in ambito sanitario, si è scontrata più volte con i governi del suo Paese, ha conosciuto il carcere sotto la presidenza di Sadat ed è stata anche, in anni recenti, nel mirino dei fondamentalisti islamici.

Memorie di una donna medico è un romanzo breve pubblicato per la prima volta nel 1958, a cui sono seguite diverse opere letterarie, soprattutto raccolte di racconti, che si alternano a un'importante produzione saggistica, per la quale l'autrice è molto conosciuta in tutto il mondo arabo. Scritto in prima persona, ci descrive l'infanzia e la prima giovinezza di  Nawal al-Sa'dawi, a partire dalla sua scoperta di non poter più continuare a giocare con i fratelli e i cugini maschi, come aveva fatto fino a quel momento, dal giorno in cui le prime mestruazioni segnano il suo passaggio all'età fertile. Per quanto lo giudichi intollerabile, deve accettare il suo destino di donna.

 

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Tuttavia, nel momento in cui scopre di essere già destinata a un fidanzamento con un uomo molto più grande di lei, la ragazza si ribella, rompendo completamente i rapporti con la famiglia e rifugiandosi nello studio per laurearsi in medicina.

"Memorie di una donna medico", un classico del pensiero femminista arabo

Dall'esperienza come medico Nawal al-Sa'dawi acquisisce una nuova consapevolezza della vita, del dolore, della sofferenza, ma soprattutto della condizione subalterna della donna nella società egiziana, che pure è sempre stata considerata più aperta rispetto a quella di altri Paesi musulmani.

Questa presa di coscienza determinerà tutto il suo impegno successivo sul fronte femminista, ma non le impedirà, dopo due matrimoni falliti, di trovare un compagno con cui condividere le proprie battaglie.

"Memorie di una donna medico", un classico del pensiero femminista arabo

Pur essendo stato scritto sessant'anni fa, questo breve memoir ci racconta un mondo che purtroppo non sembra essere cambiato poi molto, almeno per quanto riguarda la condizione femminile, e non certo solo in Egitto. Le violenze sulle donne, in aumento anche nei Paesi europei, sono sotto gli occhi di tutti, così come le disparità nel mondo del lavoro che arrivano a toccare persino le dive di Hollywood, che in tempi recenti non hanno esitato a sottolineare come gli attori continuino a essere pagati molto più delle attrici, esattamente come negli ambienti operai o impiegatizi.

Lo stile a volte è un po' enfatico, ma occorre considerare da un lato la sua natura di memoir, scritto più come testimonianza rivolta alle altre donne che come opera propriamente letteraria, dall'altro l'influenza della cultura mediorientale, nelle cui narrazioni è facile ritrovare gli stessi toni ridondanti.

 

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Memorie di una donna medico va quindi letto e considerato soprattutto come importante testimonianza di un percorso di emancipazione, che ci offre ancora oggi spunti per una riflessione sulla condizione femminile nel mondo islamico.


Per la prima foto, copyright: mostafa meraji su Unsplash.

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