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Memoria, meraviglie e marketing

[Articolo pubblicato sulla Webzine Sul Romanzo n. 4/2013, La forza della memoria]

Memoria e marketingProbabilmente, non è un caso se nei miti della Grecia antica la madre di tutte le muse era Mnemosine.
Senza memoria non c’è sapere e non c’è arte, che è organizzazione del sapere. Mnemosine era, appunto, per gli antichi greci, l’incarnazione della memoria. Figlia di Urano, dopo aver incontrato Zeus, che giacque con lei per nove notti di fila, Mnemosine diede alla luce nove bimbe, le Muse, ispiratrici dei poeti.
Dal mito alla storia si passa attraverso la leggenda.
Leggendaria è, infatti, la memoria di Ciro II di Persia, detto Ciro il Grande, del quale si dice fosse in grado di ricordare perfettamente i nomi di tutti i suoi soldati. E leggendario è anche il racconto di quanto accadde al poeta Simonide di Ceo, detto “lingua di miele”, al quale ogni storia dell’arte di ricordare dedica il primo capitolo.
Racconta Cicerone nel suo De oratore (risalente al 55 a.C.) che Simonide fosse stato invitato a pranzo da Scopa, un nobile facoltoso di Crannone, in Tessaglia, per allietare il convivio. Fu verso la fine del pranzo che un servo chiamò Simonide alla porta, comunicandogli che era atteso fuori da due giovani.

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Uscito, Simonide si guardò in giro non scorgendo nessuno, ma sentì un improvviso boato alle sue spalle. Per ragioni sconosciute il palazzo crollò, seppellendo vivi il nobile Scopa e tutti i convitati. È a tal punto che entra in gioco la memoria, che poi divenne proverbiale, di Simonide. Occorreva identificare le vittime, sfigurate dall’incidente, e a riuscirci fu appunto il poeta, che ricostruì mentalmente la struttura del palazzo e della sala, ricordando perfettamente dove ognuno dei commensali era seduto durante il pranzo.
L’episodio di Simonide è collocato nel 477 a.C., e da questa data si è soliti fissare l’inizio di quella che diventerà col tempo l’arte della memoria, o mnemotecnica. L’episodio, in sé verosimile, annuncia, infatti, quelli che sono i pilastri fondamentali dell’ars memoriae: l’immagine da ricordare (il volto), la disposizione spaziale e la componente emotiva.

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