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Meglio l’indifferenza dell’odio

Meglio l’indifferenza dell’odioIn occasione di giornate come il 25 aprile tornano sempre più spesso sul web le parole di Gramsci sugli Indifferenti.

Peccato però che quell’odio gli indifferenti ami spesso trasformarsi in odio e basta. Come avvenuto per la morte di Gianluca Buonanno. Ora, è evidente che a chi non aderisce al pensiero leghista del defunto può non infastidire una morte, ma in un regime di sana moralità non dovrebbe nemmeno suscitare rancore vendicativo, manco fosse morto per mano dei partigiani l’ultimo dei nazisti invasori.

 

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La verità è che manca l’indifferenza vera, quella che dovrebbe portare un po’ tutti a non compromettersi con la morte, con il desiderio di morte. In questo caso vale tanto per i vivi che insultano il defunto, quanto per il morto che brandiva una pistola scaccia-migranti. L’odio muove verso l’odio, c’è poco da fare. Rivela una specie di belluinità di ritorno di cui dovremmo fare a meno, per tornare a essere una democrazia e una nazione.

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Il rancore non fa che moltiplicare le divisioni, la conflittualità politica di cui si nutrono proprio i pensieri più escludenti. Torna quindi utile la ragione del perdono, per chi crede, e dell’indifferenza, per chi preferisce la ragione alla fede.

Meglio l’indifferenza dell’odio

La morte non livella poi molto, se ci si sente ancora in dovere di rispondere alle offese di un cadavere. Conviene prestare orecchio alla vita, cercare di azzerare l’odio con le armi della benevolenza e dell’inclusione, della democrazia, anche, che non è una fede, ma una pratica da non annullare con l’ottundimento del pensiero a vantaggio delle reazioni di pancia. Sì, perché anche godere immediatamente della morte di un avversario politico è una forma di dannato populismo, di cancellazione della ragione democratica dall’agone civile.

E l’odio quando diventa argomento elettorale permanente, prima o poi sfocia in qualcosa di molto più serio e pericoloso, di cui l’Italia ha perduto purtroppo la memoria. Allora, perché non cedere ogni tanto alle lusinghe dell’indifferenza, e lasciare i morti ai loro, eventuali, rimorsi di coscienza?

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