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Massimo Carminati e quel ricatto allo Stato. “La lista” di Lirio Abbate

Massimo Carminati e quel ricatto allo Stato. “La lista” di Lirio AbbateLa lista di Lirio Abbate, uscito per Rizzoli, è un lavoro importante, denso, utile. Finalmente si mette un punto fermo sull’intreccio tra ricattabilità dello Stato e Mafia Capitale.

Tutto parte dalla rapina del 1999 al caveau del tribunale di Roma, durante la quale vengono svaligiate 147 cassette di sicurezza appartenenti a pezzi della magistratura e del mondo giudiziario nazionale. Ordisce la rapina quel Massimo Carminati che tanto riuscirà, in seguito, a mettere le mani su pezzi del welfare mafioso della capitale, riuscendo a diventare una specie di superboss del crimine dell’accoglienza.

Quelle cassette di sicurezza contengono i misteri, le verità su alcuni tra i più sconcertanti misteri italiani. Qualcosa che fa gola a un criminale politicizzato come Carminati perché da una parte lo aiuta a scagionarsi da alcuni reati, dall’altra gli procura materiale per ricattare chi più desidera come meglio crede.

 

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Dentro, però, una cornice organizzativa che è davvero mafiosa. Lirio Abbate riesce a dimostrare l’esistenza di questa lista, e con essa anche la permeabilità al ricatto di apparati importanti dello Stato. Se vogliamo, il merito assoluto di questo libro non è tanto lo scoop, l’inchiesta, ma la rivelazione della debolezza netta del sistema che si rende davvero fragile davanti all’abile ed esperto ricattatore fascista.

Massimo Carminati e quel ricatto allo Stato. “La lista” di Lirio Abbate

Il dato più sorprendente e importante di questo lavoro di Abbate è la rivelazione del vuoto morale che si crea quando un manipolo di criminali incalliti entra in possesso di una materia scottante, e perciò stesso di grande valore politico. Politico, sì, perché il libro restituisce la dimensione all’interno della quale vive quella porzione di politica italiana che aveva depositato i suoi segreti in quelle cassette. L’immobilismo, il favoritismo, la consorteria orientata all’arricchimento, alla speculazione, all’imbarbarimento dell’economia nazionale, anche dentro gli apparati di sicurezza della Stato, delle polizie. Ne esce un quadro abbastanza completo delle dinamiche che sottendono alla costruzione di reti e consorterie paramafiose, che poi sono le stesse che hanno giocato un ruolo fondamentale nella corruzione di questi anni a Roma e non soltanto.

 

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Si ha l’impressione netta, leggendo il lavoro di Lirio Abbate, di vivere in una dimensione sudamericana, dove giudici, pezzi del Vaticano, politica e altri pezzi del potere sono attraversati da un certo gusto trash per l’associazione a delinquere, da un certo camorrismo sporco che non fa i conti con la realtà, così distante dagli abusi di potere custoditi nelle 147 cassette di sicurezza del caveau.

Altro dato interessante è quello relativo alla lista dei possessori delle cassette. Evidentemente, se sono state svaligiate quelle cassette, è perché forse c’era una lista, cioè un elenco di potenti da derubare. Chi ha composto quella lista e perché? Un interrogativo che aleggia, nel libro, e che aggiunge al già fosco quadro dipinto da Lirio Abbate, sfumature ancora più oscure.

Massimo Carminati e quel ricatto allo Stato. “La lista” di Lirio Abbate

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Ci sono gli ingredienti per considerare questo lavoro l’inchiesta dei segreti, l’inchiesta delle inchieste di una Seconda Repubblica che sconfina irrimediabilmente, senza soluzione di continuità, nella Terza con la sua perdurante e imperitura mafiosità fascista. Il libro ha evidentemente il merito di accendere una luce differente sui fatti, riposizionandoli nella giusta dimensione di lettura, partendo dal rapporto tra le carte rubate, il contenuto delle stesse e i derubati.

 

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Il punto è tutto qui: perché un pezzo di Italia potente riteneva di dover occultare dei documenti? A quale scopo? Queste domande sono più che legittime e ci attanagliano dopo la lettura della Lista senza lasciarci, perché non ci possono essere risposte liquidatorie. Ecco, questi interrogativi finali sono di certo lo stimolo più forte alla lettura di questo utilissimo libro di Lirio Abbate.

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