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“Maestra”, arriva il thriller erotico di Lisa Hilton

“Maestra”, arriva il thriller erotico di Lisa HiltonIl 2 maggio arriva in Italia Maestra di Lisa Hilton (Longanesi, 2016 – traduzione di Giorgio Testa), romanzo di cui si è iniziato a parlare con interesse e con largo anticipo, perché uscirà quasi contemporaneamente in trentotto Paesi, sempre con lo stesso titolo: è anche già al lavoro, tra l’altro, una troupe cinematografica per una versione della storia destinata al grande schermo. L’autrice, Lisa Hilton, non è un’esordiente: storica dell’arte laureata a Oxford, è già nota per aver scritto alcuni romanzi storici, oltre a numerosi saggi e frequenti collaborazioni con quotidiani e riviste del mondo anglosassone.

Anche se Maestra è da considerarsi il primo volume di una futura trilogia, la vicenda che narra ha una sua momentanea conclusione nelle ultime pagine, così da non lasciare il lettore in sospeso fino all’eventuale uscita del secondo volume, il che è senza dubbio apprezzabile.

Della trama, in realtà, trattandosi di un thriller, non è possibile rivelare molto. Possiamo anticipare che la protagonista, Judith Rashleigh, è una venticinquenne bella e colta, che cerca di mettere a frutto la sua laurea in storia dell’arte lavorando in una prestigiosa galleria londinese, e al tempo stesso di arrotondare le entrate trascorrendo alcune serate in uno “champagne bar”: uno di quei locali dove ricchi uomini dalla mezza età in su dilapidano fortune per trascorrere qualche ora in compagnia di belle ragazze disponibili, anche se una conclusione sessuale di questi approcci rimane spesso più immaginata che effettivamente realizzata.

A Judith, comunque, fare sesso piace molto, e soprattutto sa bene come servirsene in caso di necessità. Così, quando scopre che dietro la facciata irreprensibile della galleria per cui lavora si nasconde un traffico di quadri falsi, è grazie alle sue conoscenze maschili che finisce per imbarcarsi in una serie di avventure, che la portano a lasciare Londra per la Francia, l’Italia e la Svizzera, tra luoghi alla moda, yacht miliardari e personaggi più o meno equivoci, mentre bollenti incontri erotici si alternano a efferati omicidi, in un crescendo inquietante.

“Thriller erotico” è in effetti la definizione che ci ha dato del suo romanzo Lisa Hilton, che abbiamo incontrato a Milano.

 

Questo libro nasce da diversi spunti: l’attività delle gallerie d’arte, il problema dei falsi, la vicenda thriller, la componente erotica, il mondo del jet set… Quale è stato per lei il punto di partenza, e come ha deciso di fondere tutte queste cose insieme?

Sono partita da due manoscritti rifiutati. Il primo risaliva a quando la mia agente mi aveva proposto di scrivere qualcosa di erotico, e io le avevo mandato un testo, che però lei ha trovato disgustoso. Così ho smesso, e ho continuato con il mio progetto precedente, che era una biografia politica di Elisabetta I. Quando l’ho finita, mi sono ricordata che avevo un altro manoscritto, e anche quello era stato rifiutato, che avevo iniziato a scrivere dopo aver lavorato in una casa d’arte londinese. Come romanzo non era niente, ma conteneva una parte narrativa interessante a proposito di uno Stubbs falso: così ho pensato di unire arte e sesso, ed è quindi nato il personaggio di Judith.

“Maestra”, arriva il thriller erotico di Lisa Hilton

Judith è una donna che sembra spesso comportarsi e pensare come un uomo. È così?

Forse queste etichette non valgono più, o valgono meno, soprattutto oggi, mentre vediamo che la distinzione di genere sembra diventare qualcosa di più fluido. Tutto il comportamento femminile sta cambiando: Judith è una donna, ma non è per nulla romantica, e soprattutto non sembra interessata al mondo delle emozioni.

 

Ma pensa davvero che una donna, sia pure giovane e con una discreta prestanza fisica, possa compiere tutto ciò che lei fa fare a Judith nel libro?

Per me è stata una specie di sfida logica, per cui ho fatto molte ricerche, anche su riviste mediche. Ho fatto persino delle prove personali con un volontario, anche per capire come mi sentivo, e come si sarebbe potuta sentire la protagonista. Volevo essere realistica e descrivere fatti che fossero davvero possibili, anche se ovviamente non ho ucciso nessuno!

 

Isabel Allende sostiene che il miglior afrodisiaco per una donna sono le parole, e che il punto G stia nelle orecchie, perciò volevo chiederle cose penserebbe la sua eroina di questa visione erotica.

No, Judith non è affatto interessata alle parole, soprattutto se romantiche. C’è una tendenza a vedere nei personaggi dei romanzi degli esempi, dei portavoce di una determinata categoria. Io invece non penso affatto che Judith possa rappresentare le donne: lei parla e agisce per sé stessa, non deve essere considerata un simbolo. È solo la protagonista di un romanzo che io ho scritto per divertirmi, e che non è solo per le donne. Potrebbe piacere anche agli uomini, o almeno lo spero.

“Maestra”, arriva il thriller erotico di Lisa Hilton

Maestra ha senza dubbio un ritmo sostenuto, che invoglia il lettore ad arrivare presto allo svelamento finale. Ma c’è qualcosa che, secondo me, rallenta un po’ questo ritmo, ed è l’insistenza con cui, descrivendo l’abbigliamento di Judith e degli altri personaggi, ci viene detto lo stilista che firma ogni indumento o accessorio. Non pensa che, alla lunga, questo rischi di annoiare un po’ il lettore, soprattutto se di sesso maschile?

Judith è il prodotto di una generazione per cui le marche sono molto importanti. Mi sembrava realistico il fatto che lei misurasse la propria ambizione attraverso i vestiti e gli accessori, cambiando i suoi gusti nel corso della storia. Sì, forse può essere un po’ noioso, ma è la stessa tecnica che usava Bret Easton Ellis in American Psycho, con le sue famose liste, oppure Georges Perec. Dal mio punto di vista, era per Judith un modo per imparare, e per modificare la sua personalità. Lei, in realtà, è una persona sola e non è affatto felice. Una parte di lei sa di essere isolata, e questa passione per le marche cela anche un vuoto, una sua depressione. Però capisco che, a tratti, possa apparire effettivamente un po’ noioso.

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Leggendo il romanzo si ha l’impressione che Judith non possa mai fidarsi di nessuno, neanche di sé stessa. Ha avuto fin dal principio l’idea di farne un personaggio così instabile?

Sì, Judith è davvero instabile. Non m’interessava creare un personaggio perfetto, perché da una persona perfetta non sarebbe certo nata una storia come quella del romanzo.

 

Le pagine di scrittura erotica non suonano false, come spesso accade in quel genere di scrittura. Le sono venute spontaneamente, oppure sono il risultato di un lungo lavoro di revisione?

Quando ho deciso di scrivere la parte erotica, ho pensato che sarebbe stata una sfida tecnica molto interessante, perché scrivere di sesso non è affatto ovvio. Quello che appare erotico a una persona, può diventare comico o ridicolo per un’altra. Ho provato a utilizzare un linguaggio molto semplice e diretto, che è poi quello che usano gli adulti oggi. Può sembrare un po’ crudo e volgare, ma per me è realistico, perché è così che si parla adesso.

In Inghilterra c’è un premio che si chiama “The Bad Sex Award” (premio letterario per il peggior sesso narrato), che è stato vinto anche da scrittori famosi, come John Updike, ed è a questo che ho pensato scrivendo: “non voglio vincere quel premio!”. In realtà, il confine tra erotico e comico è davvero molto sottile.

“Maestra”, arriva il thriller erotico di Lisa Hilton

Questo libro è il primo di una trilogia, però in sé è autoconclusivo, e si può leggere senza dover attendere la puntata successiva. Cosa pensa invece delle saghe in cui ogni volume si arresta in un punto, spesso cruciale, lasciando il lettore ad aspettare mesi o anni prima di sapere come continuerà la storia?

Io non farò così, perché anche il secondo e il terzo volume saranno libri in sé completi. Judith cambierà molto, e questo perché a me non piace scrivere di un personaggio che faccia sempre le stesse cose, così come penso che questo non piaccia neanche ai lettori, e quindi sveleremo molti aspetti della sua vita e della sua infanzia. Nel secondo libro scopriremo che non tutto ciò che è stato raccontato nel primo era realmente così.

 

Che consigli darebbe a Judith, se potesse incontrarla nella realtà?

Bella domanda! Non è per niente facile rispondere, anche perché penserei di più, forse, a ciò che le accadrà nel prossimo libro, ma credo che potrei suggerirle di guardarsi dagli uomini italiani…

 

L’arte è uno dei temi portanti del romanzo. Cosa pensa del fatto che, nella scuola di un Paese che ne è così ricco come l’Italia, si sia ridotto moltissimo l’insegnamento della storia dell’arte?

Ne ho sentito parlare, e so che la stessa cosa si sta discutendo anche in Francia. Penso che sia una vera tragedia, e non ne capisco proprio il motivo. È un tema che ho un po’ sfiorato anche nel libro, quando Judith si rende conto che i nuovi ricchi acquistano i quadri solo come investimento, o come status symbol, ma non hanno gusto, perché non hanno ricevuto un’educazione artistica. In quel mondo conta solo il prezzo di un oggetto, non la sua bellezza.

“Maestra”, arriva il thriller erotico di Lisa Hilton

Stanno per girare un film tratto da Maestra. Ci può dire qualcosa al riguardo? Sa già chi sarà l’attrice protagonista?

Sì, uscirà l’anno prossimo, prodotto da Amy Pascal, che aveva acquistato i diritti prima ancora della pubblicazione cartacea del romanzo, mentre la sceneggiatrice Erin Cressidra Wilson è la stessa che ha adattato La ragazza del treno. Io non posso certo influire sulla scelta degli attori, ma mi piacerebbe che Judith avesse un volto totalmente sconosciuto, non quello di un’attrice già nota.

 

A proposito di film tratti da libri, molti scrittori sono contenti se un loro libro diventa film, altri meno. A lei che effetto fa l’idea di vedere rappresentate sullo schermo le pagine che ha scritto?

Ho incontrato molte volte Amy ed Erin per discutere del film e ne apprezzo molto il lavoro, perciò mi affido a loro. Credo, tra l’altro, che per descrivere certe scene, soprattutto quelle erotiche, sia davvero più facile usare le immagini delle parole.

 

Anche nei prossimi due romanzi si viaggerà tanto come in Maestra?

Il secondo volume della trilogia inizierà a Ibiza, per spostarsi a Venezia, in Francia e poi verso l’Europa dell’Est, mentre il terzo sarà ambientato quasi del tutto in Italia.

“Maestra”, arriva il thriller erotico di Lisa Hilton

Ha una predilezione per l’Italia?

Sì, direi di sì. Anche perché, dalle ricerche che ho fatto, l’Italia è il Paese migliore dove ambientare una storia che abbia a che fare con l’arte.

 

Tornerà a scrivere romanzi storici o pensa di aver cambiato completamente genere?

Per ora non lo so. Il progetto a cui sto lavorando adesso è una nuova traduzione dal francese di Nana, il romanzo di Emile Zola, perché in inglese non ne abbiamo una versione recente.

 

Cosa le piacerebbe che pensassero i lettori leggendo Maestra?

Io l’ho scritto perché per prima cosa volevo dare piacere a me stessa, e spero che sia così anche per chi lo leggerà. Ecco, se qualcuno lo leggesse quest’estate sulla spiaggia, mi piacerebbe sapere che è rimasto troppo al sole e si è scottato nella fretta di finire la storia!


Si ringraziano Derrick Santini (per le foto n. 2 e 3) e Yuma Martellanz (per le foto n. 4, 5 e 6).

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