In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

Louis Aragon, il paesano di Parigi

Louis Aragon, Il paesano di Parigi, Passage de l'OpéraIl surrealista Aragon entra nell'immenso labirinto urbano di Parigi e lo sfida apertamente perché, per vincere il labirinto, bisogna attraversarlo. È il labirinto costituito dal Passage de l'Opéra e dal parco di Buttes-Chaumont, ma, anche e prima di ogni altra cosa, dalle memorie dadaiste, inscritte in questo e in quel luogo, di ricordi abrasi da una città in trasformazione, in cui passato e presente coesistono ancora. Soprattutto, per dichiarazione iniziale dello stesso autore, Il paesano di Parigi (trad. Paolo Caruso, Il Saggiatore, 1996) è il tentativo di creazione di una mitologia moderna, dentro la quale lo spazio cittadino è esplorato, vagliato, osservato e setacciato attraverso il filtro della visione artistica, da uno sguardo mnemo-onirico e trasfigurante, in grado, al contempo, di estrema accuratezza ricostruttiva, profondissima capacità di penetrazione ed estrazione di materiale fertile su cui lavorare.

L'esplorazione, a partire dal Passage de l'Opéra è, infatti, prima di tutto un'accurata ricostruzione visiva, una fedele descrizione, fatta metro dopo metro, che si allarga e tracima subito in altro, ad esempio nel ricordo di una conversazione con Paul Valéry riguardo a un'agenzia che «s'incaricava di far pervenire ad ogni indirizzo lettere provenienti da qualunque punto del globo, il che permetteva di simulare un viaggio in Estremo Oriente, per esempio, senza lasciare d'un passo l'Estremo Occidente di un'avventura segreta». Qui, Aragon rintraccia i segni lasciati dalle grandi lottizzazioni, dalle trasformazioni urbanistiche che hanno cambiato il volto della città, ricopia e riproduce — nel modo che, più tardi, sarà proprio di Georges Perec in Vita istruzioni per l'uso — cartelli e comunicazioni pubbliche, articoli di giornali, targhette di esercizi più o meno legali, pubblicità di biscotti e preservativi: la densità del reale trabocca dalla pagina e sembra prendere corpo attraverso e grazie alla dimensione della lettura. Così accade anche nell'affrontare il Sentimento della natura al Parco dei Buttes-Chaumont, dove, un giorno, Aragon si recò in compagnia di André Breton e Marcel Noll, luogo, per loro, del miraggio, «dove ogni malumore si dissipava, sotto una speranza immensa e ingenua». Vi giunsero in taxi, superando rue La Fayette, tagliando il nono e il decimo arrondissement, in direzione sud-ovest nord-est, per arrivare al diciannovesimo, lì dove «il canale Saint-Martin si unisce al Canale de l'Ourcq, all'imbocco del bacino de la Villette, ai piedi dei grandi fabbricati della Dogana, a gomito con i boulevard esterni e con il metrò aereo che riunisce derisoriamente le due stazioni estreme, Nation e Dauphine». Argon, e con lui gli amici nel surrealismo, ama “perdersi”.
È lo stesso Aragon, nell'ultimo capitolo del libro, intitolato Il sogno del paesano, a “illuminare” tutte le parole raccolte fino a quel punto, pagina dopo pagina:

«Faccio fatica a elevarmi al particolare. Procedo nel particolare. Mi ci perdo. Il segno di questa perdita è tutta la vera conoscenza, tutto ciò che della vera conoscenza m'è toccato in sorte. […] Perché chi ha mai detto che il concreto sia il reale? Non è anzi tutto ciò che è fuori dal reale, e il reale non è forse il giudizio astratto, che il concreto presuppone solo nella dialettica? E l'immagine non ha forse, in quanto tale, la sua realtà, che è poi la sua applicazione, la sua sostituzione alla conoscenza?»

Quello che Aragon definisce una sorta di guida della città assume dimensione del tutto differente, in cui osservazione dello spazio, creazione artistica e trasfigurazione (più o meno libera) della realtà, o del concreto, diventano un'unica cosa: un'Opera; il frutto di una Vita poetica, che ha necessità di trasformare la metropoli in una mitologia poetica moderna, che non può esaurirsi in una semplice enumerazione, che non può avere come unico orizzonte la città stessa, ma solo ed esclusivamente quello dell'incontro tra le sue strade e la Surrealtà.

Il tuo voto: Nessuno Media: 3.7 (3 voti)

Commenti

Ben scritto, leggerò Aragon a giorni, spero di poter aggiungere particolari alla sua recensione

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.