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Lorenzo il Magnifico, il fascino di una famiglia in un solo uomo

Lorenzo il Magnifico, il fascino di una famiglia in un solo uomoLa storia della famiglia dei Medici ci ha sempre affascinato, dal 1400 ad oggi. Tanti scrittori si sono cimentati nella descrizione delle imprese medicee, da quelle compiute da Cosimo, il fondatore della potente casata, a quelle di Piero e soprattutto di Lorenzo, il magnifico, definito così per la sua potenza politica, per la dialettica, la capacità poetica e musicale e infine per l’indiscutibile fascino.

Barbara Frale, storica del Medio Evo, che ha fornito la sua consulenza anche per la serie televisiva I Medici, attualmente in programmazione sul primo canale della Rai, si è impegnata – ne Il nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico (Newton Compton) – nella ricostruzione della politica e dei giochi di potere alla fine del XV secolo, rimanendo fedele alla realtà storica talvolta mescolata allinventiva poetica, in un libro ben costruito che affascina ma anche appassiona, come un autentico “noir”.

L’ambientazione ècollocata nella Roma papale del 1466, dove agiscono con astuzia e diplomazia uomini del calibro dei cardinali Rodrigo Borgia, Francesco Della Rovere, Jacopo Ammannati Piccolomini oltre ad appartenenti alla casata dei principi Orsini, pronti a “servirsi” dei fiorini di Lorenzo ma reclamando contemporaneamente il suo sangue, perché il giovane Medici vuole innalzarsi tra i nobili sposando Clarice Orsini, dimentico delle sue origini plebee. (i Medici erano stati commercianti e poi banchieri).

 

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Lorenzo il Magnifico, il fascino di una famiglia in un solo uomo

A Roma Lorenzo è stato inviato dal padre Piero per strappare al papa Paolo II la concessione dello sfruttamento delle miniere di allume della Tolfa, indispensabile per la concia delle pelli, ma l’impresa si rivela ardua per l’ostilità del papa verso i Medici e per episodi di macabra stregoneria che impediscono che l’impresa di Lorenzo giunga a buon fine. Molti i personaggi interessanti, come Lorenzo, sicuro di sé, sfrontato, desideroso di godersi la vita e incauto, fino a sfiorare più volte la morte. Ma è questo il suo fascino, che lo fa amare dalla donna più bella di Firenze, Lucrezia Donati, «così intelligente da non chiedere mai alla vita ciò che non è ragionevole potersi aspettare». Lo stesso fascino che gli permetterà disposare Clarice Orsini, «occhi verdi, grandi, trasparenti, che potevano celare segreti […] donna dal fascino indecifrabile, sospesa tra il sacro e il profano», che farà soffrire per amore Lorenzo, tenendolo sulla corda dei suoi sì e dei suoi no. Una donna moderna Clarice, anche se suona il clavicembalo virginale, che pretende i suoi spazi, non teme nulla e nessuno, ama la sorella Bellezze, strappata al suo amore da piccola, perché nata storpia.

Lorenzo il Magnifico, il fascino di una famiglia in un solo uomo

Tra i personaggi storici rappresentati, spicca su tutti il cardinale Rodrigo Borgia, una volpe, che appoggia chiaramente i Medici perché sa che i loro fiorini d’oro lo aiuteranno a diventare papa. La Frale lo ritrae nelle sue stanze lussuosamente affrescate, «capelli chiari, occhi grigi mobili e lucenti come gocce di mercurio, tradivano intelligenza acuta e un carattere incline agli scatti d’ira» ma anche uomo capace di affrontare i pettegolezzi della Curia e di Roma ospitando presso di sé il figlio Cesare, rappresentato insieme adun gatto. Protagonista indiscutibile del libro, con il suo scenario ineguagliabile, è soprattutto Roma, «sotto una luna velata Roma cantava a squarciagola», la città caput mundi, rappresentata attraverso le sue bellezze artistiche «quamdiu stabit Colyseus, stabit te Roma»*, Santa Maria in Aracoeli, Campo dei Fiori dove avvenivano le impiccagioni cui seguivano «mazzola, scannamento e squarto»**.

Lorenzo il Magnifico, il fascino di una famiglia in un solo uomo

Chiari sono anche i segni della sua decadenza, i resti antichi abbandonati e depredati, i briganti che si improvvisano guardia spalle della nobiltà, le vie buie e pericolose «di una Roma notturna più spettrale del solito», la violenza del Palio dei Berberi (corsa sfrenata dei cavalli scossi per le vie di Roma), la rilassatezza dei costumi e non solo a Carnevale, tutto contribuisce al fascino orrido di una città, dove invece di pregare Dio si manipolano le coscienze, si tramano imboscate e cospirazioni nei palazzi papali. Perché «probitas laudatur et alget»***.

 

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Lorenzo, dopo la pericolosa pausa romana, tornerà ai fasti e agli intrighi fiorentini a lui più congeniali, per mantenere con il suo potere, la sua capacità e la sua ricchezza quell’equilibrio politico tra gli Stati italiani di cui era “l’ago della bilancia”. Ma lascerà in noi una profonda nostalgia per quei tempi culturalmente così ricchi, grazie a Poliziano, Botticelli, Machiavelli, di cui ritroviamo memoria e splendori nell’opera diBenozzo Gozzoli, dove i Medici Cosimo e Piero sono rappresentati come re Magi e Lorenzo, dieci anni, apre loro il cammino sul suo cavallo, riccamente addobbato, con «gli occhi color nocciola, capelli castani, sguardo fiero e consapevole» del suo straordinario destino.


* Finché esisterà il Colosseo esisterà Roma.

** Dopo l’impiccagione i cadaveri venivanoscannati e fatti a pezzi e i loro resti inchiodati alleporte.

*** L’ onestà è lodata ma muore di freddo. (Giovenale)

 

Per la quarta foto, la fonte è qui.

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