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Lo specchio nero di una società ai limiti della realtà. “Anna sta mentendo” di Federico Baccomo

Lo specchio nero di una società ai limiti della realtà. “Anna sta mentendo” di Federico BaccomoCosa accadrebbe se ci fosse un’applicazione capace di indagare la mente di chi ci sta scrivendo?

Anna sta mentendo, il nuovo romanzo diFederico Baccomoedito da Giunti Editore, interroga il lettore sulla quotidianità dei nostri rapporti personali e sul sottile confine che spesso separa realtà e finzione.

Noto per la capacità di fondere il mondo contemporaneo con abili sperimentazioni letterarie, Feredico Baccomo riesce anche questa volta a incantare e far riflettere utilizzando un’intuizione geniale quanto terribile.

E se l’ultimo aggiornamento di WhatsApp permettesse di scavare nella mente della persona con la quale stiamo chattando? Se ci rivelasse in tempo reale ogni menzogna? Quale assurda situazione verrebbe a crearsi e come reagiremmo noi, singoli individui, arrivando alla conclusione di non poter far altro che parlare, senza peli sulla lingua, senza più omissioni né bugie?

Non è assurdo pensare che, forse, WhatsApp verrebbe prontamente sostituita da chissà quale altra applicazione utile a ristabilire l’ordine psicologico e morale, necessaria a un ripristino dei normali rapporti interpersonali in cui ognuno di noi indossa non una ma mille maschere diverse a seconda della persona con cui abbiamo a che fare.

 

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Lo specchio nero di una società ai limiti della realtà. “Anna sta mentendo” di Federico Baccomo

Difficile dire cosa spaventi di più, se il mondo pirandelliano al quale apparteniamo o lo scenario al limite del fantascientifico uscito dalla mente di Federico Baccomo. L’unico fattore certo è che Anna sta mentendo non prova solo a ipotizzare un superamento dei confini tecnologici ma tenta (e ci riesce) di gettare un’ombra scura ogni qualvolta ci ritroviamo a comunicare senza poterci guardare negli occhi, senza sforzarci di capire il linguaggio fisico di chi ci sta di fronte, limitandoci a scrivere messaggi che veicolano emozioni attraverso banali faccine sorridenti e provando una specie di inquietante ostilità se chi risponde non dimostra altrettanta dimestichezza con le emoticon.

Federico Baccomo non ci chiede di smettere, non prova nemmeno a comunicare un messaggio che vada contro i gruppi di messaggistica istantanea o contro l’utilizzo dei social media ma, scrivendo Anna sta mentendo, prova almeno a instillare nella nostra mente la perduta capacità di analisi e la voglia di parlare attraverso lo strumento più consono: la voce.

Protagonista della vicenda è Riccardo Merisio, un ragazzo di circa 30 anni, neo assunto presso la Dedala, società che investe nel campo delle ricerche umane. Da poco frequenta Anna, una collega, e grazie a questi due fattori è pronto a risalire la superficie dopo un periodo piuttosto difficile.

Tutto procede nella norma quando, un giorno, il cellulare sembra prendere possesso delle proprie capacità e scarica senza motivo una nuova applicazione chiamata WhatsTrue che prende il posto della precedente versione senza apportare troppe modifiche, se non fosse per un piccolo dettaglio: ora, ogni volta che Riccardochatta con Anna, sulla sinistra dell’interfaccia compare una scritta nuova quanto inquietante: Anna sta mentendo…

Il protagonista si interroga sul significato dell’accaduto, ipotizza una nuova campagna pubblicitaria o uno scherzo, la sua mente rifiuta l’idea che quella nuova applicazione possa scavare tanto a fondo da confermare con assoluta certezza se Anna, la madre o chiunque altro stia mentendo su ciò che dice e su ciò che fa.

Lo specchio nero di una società ai limiti della realtà. “Anna sta mentendo” di Federico Baccomo

Non è possibile, o forse sì? Improvvisamente si sente al centro di film o di un romanzo fantascientifico, non sa cosa fare ed è per questo che mantiene il segreto, desidera venirne a capo con le proprie forze ma riesce solo a farsi travolgere.

L’emotività cede alla dittatura di un’applicazione che non solo pensa di poter controllare le azioni altrui ma che, così facendo, controlla la mente stessa di Federicolo, manipolandola a un livello tale da farlo dubitare di chiunque, persino di se stesso.

Anna sta mentendo si rivela in questo modo una specie di gioco psicologico, un thriller intriso di meraviglia e ironia che tratta il lettore al pari del protagonista, interrogandolo su quanto di ciò che legge sia vero o frutto di menzogne finalizzate ad un malsano esperimento sociale.

 

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Federico Baccomo, nato a Milano ed ex avvocato, ha lasciato il lavoro per dedicarsi alla scrittura. Nel 2009 debutta con Studio illegale e nel 2011 afferma le sue abilità pubblicando La gente che sta bene. Da questi primi due romanzi sono stati poi tratti dei film dal titolo omonimo e diretti rispettivamente da Umberto Carteni e Francesco Patierno.

Nel 2014 esce Peep Show e le storie a carattere “legale” vengono sostituite da un romanzo che guarda al temibile mondo dello spettacolo vincendo la ventesima edizione del Premio Letterario Frignano.

Ultima pubblicazione prima diAnna sta mentendo è Woody, romanzo del 2015 edito da Giunti.

Con questo nuovo appuntamento Federico Baccomo conferma le sue abilità di scrittore e Anna sta mentendo si dimostra un testo originale, intelligente e decisamente ironico.


Per la prima foto, copyright Kait Loggins.

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