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Liberare l’amore dal dolore. “Un cuore tuo malgrado” di Piero Sorrentino

Liberare l’amore dal dolore. “Un cuore tuo malgrado” di Piero SorrentinoUn cuore tuo malgrado, così si intitola il romanzo d’esordio di Piero Sorrentino edito da Mondadori e appena uscito in libreria. Un titolo che già racchiude l'essenza del libro in quanto si tratta di una citazione del celebre Il cardellino di Donna Tartt, il cui protagonista «che sa fallire così bene» ha un cuore sbagliato e inaffidabile, Vangelo della sua rovina, un Io che non vorrebbe avere e che non accetta ma nonostante questo possiede... un cuore suo malgrado.

Lo stesso si potrebbe ipotizzare per Bianca la protagonista di Sorrentino. Bianca è un’autista di autobus, lavoro ereditato dal padre. Una mattina di fine inverno mentre sta svolgendo il suo regolare lavoro, ha una fatale distrazione. In un istante cambia la sua vita. Con il suo autobus entra nella fiancata di una station wagon blu e l'esito sarà infausto.

Il sopravvissuto all'incidente è il famoso fotografo Dario Spatola che in seguito allo scontro perderà moglie e figlio. In un certo senso anche Bianca perde la vita:

«Vedi, Dario, il cuore era a posto. Tutti i miei problemi fisici dopo l'incidente erano concentrati dal bacino in giù, fino alle caviglie. Ma se fossi stata collegata a uno di quegli apparecchi che misurano le pulsazioni, la linea sul monitor avrebbe tracciato qualcosa di simile a ciò che resta su un foglio dopo che hai chiesto a un bambino di disegnare una montagna altissima.»

 

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Il racconto di Paolo Sorrentino inizia proprio dalla vita che continua dopo l'incidente e dai brandelli che ne restano. Bianca rielabora le sequenze dell'accaduto senza darsi pace e si sente condannata a un’inarrestabile sofferenza dovuta all’incapacità di rassegnarsi e perdonarsi.

Tutto il suo dolore lo vorrebbe condividere con Dario dal quale bramerebbe un accenno di perdono. Dario però, avendo pagato un prezzo così alto, non intende concederlo interponendo tra loro una grande distanza emotiva. Sorrentino cita Candido di Voltaire, libro di confine che separa l'infanzia dall'età adulta, per spingerci alla immedesimazione con Bianca, alla predisposizione verso il bene e alla compassione attraverso la quale il lettore può percepire emozionalmente la sofferenza altrui:

«Il vero senso del libro di Voltaire, poi – o così almeno mi pare di aver capito – stava nell'ultima pagina del romanzo: “Bisogna coltivare il nostro giardino”, le proprie qualità personali, il nostro essere sociale. Vivere il più possibile in favore del bene, sottrarre aria al dolore che allaga il mondo in ogni punto, in ogni momento. Non contribuire a diffondere la pena. Non ostinarsi a vedere a tutti i costi un disegno con una finalità laddove il caos spazza le vite di tutti noi come un vento persistente e ostinato, certo. Ma senza gonfiare ulteriormente quell'aria nera soffiando sofferenza tutto intorno con il proprio fiato.»

Liberare l’amore dal dolore. “Un cuore tuo malgrado” di Piero Sorrentino

Mentre combatte con i dilemmi del presente la protagonista rivive anche un dolore del passato mai risolto: l'improvvisa morte del padre. E così ricorda le estati del suo passato e i suoi desideri di bambina, la serenità che il padre sapeva trasmetterle, la sensazione di sicurezza del tranquillo luogo di vacanza tra le case dei pescatori. Il ricordo del padre si staglia come una vecchia fotografia in cui lui appare solido, concentrato e intento nell’intensa e silenziosa battuta di pesca, e lei, se solo avesse saputo della sua imminente scomparsa, avrebbe voluto trasmettergli tutto l'amore possibile:

«È strano, ma della sua voce so ricordarmi solo se ripenso a quel pomeriggio, perché appartengo alla vasta schiera di coloro che riescono a sentirsi a loro agio unicamente nelle lontananze, a dialogare con gli assenti, a regalare amore nei ricordi.»

 

Un cuore tuo malgrado analizza la situazione di una ragazza in bilico tra desiderio di redenzione e autodistruzione. Bianca è un personaggio molto emotivo e fragile e riesce a catturare il lettore nelle maglie della propria solitudine. Il suo dolore grida letteralmente attraverso la scrittura vibrante dell'autore. Come sarebbe stata la vita di Bianca senza quella disattenzione? Noi come avremmo reagito?

«...tutte le nostre vite hanno molti modi di essere raccontate, e che qualsiasi versione dettiamo a noi stessi o agli altri non è nient'altro che una variante che ha il diritto di esistenza tanto quanto tutte le altre ipotesi scartate, e che in fondo siamo sempre la somma di tutto ciò che siamo e che avremmo potuto essere, il semplice abbozzo di una persona che alla fine non cambia se non nei dolori contro cui sbatte. Ma poi, cambiare: che vuol dire? È troppo, per una sola vita che ci tocca in sorte.»

Liberare l’amore dal dolore. “Un cuore tuo malgrado” di Piero Sorrentino

Dopo un grande irrigidimento iniziale tra Bianca e Dario finalmente si tende un inevitabile filo di comunicazione: entrambi hanno come comune denominatore la sofferenza. I due personaggi impareranno a scindere il dolore dall'amore di cui entrambi sono circondati, Bianca attraverso la sorella e Dario grazie al suo lavoro artistico, finché una rivelazione non li costringerà ad avere un confronto più aperto.

 

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«Anche tu hai un cuore tuo malgrado», afferma il fotografo Dario a Bianca. E menzionando una piccola parabola chassidica, tratta da un testo non citato di cultura ebraica, le lascia la speranza di un perdono più di natura divina che umana:

«Ma quando finalmente su ogni uomo e su ogni cosa pioverà quella luce diversa, quella luce imprevedibile che rimescolerà l'universo e lo spazio, quella luce di cui splenderà il nucleo di ghiacci o e roccia del cosmo, portandosi dietro tutti i nostri dolori e tutte le lacrime piante nel mondo, fra un giorno o mille anni, allora sì, allora saremo perdonati per sempre.»

 

Piero Sorrentino ha scritto un romanzo breve e molto ben elaborato. La scrittura è limpida e essenziale ma profonda e radicata. Un cuore tuo malgrado insegna a non dare mai nulla per scontato, nemmeno il fatto che, a volte, dolore e amore possono essere due lati della stessa medaglia.


Per la prima foto, copyright: michael schaffler su Unsplash.

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