In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Lettori, dove siete? La Puglia e la Legge regionale

Lettori, dove siete? La Puglia e la Legge regionaleDa qualche mese in Puglia si parla di Legge regionale per la lettura: SEL ha proposto una bozza e il PD ha organizzato gli Stati generali della lettura e del libro, invitando tutti i cosiddetti ‘operatori culturali’ pugliesi a manifestare le carenze del sistema. Inutile dire che Biblioteche, Case Editrici, Associazioni culturali e Università hanno diverse esigenze e che il presupposto fondamentale nella stesura della proposta di legge è di non trasformare tutte le buone intenzioni in moneta da distribuire a chi la chieda e abbia più potere per farlo.

 

Le intenzioni del PD convergono nella promozione della lettura e nell’incentivazione dei lettori. Allora mi chiedo: se la cosa non tange chi è già lettore e preferisce investire una cospicua parte del (magro) stipendio non già in rate del mutuo per l’acquisto di case (i mercati lo sconsigliano, i tassi salgono, le regole cambiano in corso d’opera, sicché quella da bohémien non è più una posa ma una necessità), come dovrebbe essere possibile intercettare e convertire il gran numero di non-lettori? Come convincere una persona della necessità della lettura? Ed ecco che si pone un altro problema: la lettura non è affatto necessaria, tutti conosciamo persone che vivono benissimo senza aprire libri. Sospetto anche che un gran numero degli stessi ‘operatori culturali’ non legga, assolvendosi con il pensiero che è troppo occupato per farlo e che gli altri, oh, gli altridovrebbero leggere e che loro, gli ‘operatori culturali’, svolgono un compito importante, fondamentale, nel tentare di convertire i barbari al culto della Lettura. Altro problema: la dea Lettura. Leggere non è un obiettivo indistinto cui tendere ciecamente. Se è la Lettura che si intende promuovere, anche le scritte sulle bottigliette dello shampoo andrebbero bene. La verità è che la maggior parte della roba stampata o genericamente pubblicata non merita un attimo del nostro tempo e della nostra attenzione: nel migliore dei casi è ininfluente. Quella che andrebbe promossa allora è la capacità di critica, di discernimento dell’utile e piacevole dall’inutile/dannoso. Ma, e ritorniamo al punto di partenza, credo che solo la lettura possa aiutarci a sviluppare un senso critico.

 

Penso spesso alle pubblicità: «Forse uno dei migliori tortellini»; «Funziona»; «Test clinici dimostrano...» sono espressioni che mi fanno sorridere, perché sono incontrovertibilmente formule che non vogliono dire nulla, e che, anzi, aggirano le norme sulle menzogne pubblicitarie. Ma se io fossi nata e cresciuta con la sola televisione sarei talmente assuefatta all’inconsistenza verbale da non accorgermene neanche. Invece la lettura mi fornisce un’alternativa, e una chiave diversa. 

 

Come far rientrare la necessità della capacità critica in una legge regionale sulla lettura? Magari vietando agli insegnanti di dare come lettura per l’estate alla scuola media la Divina Commedia (i.e.: «Non leggere mai più, ragazzo»), o multando severamente le persone (adulte!) che in libreria chiedono «Libri tratti da film, tipo Harry Potter e Twilight», o magari vietando per legge di scrivere un libro se non si legge e si dichiara candidamente di «trarre spunto dalle serie tv». Un editto che punisca con severità gli scrittori che sono troppo impegnati per rileggere il proprio testo dopo l’editing, e che ne blocchi la pubblicazione, potrebbe già eliminare un po’ di libri, per esempio. E che dire di esami universitari che fughino ogni dubbio circa il fatto che gli studenti (di Lettere) non leggano i libri in programma ma solo i riassunti su Internet? Multerei gli scrittori che chiedono di presentare il proprio libro in libreria concludendo la mail con «Meglio incontrarci di persona, perché non sono bravo a scrivere».

 

Insomma, di voci per una legge regionale sulla lettura ce ne sarebbero, ma non vedo proprio come una persona perfettamente a posto con la propria coscienza di non lettore possa essere portata a leggere. È poi così necessario? Si vive bene senza libri, in fondo. Si possono usare gli scaffali per le bomboniere, non si devono comprare periodicamente nuove librerie, si evita la compulsione all’acquisto di libri nuovi, non ci si arrovella sui pensieri altrui, non si entra in altre teste e si rimane beatamente soli con i propri, di problemi, che già sono tanti. No?

Il tuo voto: Nessuno Media: 2.4 (12 voti)

Commenti

Bravissima Carlotta credo che tu sia riuscita a cogliere in pieno quella che mi auguro non sia un'aporia: "la lettura non è affatto necessaria"- il problema è una coscienza critica che distingua dalla bisbetica che in biblioteca richiede la copia di "Tanto Grigio, Nessuna sfumatura"...

E chi dovrebbe decidere cosa "va letto" e cosa "non va letto"? E in base a quali criteri? Se non sbaglio il fascismo fece una cosa del genere... "Purtroppo" oggi esiste una cosa che si chiama libertà. A meno che non ammettiamo - come non si fa che ribadire implicitamente nell'articolo - che esistono letterati dotati di un cervello superiore (semplicemente snob) che sono in grado di scegliere anche per gli altri cosa è giusto leggere e cosa no.

Come far rientrare la necessità della capacità critica in una legge regionale sulla lettura?
"multando severamente le persone (adulte!) che in libreria chiedono «Libri tratti da film, tipo Harry Potter e Twilight»"

Mi dispiace ma non condivido le tue idee, personalmente leggo di tutto dal classico al fantasy come Harry Potter e secondo me la libertà di scelta è fondamentale.

la libertà di scelta resta fondamentale. ma ancor più importante la capacità critica.
non guardiamo il dito (le provocazioni) ma la luna che questo articolo ci indica.
chi non conosce il dietro le quinte delle case editrici non sa quanta spazzatura arrivi e quanti "scrittori che non leggono" prentendono di pubblicare i loro capolavori. Scrittori che non leggono, che non si ispirano cioè alla letteratura o alla realtà (leggere è anche leggere la realtà) ma alle serie tv...
Come se uno chef mangiasse solo dal macdonald's...

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.