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“Letters to Véra”, le epistole di Vladimir Nabokov alla moglie

“Letters to Véra”, le epistole di Vladimir Nabokov alla moglieLetters to Véra è una raccolta di epistole di Vladimir Nabokov indirizzate alla moglie. Il tomo è stato pubblicato dalla casa editrice Knopf e tradotto dal russo all'inglese da Olga Voronina e Brian Boyd (quest'ultimo è il biografo ufficiale di Nabokov). Nabokov iniziò a redigere le lettere nel 1923, dopo l'incontro con Véra: ne scrisse un gran numero fino al 1940, quando la coppia si trasferì, insieme al figlio, a New York. Poi il numero delle epistole diminuì e ciò coincise con la parentesi più fortunata e prolifica della produzione letteraria dell'autore, quella in lingua inglese.

Ma chi era Véra Nabokov? Certo, per cinquantadue anni la moglie di uno dei romanzieri più famosi del Novecento. Ma fu anche molto, molto di più: Véra fu la prima lettrice degli scritti di Nabokov, il suo editor, la sua traduttrice, la sua segretaria, persino il suo autista e la sua guardia del corpo, dal momento che la donna portava sempre con sé una pistola. È grazie a Véra se è giunto fino a noi Lolita, il capolavoro di Nabokov, reso immortale dall'ottima trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick: la moglie, infatti, salvò le bozze del romanzo dalle fiamme, quando lo scrittore fu sul punto di distruggerle. Quella di Véra, dunque, è una figura complessa e fondamentale nella vita, non solo privata, ma anche professionale dello scrittore, che alla consorte dedicò quasi tutti i suoi libri.

Se Letters to Véra verrà pubblicato in Italia, è probabile che a farlo sarà Adelphi, già editore italiano di tutte le opere di Nabokov. Nell'attesa, vi consigliamo un bellissimo articolo di Judith Thurman sul «The New Yorker», dedicato proprio a Letters to Véra: lì leggiamo anche una breve biografia della donna, nata Slonim, figlia di ebrei di San Pietroburgo emigrati a Berlino dopo la Rivoluzione d'Ottobre.

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“Letters to Véra”, le epistole di Vladimir Nabokov alla mogliePrima di un'ipotetica traduzione italiana, sarebbe bello poter recuperare il volume in inglese, dove sono state tradotte bellissime parole d'amore del romanziere per la moglie: nel 1924, Nabokov scriveva a Véra «You know, we are terribly alike» (“siamo terribilmente simili”) e, pochi mesi dopo, «You and I are so special; the miracles we know, no one knows, and no one loves the way we love». La stessa passione epistolare non la riscontriamo, al contrario, in Véra, che distrusse sistematicamente le sue lettere indirizzate al marito (la donna fu anche molto irregolare nella stesura di tali missive): Nabokov lamentò spesso questo aspetto, descrivendolo come una sorta di «fallimento» in un rapporto di reciproco scambio.

C'è da dire che nelle lettere c'è spazio sia per l'amore sia per le difficoltà incontrate nel corso del matrimonio: quando, per esempio, Véra, fresca sposina, venne mandata in un sanatorio per curare una depressione; oppure ricordiamo il 1937, l'anno più difficile della loro unione, questo per “colpa” della fama da seduttore dell'autore (la stessa Véra era a conoscenza che, prima del matrimonio, Nabokov aveva avuto numerose relazioni sentimentali) e di una lettera anonima scritta in francese, spedita a Véra a Berlino mentre il marito era a Parigi, che la informava di una presunta relazione dell'uomo con una bionda divorziata di nome Irina.

Qui potete consultare dei passaggi dalle lettere, così da avvicinarvi all'intimità di uno scrittore ancora molto amato dai lettori contemporanei, reso celebre daLolita e da opere come Invito a una decapitazione, La vera vita di Sebastian Knight, Un mondo sinistro, Pnin, Fuoco pallido, questo solo per citare alcuni titoli della sua produzione (non dimentichiamo nemmeno lo splendido Ada o Ardore). La raccolta di epistole in Letters to Véra ci regala un ritratto intenso della vita famigliare di Nabokov e del suo rapporto con la moglie.

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