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Letteratitudine e Massimo Maugeri, dieci anni al servizio della lettura e dei libri

Letteratitudine e Massimo Maugeri, dieci anni al servizio della lettura e dei libriCompie dieci anni il blog di Massimo Maugeri, Letteratitudine. Un decennio durante il quale il suo impegno per la cultura, la letteratura e i libri non è mai venuto meno, anzi è andato sempre più intensificandosi nei modi e nei tempi. E oggi Letteratitudine non è solo un blog, ma anche una trasmissione radiofonico, un libro e qualche altra novità in arrivo…

Ne abbiamo parlato con Massimo Maugeri in questa corposa intervista in cui, tra l’altro, proviamo a fare il punto della situazione sul mondo dei blog letterari e sul panorama dei social network al servizio della letteratura.

 

Letteratitudine ha da poco compiuto dieci anni. Proviamo a fare un bilancio?

Come prima cosa mi verrebbe da dire che dieci anni è un periodo di tempo piuttosto lungo, soprattutto se facciamo riferimento a una realtà mutevole come quella della rete.

Sono stati dieci anni di grande lavoro e impegno, ma soprattutto di grande passione. Quando il lavoro e l’impegno derivano da una passione vera, la fatica la senti molto di meno. Nel mio caso la passione è tutta incentrata su questo meraviglioso oggetto chiamato libro e su tutti gli “aspetti” che, in un modo o nell’altro, sono legati a esso. Ho creato Letteratitudine sospinto da questa passione. L’amore per i libri e per la lettura ha consentito a Letteratitudine di crescere e di durare nel tempo: centinaia di dibattiti online incentrati sui libri e sulle tematiche da essi trattati (con il coinvolgimento diretto degli autori e l’animazione di una rete di lettori e di addetti ai lavori), giochi di gruppo sulla lettura e sulla scrittura, una sfilza lunghissima di recensioni e interviste, il programma radiofonico integrato con il blog (“Letteratitudine in Fm”: in onda su Radio Hinterland e in podcast sul blog), il progetto LetteratitudineNews, gli “Autoracconti” d’autore, una serie di rubriche tematiche animate con la collaborazione di amici scrittori, il canale video su YouTube e tanto altro ancora. Non voglio annoiare oltre gli amici lettori, ma credo che in questi dieci anni Letteratitudine abbia svolto il ruolo di un importante crocevia culturale con il coinvolgimento di tantissimi protagonisti della letteratura e della cultura nazionale e internazionale. Di questo sono orgoglioso.

 

In questi dieci anni com’è cambiato il mondo dei blog e dei portali culturali? C’è stata un’evoluzione oppure le cose sono peggiorate?

Il numero dei blog e dei portali culturali è cresciuto in maniera impressionante. E questa è una cosa positiva. In linea generale la molteplicità delle voci non può che essere accolta in maniera favorevole. Il cambiamento più importante, però, è stato segnato dalla crescita improvvisa (una vera e propria “esplosione”) dei social network. Ciò, tra le altre cose, ha influito sui dibattiti online che si sono spostati – in buona parte – dalle pagine dei blog alle bacheche Facebook e ai profili Twitter dei vari utenti. A mio avviso questa fase di passaggio delle discussioni online – come sempre accade – è stata accompagnata da effetti positivi e negativi. Da un lato, infatti, si è sviluppata in maniera esponenziale l’interattività tra coloro che desiderano scambi di opinioni (con dibattiti che rimbalzano, appunto, da una bacheca all’altra), dall’altro è aumentata la frammentarietà e la volatilità delle discussioni medesime (nonostante il ricorso ai cosiddetti hashtag). Pro e contro, come in ogni cosa. L’importante è esserne consapevoli. Ed è con questa consapevolezza che ho aperto – su Facebook e su Twitter – profili intestati sia al sottoscritto sia a Letteratitudine.

 

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In che misura parlare di letteratura su internet può incidere nella promozione della lettura e nella vendita di libri? E come tutto ciò si colloca in un paese come il nostro dove i lettori sono sempre più pochi?

Non credo che un singolo blog, o un singolo portale culturale – per quanto noto, frequentato e autorevole –, possa avere la forza di incidere in maniera significativa sulla vendita dei libri. In Italia solo pochissime trasmissioni televisive, o il Premio Strega, riescono a incrementare le vendite dei libri con effetti visibili anche in classifica. Se però consideriamo l’insieme dei blog letterari e dei portali culturali come singole parti di un tutto (con il conseguente “rimbalzo” sui social network) be’ allora, sì… penso che possano incidere in maniera sostanziale pure sulle vendite. Sai, mi piace molto immaginare i singoli litblog e i siti che si occupano di libri come gli elementi di un unico organismo dedicato alla promozione della lettura. Se la vedi così, viene fuori un’immagine di grande forza e compattezza.

Il problema della diminuzione del numero dei lettori è, tuttavia, un problema reale e attuale. Bisogna lavorare molto per invertire la tendenza. E bisogna farlo tutti insieme. Per fortuna le buone iniziative non mancano. Bisogna avere pazienza e bisogna crederci. Ma soprattutto bisogna lavorare su due versanti: abbattere la convinzione che leggere sia inutile (a quanto pare questa convinzione è piuttosto radicata; com’è possibile, peraltro, che – come è emerso da dati e ricerche divulgate – la classe dirigente italiana non legge?); contribuire a far crescere la consapevolezza che la lettura è un’esperienza piacevole e unica.

Letteratitudine e Massimo Maugeri, dieci anni al servizio della lettura e dei libri

Come diceva prima, nuova linfa sembra essere stata portata dai social network, con esperimenti come @CasaLettori su Twitter o #bookbreakfastdi Petunia Ollister su Instagram. Quanto sono efficaci questi approcci?

La molteplicità delle voci e delle esperienze non può che essere accolta in maniera favorevole. Ho avuto modo di conoscere personalmente Maria Anna Patti di @CasaLettori (peraltro anche lei siciliana, come me): è una persona stupenda che sta svolgendo un’importantissima attività di promozione dei libri e della lettura su Twitter, di cui le sono personalmente grato. È molto interessante e originale anche il progetto di Petunia Ollister su Instagram: l’idea di accostare i libri al cibo (alla colazione, in particolare) e divulgarle con la fotografia mi piace molto. Così come sono originali, giusto per fare un altro esempio, le “Graforecensioni” di Alberto Zuccalà (le apprezzo tanto). Insomma, passione e creatività – per fortuna – non mancano. Un indicatore di efficacia è determinato dal buon seguito che questi “approcci” riscuotono.

 

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Nel frattempo anche una nuova generazione di bookblogger si va affermando. Pensiamo ad esempio a Giulia Ciarapica che tra blog, carta stampata e YouTube tiene insieme approcci diversi. Il futuro sarà nell’integrazione dei canali?

Credo che anche Giulia Ciarapica stia svolgendo un importante ruolo di animazione culturale. In generale penso che l’integrazione dei canali sia già oggi una realtà affermata. In fondo anche l’esperienza di Letteratitudine si fonda sull’integrazione: i dibattiti online, il canale YouTube (nato quasi insieme al blog), la radio, la carta stampata, i libri-Letteratitudine, ecc.

C’è una cosa, però, che mi sento di dire nella parte finale di questa intervista. Premesso che anche la fruizione dei contenuti culturali in rete può avere una funzione importante, contribuendo alla crescita e alla formazione di ciascuno di noi, credo che una parola chiave su cui puntare sia la seguente: “equilibrio”.

Mi spiego (facendo riferimento alla mia esperienza): qualche anno fa, direi più o meno nel momento in cui i dibattiti culturali online che conducevo sul blog erano all’apice (con la pubblicazione di post che superavano quota mille commenti) ho dovuto fare i conti con una sorta di “effetto collaterale”. L’impegno per animare, moderare e coordinare quelle discussioni era cresciuto al punto tale che il tempo libero che mi rimaneva per dedicarmi alla lettura dei miei amati libri si stava riducendo in maniera sostanziale. Mi sono trovato di fronte a un evidente paradosso (a cui ho provveduto a porre rimedio riconquistandomi i miei “spazi di lettura”). Per questo parlavo di “equilibrio”. Credo che ciascuno di noi, creatore o fruitore di contenuti culturali, debba trovare il proprio.

Letteratitudine e Massimo Maugeri, dieci anni al servizio della lettura e dei libri

E a proposito di integrazione, Letteratitudine è anche una trasmissione radiofonica e, come diceva prima, da poco è un libro, nato proprio per celebrare il decennale. Quali altre novità ci riserverà per il prossimo futuro?

Sì, integrazione. Proprio così.

La trasmissione radiofonica è nata nella parte finale del 2009 ed è, a tutt’oggi, in pieno svolgimento. In questi anni ho avuto il piacere e l’onore di incrociare la mia voce con quella di tantissimi protagonisti della cultura e della letteratura italiana (e non solo). Come accennavo, la trasmissione si chiama “Letteratitudine in Fm” e va in onda su Radio Hinterland (radio milanese). Le puntate sono poi ascoltabili online anche su Letteratitudine.

Letteratitudine 3: letture, scritture e meta narrazioni (LiberAria) è il libro con cui ho voluto festeggiare il decennale di Letteratitudine. Un libro interamente dedicato alla lettura e alla scrittura, zeppo di “materiale inedito”: c’è una mia corposa prefazione in cui faccio il punto su questi dieci anni, una sezione dedicata alle interviste (appunto) sulla lettura e sulla scrittura (con l’intervento di Ferdinando Camon, Massimo Carlotto, Antonella Cilento, Giancarlo De Cataldo, Maurizio de Giovanni, Nicola Lagioia, Dacia Maraini, Melania G. Mazzucco, Raul Montanari, Clara Sereni), una parte dedicata agli “Autoracconti” (come mi piace chiamarli) dove invito scrittrici e scrittori a raccontarci come nasce e come si sviluppa il processo creativo che dà origine all’opera letteraria; un’altra sezione del libro dove ho invitato amiche scrittrici e amici scrittori a scrivere lettere a autori scomparsi e a personaggi letterari particolarmente amati; la parte finale è interamente dedicata a Vincenzo Consolo (con vari contributi critici e ricordi personali). Una vera e propria festa dedicata alla lettura e alla scrittura. Perché leggere è un’arte, così come scrivere. Ringrazio tutti gli amici che hanno voluto donarmi il loro contributo per la realizzazione dell’opera. Per me è stata una grande occasione di condivisione. Quel che posso aggiungere è che mi piace pensare a questo libro come a un insieme di portali che introducono a mondi altri: quelli generati, appunto, dalla scrittura e dalla lettura. Spero che il pubblico dei lettori possa accogliere questo corposo volumetto di quattrocento pagine, contribuendo alla crescita della condivisione.

Per quanto concerne il futuro… be’, sai, ho tantissime nuove idee. Per fortuna la creatività non mi manca, anche se il tempo libero è quello che è. E, dato che la parola “equilibrio” ce l’ho stampata dinanzi agli occhi, qualcuna di queste idee vedrà la luce, mentre qualcun’altra rimarrà relegata nella dimensione del pensiero.

Una cosa è certa. Voglio continuare a leggere. Tanto. E, possibilmente, a scrivere. In fondo è questo il vero auspicio per il nuovo decennio.

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