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“Léonie” di Sveva Casati Modignani

Léonie, Sveva Casati ModignaniVicino a Milano, a Villanova, vive, da tre generazioni, la rispettabile famiglia Cantoni, proprietaria delle omonime rubinetterie.
L’industria familiare è stata fondata da Amilcare, un contadino che ha ereditato la fabbrica di rubinetti dalla moglie, la ricca Bianca Crippa.
I Cantoni hanno l’ossessione di mantenere il prestigio sociale e dimostrarsi continuamente esemplari, senza alcuna onta: ogni membro della famiglia cela qualche segreto, tutti gli argomenti scomodi vengono messi a tacere, tutte le vicende spinose sono nascoste, inclusa l’insania di Bianca, che l’affligge dalla più tenera età.

Léonie Tardivaux entra a far parte della famiglia Cantoni, dopo aver conosciuto Guido, nipote di Amilcare e giovane rampollo dell’impero industriale Cantoni, durante una festa, a cui era stata accompagnata dall’unico familiare rimastole: tra loro è amore a prima vista e, dopo pochi mesi, si sposano.

Léonie sembra la donna perfetta: una moglie impeccabile, attenta alle esigenze del marito, una madre amorevole che accudisce cinque figli, una collaboratrice fondamentale per l’azienda familiare, un’ottima confidente per tutti i Cantoni, un passato di sofferenze e povertà in un paesino provenzale che sembra aver superato.

Ben presto, però, le ombre del torbido passato di Guido minacciano l’equilibrio della coppia e Léonie intraprende una relazione clandestina con Roger, un ginecologo marsigliese, adattandosi agli usi dei Cantoni. La storia d’amore tra i due adulteri è particolare: per non destabilizzare i rispettivi equilibri familiari, decidono di incontrarsi un solo giorno all’anno, il ventidue dicembre durante il solstizio d’inverno, in un albergo a Varenna, sul lago di Como.

Il tema portante del romanzo sono l’ipocrisia e il desiderio di mostrarsi a tutti i costi migliori di quanto non si sia in realtà. I personaggi temono i pettegolezzi, il giudizio delle persone e preferiscono seppellire i dolori e i segreti pur di non affrontare la realtà.
La perfezione apparente è la loro massima aspirazione, anche a costo di rinunciare a vivere apertamente, non volendo riconoscere che l’errore è proprio dell’animo umano, così come cercare di correggersi con onestà; una perfezione che, dunque, deve necessariamente alimentarsi del segreto e del silenzio. Nella famiglia perfetta dei Cantoni, infatti, regna costantemente il silenzio: tra genitori e figli, tra mariti e mogli, tra fratelli; la confidenza e la condivisione non sono ammessi, anche se, in molti casi, tutti conoscono i segreti degli altri.

Nonostante le cinquecento pagine, la Modignani riesce a rendere il libro leggero grazie a uno stile semplice e lineare. La trama è abbastanza banale, ma è apprezzabile il fatto che, sebbene sia ricca di flashback e colpi di scena, sia facilmente comprensibile e scorrevole; il finale è stucchevole e forzato e, in molti passaggi, l’ostentazione dei sentimenti e l’analisi delle emozioni appesantiscono il libro. È un “romanzo rosa” consigliato a un pubblico prevalentemente femminile.

Léonie (Sperling & Kupfer, 2012) è il ventitreesimo romanzo di Sveva Casati Modignani, pseudonimo dietro il quale si cela Bice Cairati (che, prima, l’aveva usato insieme al marito Nullo Cantaroni, deceduto nel 2004). I suoi romanzi sono legati alla sfera dei sentimenti visti ogni volta da differenti angolazioni, con particolare riferimento al ruolo della donna.

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Commenti

Sarebbe il caso di dire in modo più deciso se il romanzo è brutto o bello....
L'autrice gode della pubblicità di mille rotocalchi...proviamo a dire cosa scrive veramente...psicoanalisi da giornale femminile...cioè un'offesa per la psicoanalisi e per la figura femminile...
Ecco dove è finita la nostra letteratura!

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