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Le scelte che indirizzano la vita. “Piccoli equivoci senza importanza” di Antonio Tabucchi

Le scelte che indirizzano la vita. “Piccoli equivoci senza importanza” di Antonio TabucchiPiccoli equivoci senza importanza è una raccolta di undici racconti di Antonio Tabucchi, pubblicata da Feltrinelli nel 1985. Protagonisti delle diverse narrazioni sono perlopiù personaggi indefiniti che, per vari motivi, si ritrovano a fare i conti con un destino diverso da quello che avevano immaginato per sé. Nel primo racconto, che dà il titolo all’opera, troviamo un gruppo di tre amici, inseparabili da giovani, oggi lontani e quasi sconosciuti. Uno di loro in particolare, per un "piccolo sbaglio senza importanza", o senza rimedio, si ritrova, durante gli anni universitari, a studiare giurisprudenza anziché lettere, come invece fa il resto del gruppo. In conseguenza di questa scelta, qualche anno dopo, si ritroverà a dover accusare, in tribunale, uno dei suoi due amici (ma Tabucchi non ci fornisce la motivazione). Un malinteso del passato all’apparenza innocuo, ovvero l’aver studiato giurisprudenza anziché lettere, che si ripercuote, dunque, sul presente e sulla vita dei tre. Una scelta, all’inizio senza importanza, che conduce le loro vite verso strade differenti. E così i tre amici si allontanano per un piccolo fraintendimento, come d’altronde succede spesso nella vita reale.

 

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C'è poi la descrizione di una vedova, ritratta subito dopo il funerale del marito, famoso scrittore del quale però non conosciamo le generalità. La donna, ancora turbata dalla morte del suo caro, è in uno stato di confusione e, alla richiesta di un editore tedesco di pubblicare il diario dello scomparso, risponde in modo sfavorevole. In seguito, mentre riflette davanti al camino acceso, in un momento di rabbia e sconforto, getta nel fuoco tutti gli scritti del marito, negando così la possibilità che essi vengano pubblicati. L'autore non ci fornisce dettagli sulla motivazione che spinge la donna a compiere tale scelta. Possiamo solo immaginare: rabbia e odio verso il marito scomparso, frustrazione per la sua notorietà, mancanza di attenzioni. Ma tutto sembra essere lasciato all'immaginazione, uno dei fili conduttori, insieme al binomio realtà/sogno, che Tabucchi ci propone in questa sua raccolta di esperienze reali/mistiche.

Le scelte che indirizzano la vita. “Piccoli equivoci senza importanza” di Antonio Tabucchi

Nel racconto intitolato Rebus troviamo invece una trama più articolata, in cui il fulcro sembra essere la vita stessa, con i suoi intrecci e occasioni mancate: appuntamenti, incontri, viaggi e corse. La destinazione? Sconosciuta. O forse, soltanto immaginaria. L’autore vuole spingere il lettore ad addentrarsi in episodi forse immaginati, forse sognati, forse davvero accaduti. E tutti questi accadimenti contengono delle scelte che, inevitabilmente, si ripercuotono nella vita dei protagonisti. L’amore perduto, o mai afferrato, è il topos che in maggior misura affiora in questi brevi racconti. Ciò che avrebbe potuto essere e che invece non è stato. Perché? Per mancanza di coraggio, per equivoci compresi troppo tardi, per paura di ciò che sarebbe potuto accadere. Come si evince dall’ultimo racconto del testo, dove in uno scenario ambiguo (vita reale e cinema) i protagonisti, una coppia di attori, si ritrova a distanza di anni a girare lo stesso film al quale hanno già preso parte in passato, ognuno immerso nella sua misera vita, e ognuno infelice per quell’amore mancato, lasciato andare. Forse Tabucchi vuole solo spronare il lettore a riflettere su quelle scelte che, in un modo o nell’altro, hanno reso la nostra vita quella che è? Forse non è la vita stessa un fraintendimento?

«Malintesi, incertezze, comprensioni tardive, inutili rimpianti. Le cose fuori luogo esercitano su di me un’attrazione irresistibile […] Mi potrebbe consolare la convinzione che l’esistenza sia equivoca di per sé e che elargisca equivoci a tutti noi».

 

Gli sbagli di cui parla Tabucchi sono vari: azioni che avremmo potuto fare, errori che avremmo potuto evitare, o scelte del destino che giungono nelle nostre vite, senza poter fare nulla a riguardo. Perché non sempre la vita è controllabile.  

«La vita è un appuntamento, lo so di dire una banalità, Monsieur, solo che noi non sappiamo mai il quando, il chi, il come, il dove. E allora uno pensa: se avessi detto questo invece di quello, o quello invece di questo, se mi fossi alzato tardi anziché presto, o presto invece che tardi, oggi sarei impercettibilmente differente. O sarebbe lo stesso, e io non potrei saperlo

Le scelte che indirizzano la vita. “Piccoli equivoci senza importanza” di Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi, con questi suoi racconti evocativi e riflessivi allo stesso tempo, ci fa ripensare di continuo al nostro passato. A ciò che avremmo potuto fare se avessimo preso strade differenti. A ciò che avremmo potuto avere ora, se avessimo scelto quello anziché questo. Se avessimo evitato quello sbaglio, ironicamente definito dall’autore senza importanza, ma che, in modo irreparabile, ci ha portato a essere quello che oggi siamo, e a vivere questa vita che, forse, avrebbe potuto essere diversa. Ma la vita è così. Si prende spesso beffa di noi. E non possiamo far altro, talvolta, che viverla e affrontarla, nonostante tutti i ma, se, però…

Un lessico impeccabile. Un’atmosfera di sogno e magia pervade tutto il testo, con personaggi e luoghi indefiniti che prendono forma nella nostra mente, animandoli.

 

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Piccoli equivoci senza importanza è un libro costituito da incertezze, perplessità, dubbi. Ma d’altronde, esse non sono altro che il costituente della vita, enigmatica e imprevedibile.

Senz’altro uno dei libri più apprezzati di Antonio Tabucchi, che si rivela un autore capace di portare magia nella vita di tutti i giorni.


Per la prima foto, copyright: Lauren Abrahall su Unsplash.

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