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“Le parole tra di noi” di Charles Martin

“Le parole tra di noi” di Charles Martin“Le parole tra di noi” di Charles Martin (Corbaccio, traduzione di Olivia Crosio)

 

È uscito da poco il nuovo romanzo di Charles Martin, autore dotato della rara capacità di tratteggiare, con sensibilità e consistenza, personaggi davvero piacevoli. Sulle montagne colme di neve dello Utah precipita un piccolo aereo da turismo con a bordo soltanto due passeggeri: Ashley Knox, giornalista di trentaquattro anni, e Ben Payne, dottore (ortopedico) di trentanove. Lei sta per sposarsi e lui vuole correre a casa per riappacificarsi con la moglie con cui ha litigato. A Salt Lake City avrebbero dovuto prendere un volo per Denver, ma l’arrivo di una tempesta ha fatto cancellare la partenza. Così, Ben noleggia un aereo e offre un passaggio a quella ragazza conosciuta poco prima in aeroporto. Purtroppo l’aereo cade e Ben si ritrova con un paio di costole rotte, mentre Ashley subisce una frattura al femore. Insieme, costretti in questa terribile condizione, dovranno affrontare una situazione al limite della sopravvivenza. Ben è un tipo molto sportivo e, per fortuna, riuscirà a costruire un rifugio e a procacciare un po’ di cibo. Ma Ben è anche un uomo romantico e comincia a registrare messaggi per la moglie su un piccolo registratore che proprio lei gli ha regalato. Ashley ascolta parte di quei messaggi e inizia a interrogarsi sul suo rapporto con il fidanzato, accorgendosi di quanto, giorno dopo giorno, si senta sempre più attratta da Ben. Dopo una terribile avventura durata settimane, i due protagonisti raggiungono un centro abitato e vengono portati in ospedale. Ben torna dalla moglie e Ashley viene raggiunta dal fidanzato, ma si troveranno ben presto davanti a una scelta, probabilmente la più importante di tutta la loro esistenza. La vita potrebbe riprendere normalmente, come prima dell’incidente, ma…

In Le parole tra di noi si parla di sentimenti e si cerca, tra il romantico e lo struggente, di guardare in faccia la vera natura degli affetti, delle pulsioni e dei rapporti che si intrecciano fra le persone, di studiare e scomporre gli equilibri che si creano e che talvolta si possono scombussolare, portando disordine e dolore.

Charles Martin è un bel ragazzone dall’aria molto americana, nato e cresciuto in Florida. Laureato in Scienze della comunicazione, conosce il valore e il potere delle parole, che usa, e dosa, con sapienza nelle storie che scrive. Ha lavorato anche come carpentiere per mantenere la famiglia (moglie e tre figli) mentre scriveva il suo primo libro. Martin è un romanziere potente, un autore che ha la forza di descrivere l’animo umano fin nei dettagli.

Le parole tra di noiè una storia d’amore, ma anche il diario di un’esperienza di sopravvivenza che ci ricorda quanto sia importante nella vita avere uno scopo, un obiettivo da raggiungere per il quale lottare fino in fondo senza arrendersi mai. Anche quando si è alla deriva, nella più terribile delle condizioni, bisogna insistere per quello in cui si crede, per la vita, per l’amore. Concetti questi che potrebbero sembrare ovvi e banali, addirittura inutili da indagare ma di cui, specie in un periodo in cui i sentimenti sembrano relegati in secondo piano a favore del cinismo e del materialismo più sfrenato, è bene sottolineare e ricordare sempre l’importanza. I due protagonisti sono sconosciuti, sono anime imperfette, persone con una serie di problemi e di questioni personali da risolvere. Si aiutano l’un l’altra anche con una buona dose di umorismo e ironia, armi improbabili in un contesto tanto tragico, ma infallibili per riuscire a sdrammatizzare momenti difficilissimi. L’ironia e le battute li aiutano a superare l’attimo e a colmare il divario tra sofferenza e dolore, tra verità e perdono.

Di seguito un brano che descrive il sapore e il tono del libro: Ashley mi ricorda tantissimo te, e così mi sono messo a pensare al giorno in cui tu e io ci siamo conosciuti. Dopo la scuola ero andato al campo sportivo. Faceva molto più caldo di quello che c’è qui adesso. Ci stavamo allenando sui quattrocento metri a ostacoli quando, attraverso il prato, sono arrivati i ragazzi che facevano la corsa campestre. Correvano vicini, in gruppo, qualche centinaio di metri dietro a una ragazza che li aveva staccati tutti quanti. Tu.

Le parole tra di noi è un romanzo d’amore, quindi un libro rosa (e infatti è inserito nella collanaRomance di narrativa moderna di Corbaccio Editore) ma ha lo spessore di un racconto intimista, forte e “diversamente” passionale dalla solita letteratura d’amore. Un libro costruito sui sentimenti più profondi e sulla loro analisi concreta. Lo stile del racconto è suggestivo e l’autore si conferma uno scrittore che confeziona storie originali ma credibili, curatissime nei dettagli così come nelle descrizioni – fisiche e non – dei personaggi. Interessante notare l’inserimento di titoli di film e canzoni nel testo come precisa scelta stilistica oltre che di contenuto. Curioso, inoltre, vedere come il titolo originale, The Mountain Between Us sia stato trasposto nella traduzione italiana come Le parole tra noi, sostituendo la parola “montagna” con il termine “parole”. È come se le parole fossero più difficili dello scalare una montagna o, quanto meno, avessero lo stesso grado di difficoltà. Vero è che dipende dalle parole, da come si usano e da come si dosano. Sentiamo cosa dice l’autore in proposito: Personalmente, quando ho parlato di cose difficili, sono state più dure da superare di una montagna reale e ho dovuto affrontare parecchie salite. Tra scalare una montagna o chiedere scusa a qualcuno per aver detto qualcosa dettato da rabbia o frustrazione, sarei tentato di allacciare i miei stivali…

Ogni volta che si parla d’amore può essere l’occasione di trovare elementi nuovi su cui ragionare. Il concetto d’amore, per esempio. Certo non è facile parlare di un sentimento, di un’idea che si muove su un piano così astratto come, del resto, tutti gli altri sentimenti, della voglia di amare e dell’intensità nell’esprimere un’emozione. Martin spiega, in un’intervista, che “spera di amare i figli e la moglie per i doni che già hanno e non per quelli che potranno un giorno avere. Tra le due cose c’è una grande differenza.” E, in effetti, ce n’è davvero molta. L’amore vero accetta l’altro per com’è, non per come vorrebbe che fosse. Magari lo spinge a migliorarsi e a lavorare su una difficoltà, ma mai a cambiare. Se vogliamo che quella persona cambi e diventi uno specchio in cui si riflettono le nostre ambizioni e i nostri desideri farciti di qualunquismo e formalismi, allora forse non è vero amore. Non è puro, non è scevro dai condizionamenti esterni, troppo spesso di tipo sociale, finti, inutili. Martin parla anche di umorismo e di quanto possa essere utile, perfino nelle situazioni più tragiche e difficili, quasi fosse un promemoria per chi, come lui, ha la tendenza a prendere la vita troppo seriamente. Invece l’umorismo aiuta nei momenti brutti, è elemento che aiuta ad allontanare le negatività più insidiose.

Le parole tra di noi rimane un bel libro anche in italiano, grazie alla meticolosa – e riuscita – traduzione di Olivia Crosio (da traduttrice, lasciatemi parlare delle buone traduzioni di una collega). La traduzione della Crosio rispetta l’amore per i particolari, non tradisce l’autore semplificandolo (cosa che a volte si fa, anche magari per esigenza) per non stravolgerne lo stile e l’atmosfera, oltre che la pienezza del testo, e riproduce la voce dell’autore senza alterarlo né uniformarlo a un registro troppo personale.

Le parole tra noiè, in definitiva, una bella storia d’amore e di avventura che ci riporta un po’ alla narrativa di Mark Twain e, perché no?, anche a quella di Daniel Defoe. Infatti, nemmeno a farlo apposta, i due romanzi preferiti di Charles Martin sono proprio Robinson Crusoe e Huckleberry Finn. Che sia una coincidenza? Forse sì, visto che l’autore sostiene di non essere stato influenzato da questi scrittori. L’importante è poter parlare di sentimenti senza tabù e senza la paura di essere considerati “minori” solo perché ci si vergogna di raccontare l’amore, oppure lo si banalizza, come se non fosse materia importante. Perché lo è, accidenti. Eccome se lo è.

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