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Le mamme ribelli non hanno paura, parola di Giada Sundas

Le mamme ribelli non hanno paura, parola di Giada SundasPerché Le mamme ribelli non hanno paura (Garzanti, 2017)? Ce lo spiega Giada Sundas, ventiquattrenne piemontese di origini goriziane, che dopo aver collezionato migliaia di followers su Facebook, scrivendo post sulla sua esperienza di giovane madre, è approdata alla pubblicazione con una grande casa editrice.

Scritto sotto forma di una lunga lettera-confessione, da far leggere alla figlia Mya quando sarà in grado di farlo, questo libro racconta tutto il complesso approccio di Giada all'esperienza della maternità, a partire dal momento in cui ha avuto la certezza di essere incinta. Scorrono quindi sulle pagine le reazioni dei familiari, dal compagno e futuro papà ai nonni, i lunghi mesi di gravidanza con tutte le trasformazioni fisiche e psicologiche, il parto e poi, finalmente, l'arrivo di Mya e i suoi primi due anni e mezzo di vita.

Tutto questo potrebbe sembrare un déjà vu tremendamente banale e scontato: quanti libri sono già stati pubblicati sull'argomento "maternità", tra manuali di auto-aiuto e memoriali di mamme più o meno famose? E quante donne si sono preoccupate di leggerne almeno quattro o cinque nel momento in cui si sono ritrovate in dolce attesa?

 

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Quello che rende unicoLe mamme ribelli non hanno paura è il modo personalissimo con cui Giada Sundas affronta il tema, vale a dire raccontando la sua esperienza con la massima sincerità, senza nascondersi dietro gli stereotipi di genere e senza omettere anche i particolari più sgradevoli, i momenti negativi che hanno costellato la gravidanza e la faticosa assunzione del nuovo ruolo di madre.

Le mamme ribelli non hanno paura, parola di Giada Sundas

Come la maggior parte delle donne, l'autrice ha pensato di prepararsi alla maternità leggendo una quantità di libri sull'argomento, salvo rendersi conto che la realtà è quasi sempre molto diversa da come viene presentata in quelle pagine: la verità è che mettere al mondo un figlio segna una cesura netta fra un "prima" e un "dopo" nella vita di ogni donna che scelga di diventare madre, perché (quasi) nulla sarà più come prima.

In questo campo, non esistono regole universali né certezze granitiche: ogni bambino è diverso dagli altri, avrà tempi e modi di crescita differenti, farà scelte personali in fatto di cibo, sonno, giochi, affetti, così da vanificare spesso anche la migliore preparazione teorica da parte della madre.

Le mamme ribelli non hanno paura, parola di Giada Sundas

Scritto in uno stile vivace e carico di autoironia, ma capace di passare in poche righe dalla descrizione comica di un evento a riflessioni più serie e profonde, Le mamme ribelli non hanno paura vuole essere prima di tutto un gesto di incoraggiamento che Giada Sundas ha voluto fare nei confronti delle altre madri. Ci vuole spiegare per prima cosa che "la mamma perfetta", quella che nelle pubblicità appare perfettamente vestita, truccata e pettinata, mentre cambia pannolini a un neonato sullo sfondo di una casa pulitissima e ordinatissima, non esiste se non, appunto, nella mente dei creativi. Intende quindi confortare quelle neomamme che arrivano spesso a sera stanche, disfatte, con la casa immersa nel caos e senza aver preparato la cena, perché è inutile negare che non succeda così un po' a tutte.

 

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Certe pagine suonano forse un po' eccessive nel porre l'accento sugli aspetti peggiori della maternità, e non si esclude che qualcuna, leggendole, decida di lasciar perdere l'idea di mettere al mondo un figlio, bollandola come foriera di troppe catastrofi, ma nel complesso il libro è prima di tutto una bellissima lettera d'amore di una madre verso la sua bambina, oltre che un ringraziamento a un padre profondamente partecipe: e qui penso di poter dire che non saranno poche le mamme che invidieranno a Giada Sundas un compagno impagabile come Moreno, coprotagonista insieme a Mya di Le mamme ribelli non hanno paura.


Per la prima foto, copyright: Thiago Cerqueira.

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