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Le lettere d’amore di Albert Einstein a Mileva

Le lettere d’amore di Albert Einstein a MilevaLa storia d’amore tra Albert Einstein e Mileva Marić è di sicuro una delle più tormentate che si possano ricordare. Non solo perché si è conclusa con un divorzio e con un atteggiamento a dir poco ostile da parte di Einstein, ma anche perché nacque davvero sotto cattivi auspici, visti i continui tentativi della famiglia per distogliere il giovane Albert dal suo proposito di sposare Mileva.

A documentarlo è lo stesso Einstein nella corrispondenza intercorsa con Mileva negli anni che precedettero il fidanzamento e che in parte vi riportiamo qui di seguito.

Nella prima lettera a Marić giunta fino a noi e scritta mentre lei era in visita alla famiglia in Serbia, Einstein fa trapelare quel tono dolcemente sarcastico che permea gran parte della loro corrispondenza:

Cara signorina,

il desiderio di scriverti ha infine conquistato la coscienza che sentivo colpevole per non aver risposto alla tua lettera per così tanto tempo, e mi ha permesso di evitare il tuo occhio critico. Ma ora, anche se sei comprensibilmente arrabbiata con me, devi almeno darmi credito di non aver aggiunto offesa ad offesa nascondendomi dietro flebili scuse, e per averti chiesto semplicemente e direttamente scusa oltre a una risposta il prima possibile.

 

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In una lettera del 1889 a Mileva, scritta mentre era in visita alla sua famiglia durante la pausa primaverile, Einstein spiega cosa intende quando afferma di aver trovato in lei la sua anima gemella:

Sto trascorrendo un periodo meraviglioso a casa; ho passato molto tempo tendendo alle gioie più intime, vale a dire che ho mangiato molto e bene, qualcosa che già mi ha causato di soffrire del nostro poetico disturbo preferito, come quella volta da Sterns quando per ore sono stato seduto accanto a te, mia graziosa vicina di tavolo. Allora mi è stato rivelato a tinte forti quando le nostre vite fisiche e psicologiche siano strettamente legate.

 

Vedendo Milena come una sua pari sul piano intellettuale, sembrava supporre che lei fosse impermeabile a quelle che considerava le superficiali preoccupazioni della maggior parte delle donne, soprattutto la bellezza e le insicurezze legate a questa. Sulla base di tale assunto, in un’altra lettera fa un commento piuttosto insensibile, anche se senza dubbio per lui si sarà trattato di un complimento. Nel riportare il giudizio di sua madre dopo aver visto una foto di Mileva, che in genere non era considerata bella per le convenzioni dell’epoca, Albert scrive:

La tua fotografia ha avuto un certo effetto sulla mia vecchia signora. Mentre la studiava con attenzione, io ho detto con profonda simpatia: «Sì, sì, di certo è un tipo intelligente». Ho dovuto già sopportare molte prese in giro per questo, tra le altre cose, ma non lo trovo affatto spiacevole.

Le lettere d’amore di Albert Einstein a Mileva

A dirla tutta, Einstein non aveva in grande considerazione le capacità intellettuali della madre e spesso definiva “filistea” tutta la sua famiglia, così probabilmente con quel commento voleva limitarsi a esprimere la sua convinzione che Mileva fosse diversa da tutte le altre donne.

In una lettera scritta mentre si trovava a casa durante la pausa estiva, dunque pochi mesi dopo quella precedente, afferma proprio questo in un passaggio particolarmente intenso, mentre parla del mistero dell’evoluzione dell’identità personale dato che egli considera come il percorso di vita che ha scelto per sé si sia allontanato da quello della sua famiglia, e scrive:

Qui è il paradiso, conduco una vita serena, tranquilla, filistea con mia madre e mia sorella… Tu, povera ragazza, ora devi riempire la tua testa con la grigia teoria, ma so che con la tua calma divina farai tutto in modo equilibrato. Inoltre, tu sei a casa per essere coccolata, come dovrebbe essere una buona sorella. Ma a Zurigo tu sei la padrona della nostra cosa, e questo non è una cosa negativa, specialmente perché è una famiglia così bella! Quando ho letto Helmholtz per la prima volta non ho potuto – e ancora non posso – credere che lo stessi facendo senza che tu fossi seduta accanto a me. Mi piace molto quando lavoriamo insieme, e lo trovo calmante e meno noioso.

[…]

Mia madre e mia sorella mi sembrano in qualche modo meschine e filistee, nonostante la simpatia che provo per loro. È interessante come un po’ alla volta la nostra vita ci cambi anche nelle pieghe più sottili della nostra anima, così che persino i legami familiari più stretti si riducono a un’amicizia abituale. Nel profondo del nostro animo noi non ci capiamo più, e siamo incapaci di provare empatia verso l’altro, o di conoscere quali emozioni lo muovano.

 

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Per molti di noi, le relazioni amorose sono un modo per costruirci una nuova famiglia da zero, correggendo e migliorando le imperfezioni della nostra famiglia di origine. Ma per Einstein, la sua vita con Mileva era un’alternativa alla famiglia verso cui provava un tenero affetto ma non il rispetto intellettuale. In un’altra lettera di pochi giorni dopo, ritorna su questo:

La mia zia di Genova sta arrivando, un vero mostro di arroganza e insensibile formalismo. Nonostante ciò mi sto godendo ogni giorno della mia vacanza in questo posto meravigliosamente pacifico. Se solo tu potessi essere qui con me per un po’! Noi comprendiamo le nostre rispettive anime buie, e anche bevendo caffè e mangiando salsicce ecc…

Le lettere d’amore di Albert Einstein a Mileva

Prima della fine dell’estate, Mileva e Albert iniziavano già a chiamarsi con i loro nomignoli. Albert era “Johnnie” e Mileva era “Dollie”. Il “Cara signora” delle prime lettere diventa “Cara Dollie” e poi semplicemente “DD.” (Dear Dollie). In una lettera del 28 settembre 1899, Einstein scrive:

DD,

è stato bello che tu, tu dolce ragazza, mi abbia scritto quando hai così tanto lavoro da fare. Ma dovresti anche sapere che le tue lettere mi rendono così felice che tutti mi prendono in giro per questo. Devi aver ingerito tanta polvere dai libri di recente, poverina, ma presto sarà finita. So come ti senti. Sono stato un topo da biblioteca anch’io in passato, mentre cercavo di elaborare tante idee, alcune anche molto interessanti…

Tornerò al “nostro posto” verso il 15. Non vedo l’ora di tornare perché è ancora il posto più bello e accogliente a cui riesca a pensare.

 

L’anno dopo, la disapprovazione della famiglia di Einstein per la relazione con Milena crebbe molto. Addirittura la mamma di Albert definì la questione come “l’affair Dollie”. In poche parole, pensavano che impegnarsi in un rapporto serio a un’età così giovane avrebbe compromesso la carriera del ventunenne Einstein. In una lettera del luglio del 1900, scritta mentre era in vacanza con la sua famiglia, Albert racconta uno scambio tragicomico con sua madre proprio su questa questione:

Così arriviamo a casa, e vado nella stanza di Mama. Prima devo dirle dell’esame, e poi abbastanza innocentemente mi chiede: «Così, cosa diventerà la tua Dollie ora?»

«Mia moglie», ho detto altrettanto innocentemente, già preparato alla “scena” che immediatamente è seguita. Mama si è gettata sul letto, ha sepolto la testa sotto il cuscino e ha pianto come una bambina. Dopo essersi ricomposta si è subito spostata verso un attacco disperato: «Stai rovinando il tuo futuro e distruggendo le tue opportunità». «Nessuna famiglia decente la vorrà». «Se rimane incinta sarà veramente un bel guaio». Con quest’ultimo scoppio, che fu sentito anche da molti altri, persi la pazienza. Con veemenza ho negato che avremmo vissuto nel peccato e la rimproverai francamente, ed ero sul punto di lasciare la stanza quando Frau Bär, un’amica di mamma, entrò. È una piccola e vivace signora: una vecchia gallina della varietà più piacevole. Immediatamente iniziammo a parlare del tempo, dei nuovi ospiti alla spa, dei bambini maleducati, ecc. Poi abbiamo mangiato, e successivamente suonato un po’ di musica. Quando tutti sono andati via, ed è venuto il momento per me e la mamma di darci la buonanotte, tutto è iniziato daccapo, ma “più piano”. Il giorno dopo le cose sono andate meglio, soprattutto perché, come lei stessa ha detto, «Se non sono ancora stati in intimità (cosa di cui aveva molta paura) e siamo disposti ad aspettare più a lungo, allora si possono sempre trovare modi e mezzi più adeguati». L’unica cosa imbarazzante per lei è che noi vogliamo rimanere insieme sempre. I suoi tentativi di cambiare i miei pensieri si traducevano in espressioni come: «Come te, lei è un libro, ma tu hai bisogno di una moglie» o «Quando avrai trent’anni lei sarà una vecchia strega», ecc.

 

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In realtà Mileva aveva solo due anni più di Albert, così sarebbe stata una vecchia strega di 32 anni.

Per comunicare tutto il suo disprezzo per tali giudizi, Albert aggiunge:

Le persone qui e il loro modo di vivere sono vuoti… Ogni pasto dura un’ora se non di più, puoi immaginare che inferno è per me…

Se solo potessi essere di nuovo a Zurigo con te, mio piccolo tesoro! Mille auguri e i più grandi baci dal tuo

Johnnie

 

Due giorni dopo scrive:

Mia piccola dolce,

sono così felice di sapere che sei tornata a casa di nuovo con la tua vecchia signora, che adesso ti sta mettendo all’ingrasso, mia cara Dollie, così puoi riposarti tra le mie braccia sana e felice ancora una volta, cicciottella come un fagottino di mele…

Mi sono appena reso conto che non ho potuto baciarti per un intero mese, e ti desidero così terribilmente tanto. Nessuno così talentuoso e industrioso come la mia Dollie, con le sue competenti mani, si trova in quest’antico formicaio di un hotel. La suocera ha più o meno fatto pace con me e lentamente si sta rassegnando all’inevitabile…

Desidero terribilmente una lettera dalla mia amata strega. Non posso credere che resteremo separati così a lungo – solo ora vedo quanto sono follemente innamorato di te!

Abbandonati completamente in modo da diventare una ragazzina raggiante e selvaggia quanto un monello di strada… Il nostro hotel è uno stabilimento particolarmente ritemprante, ma non mi sento a mio agio tra queste persone indolenti e viziate. Soprattutto quando vedo queste donne vestite in modo vistoso e pigre che si lamentano sempre di tutto. È allora che con orgoglio penso: «Johnnie, la tua Dollie è diversa».

 

Pochi giorni dopo Einstein, che aveva un forte interesse per la psicologia, riesce a illustrare le cause della resistenza dei suoi genitori in una lettera a Mileva, nella quale mostra il suo punto di vista sull’uguaglianza di genere più di quanto abbia mai fatto altrove.

Papà mi ha scritto una lettera moralista per il momento, e ha promesso che mi avrebbe consegnato la parte principale di persona e presto. L’attendo doverosamente.

Comprendo i miei genitori abbastanza bene. Pensano a una moglie come a un lusso per un uomo, che può permettersela solo quando sta conducendo una vita agiata. Ho una scarsa opinione di questo modo di vedere la relazione tra uomo e moglie, perché rende la moglie e la prostituta distinguibili solo nella misura in cui la prima è in grado di assicurarsi un contratto permanente da parte dell’uomo a causa della sua classe sociale più favorevole. Un tale punto di vista deriva naturalmente dal fatto che nel caso dei miei genitori, come con la maggior parte della gente, i sensi esercitano un controllo diretto sulle emozioni. Con noi, grazie alle fortunate circostanze in cui viviamo, la gioia di vivere è di molto ampliata. Però non dobbiamo dimenticare come molte esistenze come quella dei miei genitori rendono possibile la nostra esistenza. Nello sviluppo sociale dell’umanità, i primi sono un gruppo molto più importante. La fame e l’amore sono e rimangono fonti di vita così importanti che quasi tutto può essere spiegato grazie a loro, anche quella che riguarda altri temi dominanti. Per questo sto cercando di proteggere i miei genitori senza compromettere quello che è importante per me, e che sei tu, dolce cuore.

Immediatamente dopo si lancia in una lirica lettera d’amore:

Quando non sono con te mi sento come se non fossi completo. Quando mi siedo, voglio camminare; quando faccio una passeggiata, non vedo l’ora di tornare a casa; quando mi sto divertendo, voglio studiare; quando studio, non riesco a stare seduto e a concentrarmi; e quando vado a letto, non sono soddisfatto di come ho trascorso la giornata.

… teneri baci dal tuo

Albert

Le lettere d’amore di Albert Einstein a Mileva

Ad agosto, Einstein è tornato nell’appartamento in cui la coppia conviveva, ma Mileva è ancora in Serbia con i suoi genitori. Albert scrive:

Anche se la mia vecchia Zurigo mi fa sentire davvero a casa, tu mi manchi ancora, mia piccola cara, mia “mano destra”. Posso andare ovunque io voglia, ma non appartengo a nessun luogo, e mi mancano le tue piccole braccia e quell’ardente bocca piena di tenerezza e baci.

[…]

Sii coraggiosa, piccola strega! Non vedo l’ora di abbracciarti e stringerti e vivere di nuovo con te. Saremo lieti di rimetterci a lavorare subito, e il denaro sarà abbondante. E se la prossima primavera sarà bella, coglieremo i fiori a Melchtal.

Teneri baci dal tuo

Albert

 

Pochi giorni dopo, ribadisce:

Caro piccolo dolce cuore,

ancora una volta ho lasciato scivolare via alcuni giorni pigri senza realizzare nulla. Sai, quel tipo di giorni quando dormi fino a tardi perché non c’è nulla di importante da fare, poi vai fuori fino a quando la stanza non è stata riordinata, e poi studi fino a quando non sei affaticato. Poi perdi tempo per un po’ e svogliatamente aspetti la cena, contemplando senza energia domande altamente filosofiche mentre fischi un po’… Come sono riuscito a vivere da solo prima, piccola mia? Senza di te mi manca l’autostima, la passione per il lavoro e la gioia di vivere, in poche parole, senza di te, la mia vita non è vita.

 

E dopo un po’ di soliti lamenti sui genitori, aggiunge:

Non studiare troppo quando riceverai i tuoi libri; riposa invece, così puoi diventare di nuovo il monello della mia vecchia strada. Ti chiedo solo una cosa, prenditi cura di te, altrimenti, ti sculaccerò…

Con i migliori auguri e teneri baci, quest’ultimi soprattutto dal tuo

Albert

 

Verso la metà di agosto, il desiderio di Albert per Milena ritorna più forte e in una lettera del 20 agosto scrive:

Oh, quanto sarò felice di riaverti di nuovo vicina al mio cuore!... Ma nel frattempo tu dovrai stare bene, mia sola dolce piccola donna.

[…]

Ma non mi hai scritto per molto tempo, tu cattiva strega! Sei preoccupata che non andrà a segno, o vuoi solo farla finita con me, mia piccola canaglia? O vuoi che io abbia fame di te?

 

All’inizio di settembre, parte di nuovo per le vacanze con i suoi genitori, che lanciano un’altra offensiva contro la relazione. Albert racconta a Mileva:

I miei genitori sono molto preoccupati per il mio amore per te. Mamma spesso piange amaramente e non ho un solo momento di pace qui. I miei genitori piangono per me quasi come se fossi morto. Si lamentano sempre perché pare che con la devozione che ho per te io abbia portato la sfortuna su di me… Oh Dollie, non è abbastanza per condurre qualcuno alla follia!... Se solo ti conoscessero! Ma è come se fossero sotto un incantesimo, pensando tutto il tempo che io sono…

Potrò riprendermi da questa vacanza un po’ alla volta, solo quando sarò tra le tue braccia – ci sono cose peggiori degli esami nella vita. Ora lo so. Questo è peggio di qualsiasi problema esterno.

La mia sola distrazione è studiare, e lo sto facendo con uno sforzo raddoppiato, e la mia sola speranza sei tu, mia cara, fiduciosa anima. Senza il pensiero di te non vorrei più vivere tra questa spiacevole mandria di umani. Ma averti mi rende così orgoglioso, e il tuo amore mi rende felice e io sarò doppiamente felice quando posso stringerti vicino al mio cuore e vedere questi amabili occhi che brillano solo per me, e baciare la tua bocca che trema di gioia solo per me…

Baciandoti dal profondo del mio cuore, tuo

Dolce cuore

 

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Due settimane dopo, scrive:

Non importa cos’accadrà, noi avremo la vita più bella al mondo. Un lavoro piacevole e stare insieme e non rispondiamo a nessuno, possiamo reggerci sulle nostre gambe e goderci la nostra gioventù al massimo. Chi potrebbe stare meglio? Quando avremo raggranellato abbastanza soldi, potremmo comprare due biciclette e fare un giro ogni paio di settimane.

 

Albert e Mileva si sposarono quattordici mesi dopo, nel gennaio del 1903. Il primo figlio, Hans Albert, nacque nel maggio dell’anno successivo. Restarono sposati per undici anni e insieme per diciotto e, anche se la relazione terminò con un divorzio, Einstein trascorse gli anni della sua formazione da scienziato avviluppato nell’amore di Milena.

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