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Le dieci regole per scrivere un romanzo rosa

Le 10 regole per scrivere un romanzo rosaLa scrittura di un romanzo, rosa o di qualunque altro genere, segue delle regole, degli schemi che, però, non devono diventare una trappola per l’autore.

Può sembrare paradossale, invece è piuttosto ovvio: scrivere è un’attività creativa, libera, ma tale libertà possiede in sé dei codici che la plasmano, dando vita ai generi letterari che vogliamo affrontare (lasciamo da parte le contaminazioni o i flussi di coscienza, argomenti che hanno bisogno di ulteriori ed esclusivi approfondimenti). Dobbiamo, dunque, conoscere questi codici, soprattutto se abbiamo in mente di stravolgerli.

Il romanzo, insomma, dovrebbe avere una “forma” stilistica, degli intenti che le regole aiutano, in parte, a fornire. Come già accennato, però, le indicazioni non vanno seguite pedissequamente, ma devono diventare nostre, modellarsi sulla nostra personalità, su ciò che stiamo scrivendo e non divenire gabbie che limitano la nostra fantasia.

Immaginiamo di seguire un percorso delimitato ai lati da semplici balaustre oltre le quali ci sono altre strade, magari meno battute, ma pur sempre percorribili; a ogni bivio possiamo scegliere, usando il connubio di logica e creatività (una non esclude l’altra, contrariamente a ciò che si può pensare) quale sentiero intraprendere.

Le regole servono a questo: a indicarci possibilità più o meno ovvie, non a comprimere la nostra storia togliendola l’aria necessaria per vivere. Vediamo, oggi, quali regole possiamo seguire per scrivere un romanzo rosa, genere amatissimo da sempre e soprattutto negli ultimi anni e anche molto criticato.

1.      La ricerca: documentarsi è fondamentale non solo se il romanzo appartiene al genere (rosa) storico, ma anche se abbiamo intenzione di far muovere i personaggi nella nostra epoca. Nel primo caso è importante leggere saggi e romanzi che trattino il periodo storico di nostro interesse, cogliere non soltanto le descrizioni di ambienti e personaggi storici, ma anche la loro psicologia, al fine di rendere credibile la narrazione e le scelte dei protagonisti. Nel secondo caso è di altrettanta importanza informarsi sui luoghi, sulle abitudini della città o del Paese che abbiamo scelto come “sfondo” per la storia (persino se la città o il Paese è proprio il nostro). In un certo senso, scegliendo l’epoca contemporanea, siamo avvantaggiati dal fatto che la stiamo vivendo, ne facciamo esperienza quotidiana, ma non possiamo sottovalutare la nostra conoscenza del mondo e dell’animo umano.

2.      I personaggi: in genere tendiamo a pensare che i personaggi di un romanzo rosa siano alquanto stereotipati: il “principe azzurro” bello e potente, magari un po’ misterioso; la ragazza giovane, bella e un po’ ingenua; il/la cattivo/a che vuole separarli. Queste figure hanno valore fino a un certo punto, soprattutto nel romanzo rosa contemporaneo. Di solito, secondo un normale schema, abbiamo i protagonisti, l’antagonista (ma può essere più di uno) e i personaggi che sostengono la coppia principale nel raggiungimento della felicità, obiettivo finale ostacolato da intrighi e peripezie che allontanano l’eroe e l’eroina. Nulla ci vieta di variare questo schema, di giocarci e renderlo più o meno complesso o di creare storie parallele che influiscano, nel bene o nel male, su quella principale. L’importante è cercare di evitare gli stereotipi. Per esempio: la protagonista può non avere un’eccezionale bellezza, o magari il protagonista può essere goffo e, successivamente, trasformarsi in un “cigno”. Insomma, ascoltate il vostro istinto; non c’è bisogno di eroi senza macchia e senza paura, conta anche l’immedesimazione o il particolare messaggio che volete veicolare.

3.      La donna protagonista assoluta: fino a non molti anni fa era così; la protagonista femminile aveva a disposizione, in maniera quasi totalizzante, il palcoscenico della narrazione; poteva prendere o subire delle decisioni (il più delle volte la seconda possibilità), ma la sua figura, di solito, restava un passo avanti a quella maschile. Chi ci vieta, oggi, di stravolgere questa regola? Non solo: il protagonista maschile era visto anche come “il salvatore” dell’eroina, il suo completamento ed entrambi erano l’uno l’oggetto esclusivo della felicità dell’altro. I tempi sono cambiati e, se è vero che l’amore rimane il sogno da realizzare per eccellenza, è altrettanto realistico creare dei personaggi per cui non esistano solo sfide amorose. Tale possibilità è applicabile tanto agli storici quanto ai contemporanei. Date vita, insomma, a figure che abbiano personalità, pur essendo fedeli al contesto in cui si muovono, che spronino il lettore a sognare e, nello stesso tempo, a non lasciare il sogno chiuso nel romanzo, bensì a “trasporlo” nella propria vita.

4.      Gli intrighi e i misterisapete qual è uno dei motivi del successo di fiction come Il segreto? Svelare solo alla fine gli intrighi di cui si ammantano i personaggi. Non ci sono che brevi momenti di calma apparente, i quali servono per preparare i colpi di scena o i nuovi misteri che caratterizzeranno le vicende.È molto importante “trascinare” il lettore, fare in modo che la storia lo circondi in un piacevole abbraccio, condurlo per mano senza spiegargli nulla, bensì narrando. Spetterà a lui fare supposizioni e, al momento giusto, verificarne l’esattezza. Per voi che scrivete la storia un consiglio: “vivete” l’intrigo con i vostri personaggi, non abbiate fretta, lasciate che si svolga naturalmente, come se foste voi a esserne invischiati in prima persona. Immedesimatevi.

5.      I cattivi: di solito, nei romanzi rosa, l’antagonista è un’altra donna, magari invidiosa della protagonista e della sua felicità, o bellezza. Quando costruite la figura di un personaggio perfido dovete cercare di non renderlo una “macchietta” e in questo tipo di narrazioni è molto facile cadere nella trappola: un antagonista dovrebbe avere delle motivazioni che lo spingono ad agire e, pur non rendendocelo simpatico (benché esistano anche cattivi “simpatici”), ci fanno comprendere la ragione della sua cattiveria. Può essere inetto o machiavellico, ciò che conta è approfondirne la psicologia.

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Le 10 regole per scrivere un romanzo rosa6.      La psicologia dei personagginei punti suddetti la questione dell’approfondimento psicologico è venuta fuori in modo più o meno esplicito, ma è bene ripetere. Ritenere che il romanzo rosa sia infarcito di personaggi stucchevoli, vuoti e prevedibili è un pregiudizio, uno dei tanti nei confronti di questo genere. Spetta a voi creare dei personaggi “vivi”, in grado di “parlare” al lettore e che abbiano una psicologia ben delineata, oppure solo in apparenza incoerente. Un romanzo è come un cerchio: alla fine deve chiudersi e ogni punto deve stare in un posto preciso. Il carattere dei personaggi è la base su cui questo cerchio si costruisce, perché plasma i loro atteggiamenti e le loro scelte.

7.      La storia d’amore: in un romanzo rosa la storia d’amore deve essere il perno su cui ruota tutta la narrazione. Può sembrare una banalità, eppure capita di leggere storie definite “d’amore” in cui questo sentimento è solo abbozzato, non viene sviluppato come dovrebbe, soprattutto da scrittori con poca esperienza. Possiamo declinare il romanzo rosa in più sfumature, dal noir al paranormale, ma è fondamentale che il sentimento amoroso segua un’evoluzione che coinvolge anche i protagonisti. Di norma il romanzo dovrebbe avere un lieto fine che completi l’evoluzione di cui abbiamo parlato, però non sono da sottovalutare, né da vietare le “sperimentazioni” portate avanti da autori moderni, i quali ci presentano finali aperti o perfino finali da interpretare, che possono essere felici o meno a seconda del punto di vista da cui li guardiamo. In tal caso potremmo obiettare che il romanzo rosa viene snaturato, ma ne siamo davvero sicuri? Se la componente di imprevedibilità rispecchiasse, nel microcosmo del romanzo, le vie tortuose che intraprende la vita reale, stravolgendo il concetto stesso di amore eterno?

8.      Il sogno: l’ultima domanda del punto sette ci porta a un’altra questione piuttosto rilevante: il romanzo rosa deve far sognare senza limiti, oppure deve avere un’ancora nella realtà? Ogni autore può, di volta in volta, decidere quale sia la risposta migliore, benché riuscire a trovare un equilibrio tra le due componenti resti una soluzione sempre valida. Del resto, comunque, far rispecchiare la vita vera in un romanzo rosa non toglie all’opera la sua magia, né far prevalere la componente del sogno a occhi aperti porta, per forza, alla nascita di una storia poco credibile. Sta anche al lettore riuscire a capire il messaggio dello scrittore, saper tenere i piedi per terra e non rinunciare mai ad avere, nello stesso tempo, la testa immersa nei sogni.

9.      Descrizioniin passato, soprattutto nella letteratura ottocentesca, si tendeva a dare descrizioni particolareggiate di ambienti, personaggi e situazioni storiche. Il lettore moderno, però, predilige una maggiore attenzione allo sviluppo della narrazione, ai fatti che concernono l’intreccio. I motivi sono molti: il cambiamento culturale, le distanze abbreviate da Internet, dai viaggi sempre più frequenti e facili da preparare e intraprendere. Il lettore sa che può approfondire in ogni momento il periodo storico del romanzo che sta leggendo, consultando saggi, enciclopedie o la rete, dunque il suo unico obiettivo, mentre legge una storia, è “tuffarsi” in quella vicenda. Evitate saggi brevi nel romanzo e imparate a selezionare e dosare le informazioni storiche o di attualità che date. Per esempio: cercate di evitare la descrizione dettagliata di un salone, ma concentratevi sui particolari che servono al vostro racconto, guardate quel salone con gli occhi dei vostri personaggi. Ciò che loro notano deve essere funzionale all’economia del romanzo e, nello stesso tempo, raccontare quel mondo. Il discorso è valido anche per i romanzi rosa contemporanei, soprattutto quando parlate di questioni attuali.

10.  Ultima regola, dimenticate le regole: avrete notato che alcune di queste regole sono valide sempre nell’arte della scrittura e non solo per i romanzi rosa. La più importante di tutte, però, è seguire passo dopo passo, senza fretta, ciò che la vostra mente vi suggerisce. Quando scrivete, cercate di non pensare a ciò che va di moda, a ciò che voi o gli altri vi aspettate dal romanzo. Lasciatelo uscire, dategli vita senza cercare di plasmarlo secondo vincoli che, spesso, sono frutto di cliché. Studiate le regole e poi imprimete su di esse la vostra personalità. Non abbiate timore di affrontare l’ignoto. Le regole vi indicano cosa è già stato fatto e da dove potete partire voi per costruire il vostro mondo letterario. In fondo le dieci regole per scrivere un romanzo rosa sono solo dieci passi su strade di cui non vediamo la fine.

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