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Le contraddizioni dell’animo umano. “Akuaba” di Francesco Staffa

Le contraddizioni dell’animo umano. “Akuaba” di Francesco StaffaSospeso tra cronaca vera e noir, così si presenta Akuaba, il romanzo d’esordio di Francesco Staffa pubblicato da D Editore.

Un’ombra oscura grava sul passato di Guido e Ada. E quest’ombra non è restata nel cuore dell’Africa come la coppia sperava ma si è trascinata negli anni nonostante lo sforzo di cercare una vita migliore. Il passato complesso e pesante riemerge dal luogo dove tutto era esordito, quando Franco e Fabienne, amici residenti in Nigeria, li invitarono a trascorrere un po’ di tempo con loro. Un’altra coppia emerge tra le pagine, inesorabilmente legata alle altre due: Amma e Adebisi. Tre coppie dal trascorso sofferto e dal presente tormentato.

È proprio dalla Nigeria nel 1983 che inizia una vicenda in cui migrazioni, deterioramento, neocolonialismo, depravazione, immoralità si legano a un intreccio di tormenti, impulsi, desideri, ambizioni inseguite a qualsiasi costo. E inseguire le proprie brame può coincidere con la perdita della propria anima pura e dell’innocenza.

Ogni personaggio ha motivi precisi per tenere determinati atteggiamenti ma non si può certo dire che nel complesso si tratti di persone perbene. Non hanno tempo da concedere agli scrupoli, come Franco ad esempio:

«Forse un giorno, chissà, quando avrebbe avuto tempo per riflettere, per poter fare i conti con la propria coscienza. Ma non era quello il momento, doveva solo salvarsi, tornare sulla via che aveva percorso fin lì e riprendere le redini della sua vita. Sua e di Fabiënne, ora che l’aveva ritrovata. Il resto non contava.

Ne aveva fatta di strada, dalla povertà del quartiere popolare dove era cresciuto fino alla ricchezza trovata in quel paese marcio. Aveva ottenuto un lavoro che gli offriva prestigio, status, danaro. Senza guardare in faccia nessuno, scaltro e navigato, si era adeguato al sistema melmoso e viscido, deviando dal percorso che aveva intrapreso il suo amico.

Presto, troppo presto, Franco aveva capito che l’onestà e la giustizia l’avrebbero intrappolato in una vita priva di soddisfazione, senza ricchezza e senza sfarzo. E lui, più di ogni altra cosa, desiderava proprio il lusso, lo spreco, il potere. Deplorava la miseria che aveva sofferto nella sua infanzia. Aveva combattuto per uscire da quella condizione, aveva gareggiato illecitamente, aveva barato, aveva compiuto una serie di abusi e soprusi per arrivare dov’era. E dove intendeva rimanere.»

Le contraddizioni dell’animo umano. “Akuaba” di Francesco Staffa

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Ad eccezione di Amma, tutti i soggetti vivono la tortura di un dissidio interiore talmente intenso da portare lo scrittore a citare una frase dal Macbeth:

«Mi sono spinto così avanti ormai nel sangue che, se dovessi fer­marmi, tornare indietro sarebbe penoso quanto avanzare.»

 

Infatti certi frangenti nel corso del cammino di vita diventano inevitabilmente irreversibili.

Akauba mette in luce le contraddizioni che spesso vivono negli animi umani e che possono portare anche alla prevaricazione violenta sull’altro.

Francesco Staffa ci mette di fronte alla realtà di una storia tuttora purtroppo vigente in Africa e ci offre spunti per intraprendere una riflessione profonda. Dello scrittore sicuramente colpisce la sua formazione da antropologo. Già il titolo è rappresentativo: Akauba, un talismano:

«Una protezione che le donne indossavano per favorire la gravidanza e per assicu­rare salute e bellezza al nascituro. Un oggetto rituale capace di infondere forza e sostegno. Akuaba, così si chiamava. Una forma stilizzata di donna con la testa formata da un grande disco e un’acconciatura appena accennata. Due fessure come occhi. Una piccola bocca sollevata e un collo lungo adornato di anelli, in serie. Le piccole braccia attaccate alla sommità del corpo stretto erano spalancate a ricordare una croce. Dai seni piccoli e il ventre pronunciato, quel talismano era legato a una leggenda che si perdeva nell’eco dei tempi.»

Le contraddizioni dell’animo umano. “Akuaba” di Francesco Staffa

Il libro è permeato di antropologia anche nella descrizione degli esseri umani sia dal punto di vista morfologico, fisiologico, psicologico sia per gli aspetti fondamentali legati al surreale, al folclore e alla visione mistica che in qualche modo sussurra ai personaggi la direzione da intraprendere. Come osserverebbe l’antropologo per eccellenza Claude Levi-Strauss: «l'antropologia è una disciplina il cui primo obiettivo, se non l'unico, è quello di analizzare e interpretare le differenze.» E il nostro scrittore è proprio questo che tenta di fare tra le righe del romanzo con la sua scrittura diretta e limpida. Staffa rispetta la storia e ci racconta di ciò che vede sotto i suoi occhi: descrizioni spazio- temporali, colonizzatori e colonizzati, donne e uomini bianchi e neri e tutto ciò che li unisce e divide in seguito al loro modo di relazionarsi. Descrive ma non giudica.

 

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Akauba di Francesco Staffa è una storia edificata con visione ampia e da più punti di vista e, nonostante i salti temporali, il lettore rimane ben ancorato alla trama che non si disperde. Un viaggio tra luoghi, Roma, Lagos, e tempo. La narrazione, pur nella sua essenzialità di linguaggio, risulta essere suggestiva e permeata da un lieve e antico tocco magico che conduce fino al termine del romanzo.


Per la prima foto, copyright: Joshua Oluwagbemiga su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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