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Le biblioteche di Mosca e San Pietroburgo insieme in un progetto

Le biblioteche di Mosca e San Pietroburgo insieme in un progettoCosa sta accadendo alle biblioteche nazionali di Mosca e San Pietroburgo? Il governo russo sta dando avvio a un progetto che ha dell’incredibile per due motivi, che vedremo tra breve.

 

Costruzione della più grande biblioteca in Europa

In primo luogo, le collezioni delle due biblioteche saranno fuse per creare la più grande collezione bibliotecaria in Europa. Il piano prevede la nomina di Alexander Visly, capo della biblioteca di Mosca, a direttore della biblioteca di San Pietroburgo, che è la più antica nel Paese.

In una recente intervista apparsa su «Isvestia», Visly ha così commentato l’operazione in corso:

«La fusione potrebbe essere utile per entrambe le biblioteche e esistono precedenti storici. Ad esempio, la stessa situazione si è verificata in Germania dove, prima della riunificazione, c’erano due biblioteche nazionali. Dopo la caduta del Muro di Berlino, sono state unite a formare un’unica biblioteca. Non c’è nulla che impedisca il riproporsi di una situazione simile anche in Russia».

 

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Tutta colpa del digitale?

Attualmente, avverte Visly, sono in corso le attività preparatorie per la fusione delle due biblioteche, concentrandosi prima di tutto sulla digitalizzazione dei due cataloghi, che saranno fusi in un unico catalogo digitale condiviso.

In questa fase, le due biblioteche hanno già dato avvio alla digitalizzazione dei cataloghi fisici, in accordo a una recente disposizione del governo, secondo la quale i cataloghi di tutte le biblioteche nazionali devono essere digitalizzati entro il 2020. La fusione delle due più importanti biblioteche del Paese potrebbe velocizzare il processo nazionale.

 

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Non mancano le critiche

Qualche critica, però, è piovuta sull’operazione. In particolare, un gruppo di 450 scienziati russi ha espresso serie perplessità sull’operazione, affermando che la digitalizzazione delle opere non sarebbe prioritaria rispetto alla gestione dei più importanti libri presenti nel primo catalogo della biblioteca di Mosca. Un altro aspetto preso di mira dai critici riguarda il copyright per quelle opere pubblicate dopo il XIX secolo.

Ma è Visly stesso a smorzare le polemiche, dichiarandosi disponibile ad ascoltare le proposte che dovessero giungere dal gruppo in questione e a far partecipare gli stessi scienziati alla determinazione del copyright per quei volumi di particolare valore educativo e scientifico.

 

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E dopo la digitalizzazione?

Ma cosa accadrà una volta che l’attività di digitalizzazione sarà conclusa? Ebbene, è già prevista la costruzione di una nuova biblioteca nel distretto nuovo di Mosca. Anche se, fa notare Visly, il progetto non ha ancora avuto avvio perché «non sono stati ancora allocati i fondi necessari».

Al momento, è certo che il progetto includerà anche strutture per la conservazione per neutralizzare il processo di decomposizione della carta, oltre a un “museo del libro”, come parte integrante del complesso.

 

Un progetto, dunque, che si prefigge l’ambizioso traguardo di unire due tra le più importanti biblioteche russe (quella di Mosca e di San Pietroburgo) creando così un polo culturale multifunzionale.

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