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Le bellissime lettere d’amore tra Allen Ginsberg e Peter Orlovsky

Le bellissime lettere d’amore tra Allen Ginsberg e Peter OrlovskyAllen Ginsberg, uno dei fondatori della Beat Generation, e Peter Orlovsky si conobbero a San Francisco nel 1954, e immediatamente iniziarono un’intensa relazione amorosa che Ginsberg non esitò a definire il loro matrimonio. Si trattò infatti di una relazione che attraversò molte fasi, tante sfide ma che s’interruppe solo alla morte di Allen nel 1997.

Le loro lettere d’amore sono piene di errori di battitura, la punteggiatura è assente e ci sono molti strafalcioni grammaticali, tipici di chi scrive sulla spinta di un’emozione intensa e dimentica la precisione letteraria.

 

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In una lettera del 20 gennaio 1958, Ginsberg scrive a Orlovsky da Parigi, raccontandogli di una visita al suo amico William S. Burroghs:

Caro Petey,

Oh cuore, oh amore, tutto si è improvvisamente trasformato in oro! Non aver paura, non preoccuparti, la cosa più sorprendentemente bella è passata di qui! Non so da dove iniziare se non dalla cosa più importante. Quando Bill (William S. Burroghs, ndr) è venuto io, noi abbiamo pensato che fosse lo stesso vecchio pazzo Bill, ma qualcosa era successa a Bill nel frattempo, da quando l’avevamo visto l’ultima volta… ma la notte scorsa Bill e io ci siamo seduti guardandoci in faccia separati solo dal tavolo della cucina e ci siamo guardati negli occhi e abbiamo parlato, e gli ho confessato tutti i miei dubbi e la mia miseria, e di fronte ai miei occhi si è trasformato in un Angelo!

Cosa gli è accaduto a Tangeri pochi mesi fa? Sembra abbia smesso di scrivere e si sia seduto sul letto tutti i pomeriggi a pensare e a meditare da solo e che abbia smesso di bere, e che infine la sua coscienza gli sia tornata alla mente, lentamente e ripetutamente, ogni giorno, per molti mesi – consapevolezza di «un centro benevolo e senziente per l’intero Creato» – sembrava avere, a modo suo, quello che io ho tenuto appeso in me stesso e in te, una visione di un grande pacifico cervello di amore.

 

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Stamattina mi sono alzato con una grande beatitudine di libertà e gioia nel cuore, Bill mi ha salvato, io sono salvo, tu sei salvo, tutti noi siamo salvi, tutto è stato più rapido da allora – mi sento solo triste perché forse ti ho lasciato preoccupato quando ci siamo salutati e baciati così maldestramente – mi auguro di poterti salutare mentre sei più felice e senza le preoccupazioni e i dubbi che avevo in quel polveroso crepuscolo quando sei partito… – Bill ha cambiato natura, anch’io mi sento molto cambiato, le grandi nuvole sono rotolate via, poiché mi sento come quando io e te siamo stati in relazione, bene il nostro rapporto è rimasto in me, con me, e non l’ho perso, e sento verso tutti qualcosa simile a quello che c’è tra noi.

Le bellissime lettere d’amore tra Allen Ginsberg e Peter Orlovsky

Un paio di settimane dopo, agli inizi di febbraio, Orlovsy invia una lettera a Ginsberg da New York, in cui scrive:

…non preoccuparti caro Allen, va tutto bene – cambieremo di nuovo il mondo secondo il nostro desiderio – anche se dovessimo morire – ma OH il mondo ha avuto 25 arcobaleni sul davanzale della mia finestra.

 

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Appena riceve la lettera il giorno dopo San Valentino, Ginsberg risponde, citando Shakespeare come solo un poeta innamorato potrebbe fare:

Ho corso con poeti ritenuti pazzi & odiatori del mondo & ho desiderato dal cielo quelle parole gentili che tu mi hai scritto, venute come una fresca brezza estiva & «Quando penso a te, caro amico, / tutte le perdite sono risanate e i dolori hanno fine» mi ritorna spesso alla mente – è la fine di un sonetto di Shakespeare – anche lui dev’essere stato felicemente innamorato. Non me n’ero mai accorto prima.

Scrivi presto ragazzo, ti scriverò una lunga poesia, sento come se tu fossi quel bene per il quale prego.

Con amore,

Allen

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In un’altra lettera inviata nove giorni dopo, Ginsberg scrive:

Sto facendo tutto bene qui, ma mi manchi tu, le tue braccia & la tua nudità & abbracciarci, la vita sembra più vuota senza di te, il calore dell’anima non lo sento intorno.

Le bellissime lettere d’amore tra Allen Ginsberg e Peter Orlovsky

Citando un’altra conversazione con Burroughs, si spinge a presagire la dignità e l’uguaglianza che sarebbero state riconosciute a un amorecome il loro circa mezzo secolo dopo che Ginsberg ha scritto questo:

Bill pensa che la nuova generazione americana sarà hippy & cambierà lentamente le cose – le leggi & gli atteggiamenti, lui ci spera – per una qualche redenzione dell’America, che ritroverà la sua anima – tu devi amare tutta la vita, non solo delle sue parti, per rendere la scena eterna, questo è ciò che penso dato che noi l’abbiamo fatto, e vedo sempre più che questo non riguarda solo noi, ma sento che può essere esteso a ogni cosa. Perciò desidero ardentemente quel contatto solare che c’è tra di noi, mi manchi come una casa. Riaccendi il miele e pensa a me.

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