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"La vita non aspetta", anziani in fuga contro tutti

"La vita non aspetta", anziani in fuga contro tuttiCon La vita non aspetta (2018 – traduzione di Giovanni Pacchiano) la casa editrice Bompiani presenta al pubblico italiano Yves Bichet, scrittore molto noto in Francia, che dopo aver svolto lavori come il bracciante agricolo e il muratore è approdato alla scrittura, affermandosi anche come drammaturgo oltre che narratore. Il suo primo romanzo, scritto nel 1994, in Francia è stato anche adattato per il grande schermo.

Di cosa si parla La vita non aspetta? Siamo nel cuore della provincia francese, in una piccola casa di riposo per anziani collocata alla periferia di una cittadina qualsiasi, dove ci si prepara ad affrontare un'estate torrida: le previsioni del tempo sono pessime, in quanto si teme che possa eguagliare i picchi di calore dell'indimenticata stagione del 2003, durante la quale il maggior numero di morti causati in Europa dal caldo anomalo si ebbe proprio in Francia.

 

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Per vincere la noia della routine quotidiana e dimenticare per un po' l'inevitabile malinconia, uno sparuto gruppetto di residenti – che comprende Barbanson, ufficiale in pensione, Vignaud, ex bancario costretto da tempo sulla sedia a rotelle, il barone de la Croix e Gigi Louvain, una tenera svampita –organizza una fuga serale per raggiungere il casinò della cittadina e concedersi qualche ora di trasgressione. La fuga avviene con la tacita complicità dell'infermiera Clémence, che però finisce per essere licenziata in tronco quando la direttrice si accorge di quanto accaduto.

Indignati per questo licenziamento, gli intrepidi vecchietti decidono impulsivamente di fuggire dalla casa di riposo insieme a Clémence e a Douss, un giovane inserviente extracomunitario che carica tutti sul suo furgone e prende il largo.

Improvvisata quasi per caso e senza un progetto definito, la fuga dello sgangherato gruppetto si trasforma ben presto in una pittoresca scorribanda lungo le strade di una Francia sempre più stremata, intorpidita dal caldo che avanza implacabile prosciugando fiumi, rendendo l'aria irrespirabile e consumando rapidamente le scorte di alimenti freschi.

"La vita non aspetta", anziani in fuga contro tutti

Mentre la polizia sembra non sapere bene come comportarsi, o è troppo presa da altri crimini, il gruppetto si trasforma in una versione moderna di Robin Hood, depredando i supermercati per andare ad alleviare la vita di altri anziani nelle varie case di riposo del territorio, tanto che le loro azioni generano qua e là imprevisti fenomeni di emulazione.

Un po' impauriti dalle loro stesse azioni, i nostri protagonisti devono affrontare situazioni per cui sono del tutto impreparati, ma perché tirarsi indietro? La vita non aspetta, la morte è ormai dietro l'angolo, perciò tanto vale approfittare di tutto ciò che può arrivare giorno per giorno.

"La vita non aspetta", anziani in fuga contro tutti

Sono tanti i temi che Yves Bichet affronta in questo delizioso romanzo, a partire ovviamente dalla condizione delle persone anziane e dalle loro difficoltà fisiche e mentali: gli affetti, i rimpianti, i ricordi dominano i pensieri dei protagonisti, consapevoli di avere davanti a sé poco tempo da vivere e nessuna possibilità di tornare indietro o di recuperare i legami perduti. Accanto a loro, i giovani Douss e Clémence rappresentano per contrasto una nuova generazione che appare vittima della crisi economica e della precarietà del lavoro, la cui mancanza o scarsità finisce per rendere complessivamente instabili le loro vite. Gli effetti della crisi e le nuove povertà sono sempre presenti sullo sfondo, rendendo i francesi impoveriti e scontenti ancora più insofferenti nei confronti del torrido clima estivo e suscitando comportamenti anomali.

 

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Il tutto, però, ci viene raccontato con molto umorismo e ironia: lo stile leggero di Bichet fa di La vita non aspetta la lettura giusta per sdrammatizzare un po' l'inevitabile trascorrere del tempo.


Per la prima foto, copyright: Jared Sluyter.

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