Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

La Via Crucis dell’esordiente

Via Crucis

Tra agenzie letterarie e scuole di scrittura il moderno pellegrinaggio di un autore sconosciuto

Prendiamo un talentuoso scrittore sconosciuto: merce rara, si può pensare, ma non così tanto.

Il nostro aspirante alla gloria letteraria ha scritto un romanzo, qualcosa di ben fatto, magari originale. Lo rilegge, sistema i refusi, corregge alcune parti, rilegge ancora per la milionesima volta e infine, dopo mille tormentosi dubbi e tentennamenti, decide di intraprendere l’impervia e tortuosa strada della pubblicazione.

Prova quindi a cercare in Internet e digita sul motore di ricerca le fatidiche paroline magiche che gli dovrebbero spalancare le porte del dorato mondo: Casa Editrice. Da qui si ritrova sommerso da una valanga di siti, blog, forum, post che dibattono furiosamente su editori a pagamento, contratti truffaldini, speranze deluse, impossibilità di farsi notare dalle grandi major, strade alternative più o meno inverosimili, esorcismi e formule miracolose.

Lo scrittore esordiente, stravolto da migliaia di input contrastanti, viene attirato da un’opportunità di pubblicazione che di primo acchito appare meno folle e fantasiosa: l’agenzia letteraria. Preso da un travolgente anelito di speranza, comincia a svolgere una piccola ricerca e scopre che sì, le agenzie ci sono, anche se è estremamente macchinoso ricavare informazioni dai loro siti.

Siti che propongono letture semplici o strutturate, editing grammaticale o lessicale, scheda critica generica o approfondita, analisi destrutturata della forma e dello stile e che poco o niente dicono sulle case editrici con cui sono in contatto -  qualora ci siano -, sulle modalità con cui verrà presentato il romanzo e sulle percentuali che tali agenzie prendono in caso di “buon fine”, cioè di pubblicazione. Si premurano però di mettere in evidenza gli onorari dei servizi di cui sopra, cioè lettura, editing, ecc. e si premurano inoltre di avvisare che non c’è garanzia che il lavoro, una volta letto,  possa essere preso in considerazione dall’agenzia stessa.

Per fare un po’ di conti nelle tasche del nostro esordiente basterà citare le agenzie più  prestigiose, come la Grandi & Associati, che solo per leggere un romanzo chiede la modica cifra di 420 euro; il leggendario Nicolazzini, che fino a qualche tempo fa neanche considerava gli esordienti, ma che poi, subodorato l’affare, ha deciso di offrire un servizio di lettura alla modica cifra di 450 euro; infine, ultima ma non ultima, Contrappunto, la quale in teoria legge i lavori praticamente gratis, salvo poi far pagare un’ulteriore scheda di lettura approfondita, l’editing che renda presentabile l’opera, per poi proporre al suo cliente un bel contratto con un editore… a pagamento.

Tutto questo, come detto prima, senza la garanzia che l’agenzia prenda in considerazione il romanzo e tantomeno che riesca a farlo pubblicare. Se ci riesce, avrà diritto al 10-15% dei diritti d’autore.

La speranza e la fiducia dell’esordiente, a questo punto, sono decisamente frustrate e s’insinua un sottile quanto mai opprimente senso d’angoscia.

Ma in aiuto del nostro esordiente, ecco che arrivano nuove dritte dai soliti forum: pare che diverse case editrici quotate prendano in seria considerazione autori consigliati dalle scuole di scrittura, o creative writing, che fa molto radical chic. Perché allora non rivolgersi a loro, seguire un bel corso, che magari farà anche bene per migliorare lo stile e apprendere qualche trucchetto,  e infine sottoporre l’opera?

Altra ricerca, altre sorprese.

La maggior parte delle scuole di scrittura sono ubicate al centro-nord; poco male, per i non residenti si segue il corso on line. In pratica tutte hanno gli stessi costi, se non di più, delle letture strutturali destrutturate dell’agenzia letteraria.

La stragrande maggioranza ha come scrittori-docenti illustri sconosciuti disoccupati, che hanno trovato il loro eldorado insegnando quello che qualunque scuola dell’obbligo dovrebbe insegnare.

C’è chi ovviamente dissente da questa semplificazione, come Laura Lepri, editor che accusa di moralismo chi ritiene un tantino artificiosa l’importanza data ai creative writing, sostenendo che“…si tratta di acquisire un buon artigianato, di apprendere metodi tecniche e strumenti senza i quali non si può scrivere un romanzo”. E qui, come diceva qualcuno anni fa, la domanda sorge spontanea: “Come facevano prima delle scuole di scrittura i vari Moravia, Pasolini, Malaparte, Fallaci, Silone, Levi ecc?”.

Ma la Lepri continua: “Tutto ciò lo si realizza scrivendo scrivendo scrivendo e leggendo leggendo leggendo”. Lecito domandarsi se queste “tecniche” così rivoluzionarie non si possano imparare stando a casa e risparmiando migliaia di euro.

A riprova, se non dell’inutilità, della semplice funzione strumentale delle scuole, basta citare Ian McEwan: “Credo che non si possa insegnare niente. Si può solo incoraggiare del talento che già esiste”.

Per concludere, qual è stata l’esperienza del nostro esordiente di belle speranze ma senza soldi, e in generale di tutti quelli desiderosi che il frutto delle loro fatiche possa emergere “davvero” dall’oblìo di qualche cassetto nascosto?

Quella di comprendere che in Italia nessuna casa editrice medio-grande prenderà mai in considerazione uno scrittore sconosciuto, a meno che non sia segnalato da un’agenzia letteraria di fiducia o da una scuola di scrittura.

Altrimenti, all’autore esordiente non resta che affidarsi alla micro-casa editrice non a pagamento, di buona volontà ma di scarse capacità di spesa e distributive o, ancor peggio, di ricorrere alla pubblicazione a pagamento o all’auto-pubblicazione, che molto difficilmente permetteranno all’opera di superare le poche centinaia di copie vendute tra parenti e amici e proiettarsi nel vasto e appagante mondo degli scrittori emersi.

Il tuo voto: Nessuno Media: 3.8 (4 voti)

Commenti

acc ... davvero desolante come prospettiva, è come un tagliare le gambe a priori! D'altronde che cosa ci potevamo aspettare da un paese come l'Italia! mah ... :(

Be', ma adesso c'è la tua agenzia letteraria, no?

«La stragrande maggioranza ha come scrittori-docenti illustri sconosciuti disoccupati, che hanno trovato il loro eldorado insegnando quello che qualunque scuola dell’obbligo dovrebbe insegnare».
Parole sante.
Mi sto rendendo conto a poco a poco che, in Italia, per potere ottenere un risultato di buon livello nel proprio mestiere (qualunque esso sia) si deve pagare. Siamo circondati da lobby chiuse a catenaccio e che richiedono l'esborso di centinaia, se non migliaia di euro per potersi aprire leggermente.
Penso ai vari master, scuole, associazioni di categoria (vere e proprie corporazioni) ecc. dal costo elevatissimo che, sovente, rappresentano l'unica via d'accesso al mercato del lavoro.
Il principio su cui si basano le battaglie di Writers Dream, per esempio, è fondamentalmente giusto. Peccato che uno dei loro assiomi "nessuno a parte gli editori chiede di essere pagato per darti un lavoro" è facilmente falsificabile, basta guardarsi intorno.

Lucio: non cambia di una virgola le ragioni di Daniela Nardi.

Non so se sono un esordiente di talento, ma di sicuro mi ritrovo nella maggior parte del racconto...

Ho scritto dei romanzi, ne ho scelto uno da proporre; ho cercato prima una casa editrice, poi un agente; al bivio, mi sono seduto a pensare un poco e ho creduto che un agente fosse la scelta necessaria; ho investito ciò che c'era di investire, ho lavorato al romanzo insieme agli editor dell'agente, e poi, con l'agente ho trovato una casa editrice; Piccola, sì, ma intraprendente e seria; ho, secondo me, ottenuto un ottimo contratto (ovviamente loro pagano me, non il contrario) e una distribuzione nazionale (con Messaggerie); abbiamo lavorato insieme sul romanzo, siamo alle stampe ora... E fra un paio di mesi uscirà.

La casa editrice è Aìsara (http://www.aisara.eu/). Il romanzo si chiama ZAGREB (http://www.arturorobertazzi.it/2011/02/02/zagreb-quasi-alle-stampe/). E io credo di essere stato fortunato.

Esattamente quello che sta succedendo a me.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.