Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

La trappola dell'8 marzo

La trappola dell'8 marzoLa Giornata internazionale della donna, volgarmente chiamata Festa della donna, è stata istituita come baluardo delle conquiste ottenute in campo sociale, politico e professionale ma anche come promemoria del tanto lavoro ancora da svolgere affinché cessino definitivamente le discriminazioni, i soprusi e le violenze.

Cosa hanno a che vedere queste grandi premesse con i ricorrenti festeggiamenti che si ripetono e degenerano di anno in anno? Poco o nulla.

 

Il "gesto galante" di Franceschini

Con un tweet e un trafiletto da 140 caratteri sul sito del Mibact, il ministro Franceschini annuncia a tutti che, a partire da quest'anno, il giorno 8 marzo i musei, le aree archeologiche e i monumenti statali saranno gratuiti per tutte le donne e invita i relativi direttori a organizzare eventi inerenti il tema della giornata. Agenzie di stampa e testate giornalistiche hanno prontamente rilanciato la notizia definendola "un gesto galante".

Le domande da porsi sono molteplici. Se questa giornata deve servire per iniziative che spieghino e al contempo cerchino di superare stereotipi e pregiudizi verso il genere femminile perché aprire i musei solo alle donne? Non sarebbe stato meglio consentire l’accesso gratuito anche agli uomini?

Se la Giornata internazionale della donna serve a celebrare le conquiste fatte in campo sociale, politico e professionale non è offensivo questo "gesto galante"? Perché alle donne viene regalato l'ingresso mentre gli uomini devono comprare il biglietto?

Come si fa a raggiungere la parità tra i sessi se il genere maschile e quello femminile continuano a ricevere trattamenti differenti da parte dello Stato?

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete le nostre pubblicazioni

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Fiaba o realtà?

La paradossale per non dire assurda situazione che si è venuta a creare somiglia un po' alla fiaba nella quale lo Stato istituisce una giornata per celebrare le vittime della violenza di genere e per dire basta allo stalking, alle aggressioni e agli omicidi e poi non fa nulla per inasprire le pene e scoraggiare gli aggressori. Oppure a quella dove annualmente si festeggia un lavoro che sono sempre di più a perdere o a non trovare.

O mi sbaglio e non sono delle fiabe?

 

LEGGI ANCHE - Primo Maggio: festa dei lavoratori o festa del lavoro?

 

70 anni di suffragio universale

Il 10 marzo del 1946 le donne italiane votarono per la prima volta, grazie al fatto che nel nostro Paese venne istituito il suffragio universale. Ciò significa che tutti i cittadini che hanno raggiunto la maggiore età possono esprimere il loro diritto al voto. Un cittadino, un voto. Un uomo, un voto. Una donna, un voto. I conti tornano. Sulle quote rosa invece i conti proprio non vogliono quadrare.

Il grado di civiltà di uno Stato e della sua intera popolazione non si dimostra con la quota invalidi, la quota disabili, la quota rosa e via discorrendo. Queste sono flebili concessioni, regali, contentini... gesti illusori di una civiltà e di una parità che mancano, purtroppo, a trecentosessanta gradi.

La vera parità risiede nella libertà (di scelta, di opinione, di opposizione...), nel 100% delle opportunità date a tutti i cittadini, senza distinzione di genere o altro.

 

LEGGI ANCHE - Tra vecchi e nuovi schiavi, cosa insegna la Storia?

 

La parità in Italia è una chimera

Esiste davvero la parità tra i sessi o è tutta un'illusione? Stando ai risultati del Global Gender Gap Report 2014 in Italia non molto, essendosi classificato, il nostro Paese, al 69° posto e necessitando di oltre 80 anni affinché la si possa raggiungere, la parità, almeno in campo professionale.

Forse un modo per accelerare i tempi è evitare di confondere o mischiare improbabili "gesti galanti" per conquiste di genere e non cadere in inganni e artifici come la Festa dell'8 marzo, così come ce la vogliono raccontare.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.7 (3 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.