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“La tentazione di essere felici” di Lorenzo Marone: affascinante, sensibile e drammaticamente piacevole

Lorenzo Marone, La tentazione di essere feliciLa tentazione di essere felici è il primo romanzo di Lorenzo Marone, pubblicato nel gennaio 2015 dalla casa editrice Longanesi.

L’autore è di origine napoletana e ha scelto proprio la sua Napoli come contesto paesaggistico dove ambientare questo romanzo. Di professione faceva l’avvocato, ma dopo dieci anni ha deciso di diventare impiegato in un’azienda e dedicarsi alla scrittura, grazie alla quale ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti in poco tempo. Addirittura, come ben spiegato nell’intervista rilasciata a «Marie Claire», è possibile che il libro di cui stiamo parlando diventi il soggetto per una sceneggiatura cinematografica. Infatti, il libro è stato presentato ad alcuni produttori cinematografici insieme ad altri dieci al Festival di Berlino a Books at Berlinale.

Verrebbe da chiedersi? Che film potrebbe essere?

Non v’è dubbio che potrebbe essere una pellicola affascinante, sensibile e al tempo stesso drammaticamente piacevole. Questi sono i tre attributi con cui si può caratterizzare il romanzo di Lorenzo Marone.

Come anticipato, la storia è ambientata a Napoli e vede in veste di protagonista un simpatico signore anziano Cesare Annunziata dall’aspetto burbero, ma che riscopre nell’età matura, precisamente a settantasette anni, di aver un cuore sensibile. Il finto “giovane” Cesare si rimette in gioco nella vita e decide di trascorrere gli ultimi anni, dopo la scomparsa della moglie cinque anni prima, all’insegna della spensieratezza, nella convinzione che non riuscirà mai a recuperare un rapporto amorevole con i suoi due figli: Sveva e Dante. D’altronde entrambi non gli hanno mai perdonato gli sgarbi, i tradimenti e la mancanza d’amore riservata a loro e soprattutto alla madre.

Per Cesare sembra quasi di vivere in una seconda giovinezza: non c’è mai in casa, ha rapporti continuativi, nonostante l’età, con la compagna infermiera Rossana, aiuta la figlia andando a prendere il nipote, si sente giovane, sempre in moto perpetuo e disposto a calarsi in nuove vicende. Sembra quasi non avvertire né gli anni, né la mancanza della moglie.

Fra i nuovi avvenimenti che sconvolgono la sua vita c’è la conoscenza di Emma, nuova vicina di appartamento, sposata con un losco individuo che la maltratta e soprattutto le usa violenza inaudita approfittando della sua silenziosa e innocente sottomissione. Viene così rappresentato, in tutte le sfaccettature più terrificanti, il problema quanto mai attuale della violenza esercitata nei confronti del sesso femminile, quando addirittura resta impunita dalle istituzioni o dalla società stessa.

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Lorenzo MaroneCosì Lorenzo Marone offre al suo personaggio la possibilità del riscatto inaspettato dal passato rovinoso. Ne La tentazione di essere felici, Cesare Annunziata condivide tutto il suo animo gentile (ai più nascosto) e premuroso per aiutare Emma a salvarsi dal suo dramma. Lo fa con la collaborazione di Marino, un vecchiettoparanoico del secondo piano e di Eleonora, gattara irrancidita, vicina di casa.

Seppur i personaggi secondari hanno una loro propria caratterizzazione e costituiscono pedine fondamentali nell’evolversi della storia, è palese che il protagonista è l’arzillo Cesare. Infatti il suo inventore utilizza il punto di vista del simpatico nonnetto per filtrare tutte le vicende. In questo modo, il racconto assume quello sguardo profondamente umano, altresì ironico, con cui il narratore-protagonista racconta tutte le emozioni, sensazioni, impressioni che lo circondano, lo emozionano e suscitano in lui profonde riflessioni.

Il rischio di rendere il racconto troppo pesante viene proprio mitigato dalla giocosa scherzosità di Cesare, che non è burlone, ma un vecchietto maturo eppur ancor vivo dentro di sé.

Nel cercare di aiutare Emma, Cesare entra in un processo di autocritica e revisione della propria persona, riscoprendo così i lati più piacevoli e inaspettati della sua persona. Pagina dopo pagina si riapre uno spiraglio di dialogo, felicità e soddisfazione con i suoi figli. L’uno gli confessa, dopo anni di occultazione, la sua omosessualità; l’altra comprende il proprio genitore che la giudica, la ammonisce, ma sa anche amarla e ha cercato di essere sempre presente nei vari momenti di difficoltà.

In questo universo narrativo nasce un continuo confronto presente-passato, fatto di ricordi, analessi, simboli, oggetti, attimi di vera gioia e momenti di doloroso rimpianto; come se davvero il conto con gli errori della propria esistenza fosse da risistemare. Cercando per un attimo la felicità e con essa la paura.

Una storia verisimile raccontata dallo sguardo maldestro e simpatico di Cesare che non disdegna l’uso di parole sconce, giudizi severi e immorali, ma riscopre un lato di se stesso diverso, così semplice e umano da spaventar sé e i suoi cari. Ecco che forse a settantasette anni l’anzianotto scopre il segreto per essere felici, invertire la propria rotta, ma la felicità è un sentimento che fa paura all’uomo.

Non si ferma qui, tuttavia, la lezione morale dello scrittore partenopeo che con l’esempio lungimirante dei Cesare Annunziata sembra trasmetterci questo messaggio: nella vita si possono commettere innumerevoli errori, anche gravi nei confronti di noi stessi, soprattutto verso gli altri, ma c’è sempre una possibilità per rimediare. Quell’opportunità va colta al volo, forse è lì che si scopre di poter essere davvero felici, almeno per un attimo. Così ci suggeriscono Lorenzo Marone e il suo La tentazione di essere felici

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