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La tendenza della vita a rifiutare la vita. “Le nuove melanconie” di Massimo Recalcati

La tendenza della vita a rifiutare la vita. “Le nuove melanconie” di Massimo Recalcati«Una nuova melanconia si diffonde non solo nella vita individuale, ma anche in quella collettiva. Risulta sempre più difficile associare la vita al senso, l’esistenza non è sperimentata come apertura, desiderio, trascendenza, ma è spinta a chiudersi su se stessa. Assistiamo a un movimento regressivo di barricamento e di ritiro sociale diffusi.»

 

È allo stesso tempo interessantissima e preoccupante l’analisi di Massimo Recalcati nel libro Le nuove melanconie, pubblicato da Raffaello Cortina Editore, perché egli fotografa alcuni fenomeni che più colpiscono le nuove generazioni: la depressione e il ritiro sociale, in aperto contrasto con la giovinezza che dovrebbe essere l'apice della pulsione di vita. È la tendenza della vita a rifiutare la vita.

L’Autore chiama l’umanità a riflettere su se stessa e a risvegliare un senso di responsabilità verso le nuove generazioni. La famiglia è il luogo d’amore nel quale principalmente si formano nodi emotivi. La famiglia, prima di tutti, deve porsi la domanda di come poter sciogliere i nodi per dare una direzione diversa alla diffusione delle nuove melanconie.

 

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Nel suo libro, Recalcati, con lucidità descrittiva, intende rappresentare le nuove melanconie deltempo ipermoderno, sempre più diffuse. Le affronta, cogliendone le caratteristiche distintive, da subito già nel primo capitolo, in modo che il lettore abbia un chiaro inquadramento del tema, per poi affondare le radici delle argomentazioni nelle imprescindibili riflessioni di Freud e Lacan.

Ma cosa si intende per melanconia?

L’Autore parte dalla tesi di Freud che accosta il lutto alla melanconia per l’affinità dello stato d’animo doloroso che, però, si risolve diversamente. Se nel lutto il mondo si è impoverito e appare vuoto, nella melanconia è l’Io stesso a essersi impoverito e svuotato. L’elaborazione del lutto è un’attività dell’Io, che con il tempo sbiadisce i ricordi ed il dolore che essi provocano. Solo allora, Freud scrive, “«’Io ridiventa in effetti libero e disinibito». La melanconia può essere considerata dunque un lutto senza fine, senza elaborazione.

La tendenza della vita a rifiutare la vita. “Le nuove melanconie” di Massimo Recalcati

Con grande efficacia, Recalcati definisce la melanconia freudiana «un delirio morale di indegnità che ruota attorno al tema del senso di colpa e delle sue ritorsioni sulla vita del soggetto». La colpa, nel caso di specie, è priva di responsabilità, non è conseguenza di una condotta consapevole, quindi diventa per il soggetto melanconico insuperabile, perché egli è colpevole della sua stessa esistenza. È colpa di esistere.

Recalcati affronta e svela, altresì, con pregiato effetto divulgativo, la teoria di Lacan, per il quale il soggetto melanconico è nudo, solo, ritirato in se stesso. «La sua realtà vivente è esclusa da ogni significazione». Il suo Io si è reso deserto e vuoto.

Dopo aver illustrato il pensiero dei grandi predecessori, l’Autore rappresenta, con profonda intelligenza, come il precedente contesto appare modificato. La melanconia del tempo ipermoderno, sebbene sia ugualmente caratterizzata dalla spinta alla chiusura nei confronti della vita, non affonda più le sue radici nella dimensione del senso di colpa. È la vita che ha paura della vita. La centralità della colpa viene sostituita dalla centralità del peso della vita. Assistiamo, come scrive Recalcati a «una inedita pulsione securitaria», indice di una perdita del desiderio.

Il libro spazia tra le cause delle melanconie e le caratteristiche dei singoli fenomeni, ad esempio «il denaro appare come un rifugio solido nei confronti della aleatorietà liquida della vita… mettere il denaro in cassaforte è mettere la vita al riparo dalla vita», oppure il desiderio di difendersi dal desiderio, che impedisce l’esercizio del gioco/vita, perché senza accettare il rischio di perdere, non c’è possibilità di gioco.

Meravigliose sono le pagine dedicate al gioco del destino, mettendo a confronto Edipo, Amleto e Telemaco.

«Mentre Amleto è incalzato dallo spettro immortale del padre, Telemaco può sperimentare l’assenza e costituirsi come erede proprio sullo sfondo di questa esperienza. Il suo incontro con la mancanza dell’Altro è radicale. Ma è proprio grazie a questo incontro che può mettersi in movimento e iniziare il suo viaggio. Amleto resta invece come prigioniero della volontà del padre morto che esige da lui la morte del fratello-zio colpevole del suo assassinio… Il padre di Telemaco, invece, non è uno spettro che visita il figlio esigendo vendetta, ma è un’assenza centrale. Diversamente da Amleto, Telemaco non si impegna a fare la volontà dell’Altro – a servire il padre – ma si comporta da erede giusto… Per questo egli è profondamente anti-edipico: diversamente dal figlio Edipo, Telemaco non vuole la morte del padre. Non è l’aggressività cieca che definisce il suo rapporto con Ulisse, ma la mancanza… Al contrario Edipo resta prigioniero del conflitto interminabile con il padre…»

 

Le nuove melanconie è un libro che richiede attenzione nella lettura e anche una predisposizione ad accogliere i contenuti che svelano profonde riflessioni non solo sui cambiamenti della società ipermoderna, ma anche inevitabilmente su se stessi.

Non è necessario possedere una complessa formazione filosofica o psicologica per comprendere l’analisi dell’Autore, sebbene il linguaggio utilizzato sia più tecnico, diversamente da altri suoi libri, come ad esempio Mantieni il bacio (Feltrinelli 2019).

Recalcati ha la singolare capacità di far trasformare le sue parole in germogli. Egli distende e diffonde il pensiero, seminando il terreno emotivo del lettore.

I contenuti de Le nuove melanconie scuotono come un terremoto, e proprio sul crollo delle resistenze viscerali del lettore esse riaffiorano in profonde e nuove riflessioni del sé.

L’analisi accurata delle cause delle melanconie diventa, come scrisse Franz Kafka nelle prime lettere a Milena Jesenská – Polak, «il coltello con cui frugo dentro me stesso», fino all’angolo più nascosto della propria anima.

La tendenza della vita a rifiutare la vita. “Le nuove melanconie” di Massimo Recalcati

È un libro che inizia con l’analisi delle nuove melanconie e il lettore, dapprima, resta distante, quasi spettatore dietro la finestra che l’Autore sapientemente apre sulle nevrosi del tempo ipermoderno.

Successivamente, il lettore si sposta oltre la finestra, come se il cono di luce che illumina la moltitudine si faccia sempre più stretto, mettendo a fuoco le cause e il processo inconscio sotteso alla melanconie descritte, illuminando a volte le zone d’ombra del lettore.

Ecco, in quel preciso momento, il lettore ha fame di capire, sente il bisogno di entrare nelle riflessioni dell’Autore per «far emergere l’inconscio come apertura, possibilità, interruzione dell’automaton della ripetizione».

 

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Massimo Recalcati si è formato alla psicoanalisi a Parigi con Jacques-Alain Miller. Tra i più noti psicoanalisti in Italia, è membro analista dell’Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi e direttore dell’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata). Ha insegnato nelle Università di Milano, Padova, Urbino e Losanna.

Nel 2003 ha fondato Jonas: Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi e nel 2007 ha ideato Palea: Seminario permanente di psicoanalisi e scienze sociali. Nel 2017 ha vinto il Premio Ernest Hemingway, Testimone del nostro tempo, con la seguente motivazione: «[...] per aver raccontato nelle sue opere, con profondità e intelligenza, le mutazioni avvenute nella nostra società, indicando temi e bisogni che, per l’acume analitico, diventano paradigmatici del nostro tempo».

La psicoanalisi è un lavoro faticoso e a volte doloroso, che consente di raggiugere la verità.

Attraverso la conoscenza della verità l’uomo si concede l’occasione di una trasformazione di sé, priva di scissione o difesa dell’inconscio, per vincere la tendenza della vita a rifiutare la vita.


Per la prima foto, copyright: Taya Iv su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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