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La televisione non cambierà mai. “Golk”, un vecchio romanzo ancora attuale

La televisione non cambierà mai. “Golk”, un vecchio romanzo ancora attualeCon Golk (Calabuig, 2017 – traduzione di Vincenzo Mantovani) la casa editrice Calabuig prosegue nell’opera meritoria di far conoscere al pubblico italiano l’opera di Richard Stern, scrittore americano, nato nel 1923 e scomparso nel 2013, autore di romanzi e racconti che negli Stati Uniti hanno goduto di un discreto successo negli ultimi decenni del secolo scorso, ma che stranamente non erano mai stati tradotti e pubblicati in Italia.

Dopo aver inserito in catalogo nel 2015 Le figlie degli altri (traduzione di Vincenzo Mantovani) che in realtà risale al 1973, ecco che Calabuig fa arrivare in libreria anche Golk, il primo romanzo scritto da Stern nell’ormai lontano 1960.

Siamo a New York nei primi anni Cinquanta del ventesimo secolo. Herbert Hondorp, ultra trentenne nullafacente che può permettersi di bighellonare tutto il giorno per la città grazie al benessere economico conquistato dal padre otorinolaringoiatra, mentre sta esaminando dei vecchi volumi in una libreria si ritrova a dialogare con una strana voce che sembra provenire dal nulla.

 

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La televisione non cambierà mai. “Golk”, un vecchio romanzo ancora attuale

L’enigma però è presto svelato: Hondorp è incappato nella prima candid camera della storia della televisione, quella inventata da Golk, il cui programma è ormai diventato popolarissimo presso il pubblico televisivo. È stata persino coniata una serie di vocaboli derivati dalla trasmissione: si può “golkare” una persona o farle un “golk”, mentre si parla già di “golkismo” diffuso.

 

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Una volta entrato in contatto con l’artefice del programma, l’ambizioso e megalomane Golk (questo personaggio si ispira ad Allen Funt, il vero ideatore della prima candid camera) che inizia ormai a credersi quasi un dio, Hondorp viene da questo assunto e si ritrova a lavorare nello staff che elabora la trasmissione, spesso in coppia con Hendricks, una giovane donna dal passato stravagante, in fuga da un marito miliardario.

 

Il successo però non è così stabile e duraturo come si potrebbe pensare, e l’ingenuo Hondorp finisce ben presto stritolato da meccanismi che forse non è nemmeno in grado di comprendere.

 

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La prima cosa che viene spontaneo sottolineare dopo aver letto questo romanzo è che si tratta di un’opera che non dimostra affatto i suoi cinquantasette anni di vita, sia dal punto di vista dello stile, sia da quello della storia che ci racconta.

La televisione non cambierà mai. “Golk”, un vecchio romanzo ancora attuale

Questo vale ancora di più se considerato dalla prospettiva di un lettore italiano, dato che nel nostro paese le trasmissioni televisive simili a quella che sta al centro della narrazione sono arrivate molto più tardi rispetto agli Stati Uniti, e tutto sommato in anni abbastanza recenti.

Si ricordano certamente gli esperimenti di candid camera fatti da grandi registi come Nanni Loy, ma allora lo scopo era quello di realizzare analisi di costume della società italiana, quindi facendo un uso in chiave seria di questo strumento, e non per suscitare l’ilarità del pubblico come nel caso di Golk, che può casomai essere considerato l’antesignano di Scherzi a parte.

 

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Il mondo della televisione, dove tutto dipende dall’audience e tutti sono sottomessi al giudizio implacabile del pubblico, pronto a decretare in fretta la celebrità dei personaggi che vede sul piccolo schermo, ma anche a dimenticarli con altrettanta rapidità, non appare poi molto cambiato nei decenni trascorsi dalla prima pubblicazione di questo romanzo.

 

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Si sono naturalmente evolute le tecnologie, ed è sempre più difficile trovare qualcosa di nuovo in grado di attirare, coinvolgere e stupire un pubblico che è senz’altro un po’ più smaliziato di quello di sessant’anni fa, ma le leggi che regolano il lavoro di chi si muove dietro le quinte sono sempre le stesse, ed è per questo che ancora oggi la lettura di un romanzo come Golk si rivela molto interessante, e per certi aspetti illuminante, per chi si pone davanti al televisore da semplice spettatore.

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