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La storia vista con lo sguardo di un bambino. “Anni lenti” di Fernando Aramburu

La storia vista con lo sguardo di un bambino “Anni lenti” di Fernando AramburuFernando Aramburu, con il suo ultimo romanzo Anni lenti (pubblicato da Guanda con la traduzione di Bruno Arpaia) torna a parlare della sua terra e delle vicende storiche che l’hanno interessata. Paesi Baschi, 1968. Partito dalla città di Pamplona, il piccolo Txiki arriva a San Sebastián dove si è trasferito, ospite degli zii materni. Il cielo è coperto e cade una pioggia sottile che sembra non bagnare «ma che bagna come tutte le altre piogge, popolarmente nota come sirimiri». Ultimo di tre fratelli, poiché la madre, abbandonata dal padre, non può più mantenerli, Txiki è stato affidato alle cure della zia Maripuy, mentre i suoi due fratelli sono destinati alla Casa de Misericordia di Pamplona. Ad accoglierlo ci sono la zia Maripuy, una donna energica che non si lascia andare ai sentimenti ma che subito si affeziona al nipote. Lo zio Vicente,mite e debole, che divide il suo tempo tra il lavoro nella fabbrica di sapone e il gioco della toka al bar. La cugina Mari Nieves, una ragazza non bella ma con un appetito sessuale fortissimo. E infine Julen che all’inizio si dimostra scontroso, ma che in breve si affezionerà al cugino con il quale condivide la camera e le idee indipendentiste e di ribellione alla dittatura del generale Franco. Spesso la notte, nel silenzio della casa gli racconta di don Victoriano, il parroco del paese e del gruppo di giovani dei quali fa parte anche lui, gli ripete le parole in euskera, la lingua basca che sta imparando, e gli mostra la ikurriña, la bandiera degli indipendentisti baschi che tiene nascosta sotto il materasso:

«Don Victoriano dice: basco è chi parla basco. Gli altri sono mezzi baschi o direttamente coreani. Questi sono mandati in Euskadi dall’oppressore per rubarci l’anima basca. Capito la carognata? Franco è furbissimo. Per questo bisogna reagire Txiki. Dice don Victoriano: di questo passo se non reagiamo, verrà il giorno in cui balleremo tutti il flamenco per le strade. Riesci a immaginarti un disastro peggiore?»

 

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Il piccolo Txiki deve adattarsi a questa nuova vita e ai nuovi parenti lottando con la nostalgia di casa e della madre, spettatore silenzioso degli eventi che accadranno e che sconvolgeranno la sua nuova famiglia. La cugina Mari Nives si scopre incinta ma non sa chi sia il padre del bambino; il cugino Julen sempre più coinvolto nelle attività clandestine dell’ETA deve fuggire per non essere arrestato. La zia Maripuy deve far fronte alle chiacchiere del vicinato e ai sospetti che avveleneranno la tranquillità della famiglia senza mai perdere la sua forza d’animo.

La storia vista con lo sguardo di un bambino “Anni lenti” di Fernando Aramburu

A raccontare questa vicenda di famiglia ad Aramburu è lo stesso Txiki il quale, oramai adulto e con una famiglia che ama, rievoca la sua storia confidandola allo scrittore, che sulla base del racconto di Txiki forse scriverà un romanzo. Alla fine di ogni capitolo, infatti, vi sono gli appunti dello scrittore, le riflessioni sui personaggi e i ragionamenti sulla possibile trama. Un meta racconto di grande effetto dove il flusso dei ricordi di Txiki abbraccia non solo le vicende personali del protagonista ma anche vicende importanti per la storia della Spagna e dei Paesi Baschi, una regione fortemente legata alle proprie radici e alla propria lingua. Gli anni lenti cui fa riferimento il titolo del libro sono gli anni di un paese alla periferia, dove il tempo sembra scorrere più lentamente, quasi sonnolento secondo quelli che sono i ritmi di un bambino che assiste allo svolgersi delle vicende della sua famiglia; sono gli anni in cui la dittatura, nonostante cominci a far sentire meno la sua forza, continua comunque a usare il pugno duro contro ogni forma di ribellione al potere.

«Quando mi soffermo a passare in rassegna i miei ricordi di quegli anni, mi torna una vecchia sensazione di lentezza. Ho l’impressione che oggi un minuto duri trenta o quaranta secondi; i minuti della dittatura, invece, duravano un minuto e mezzo o due. Franco era da tre decenni al potere, salutando le docili e apolitiche folle con mano flemmatica, tremante e sempre più decrepita (il che non gli impedì di firmare diverse condanne a morte), e sebbene già alla fine degli anni Sessanta cominciassero ad agitarsi le acque sotterranee, la storia della Spagna si trascinava ancora pigramente. Sembrava che in altri paesi si vivesse più in fretta.»

La storia vista con lo sguardo di un bambino “Anni lenti” di Fernando Aramburu

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Con una scrittura chiara, precisa ed elegante che alterna il ricordo agli appunti dello stesso scrittore sugli argomenti da trattare o da approfondire, Fernando Aramburu, già vincitore del Premio Strega Europeo 2018 con il romanzo Patria, ci regala un romanzo di formazione mostrandoci allo stesso tempo uno spaccato di storia in cui le vicende personali e collettive inesorabilmente si mescolano.


Per la prima foto, la fonte è qui.

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