Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

La storia di un abito inglese e di una mucca ebrea

La storia di un abito inglese e di una mucca ebreaNon ci sono guerre giuste. Non esistono i buoni e i cattivi. Esistono le persone, il potere, i giochi politici, i soprusi, la speranza, il desiderio di sopravvivere, nonostante tutto. E poi, esistono un abito inglese, di lana di Manchester, e una mucca ebrea, stando all’opinione di chi detta legge.

Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea di Suad Amiry, uscito per Mondadori, nella traduzione di Sonia Folin, è un romanzo toccante, profondo, essenziale. Forse la letteratura non potrà cambiare il mondo, e ancora meno salvarlo, ma può farlo riflettere, dubitare, interrogare.

Siamo nel 1947. Subhi è un ragazzino, quasi diciassettenne, ed è un prodigio. È un meccanico straordinario, noto in tutta Giaffa per la sua capacità di riparare qualsiasi tipo di ingranaggio. È un ragazzo che si dà da fare; intraprendente, preferisce staccarsi dalla famiglia, guadagnare quel poco che gli basta per sentirsi autonomo e indipendente. È un ragazzo fiero, Subhi, ed è innamorato di Shams, la tredicenne più bella che si sia mai vista. La ama con devozione, in modo puro, profondo e definitivo. Non osa parlarne al padre di questo amore che gli brucia nel petto, Shams è figlia di contadini, per giunta, il padre dell’amata è un subalterno del padre di Subhi. Una storia difficile già in partenza.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Subhi non lo rivela a nessuno, o quasi, ma appena ha l’occasione di guadagnarsi l’abito da sposo, sebbene titubante, decide di osare.

La storia di un abito inglese e di una mucca ebrea

L’evento è fortuito. L’aranceto di uno dei più ricchi uomini della città soffre a causa di un guasto meccanico al sistema di irrigazione. Tantissimi professionisti si sono recati sul luogo per cercare di riparare il guasto, ma senza riuscirci. Subhi è l’ultima speranza. È giovane, ma è noto per la sua destrezza. Il ricco proprietario gli promette un abito su misura di vera lana di Manchester, se riesce ad aggiustare l’impianto. Gli regala un sogno, una mattonella da aggiungere al suo castello in cui Shams è la regina e lui il re. Lo custodirà in modo ossessivo, come la cosa più preziosa al mondo, come un rifugio, un passe-partout per accedere alla quiete di prima.

Perché c’è un prima e un dopo.

Giaffa, nel 1947, è prossima a restare mutilata dalle forze occidentali che amano giocare a ridefinire i confini del mondo come se si trattasse di un puro gioco, senza implicazioni di natura reale.

La storia non procede mai per singhiozzi, per salti bruschi da un punto all’altro. La storia è sempre un processo lento, frutto di un piano umano, di un disegno che porta profitto a qualcuno e sottrae qualcosa — solitamente la vita — ad altri.

Giaffa. 1947. Piano di partizione della Palestina. Nascita dello Stato di Israele. Sono queste le parole chiave per comprendere il contesto generale che funge da palcoscenico per la storia di Subhi e Shams. Sono i punti fermi di una storia piena di sofferenza, di dolore, di sangue, di ingiustizie, ma anche di speranza, di vita.

La storia di un abito inglese e di una mucca ebrea

Arabi da una parte, ebrei dall’altra: è questo il disegno dell’Occidente. Che se la cavino da soli… Certo, con un qualche aiuto per una delle due fazioni, perché il controllo è sintomo di potere e il potere non lo si abbandona al proprio destino. L’Inghilterra dichiara di ritirarsi entro sei mesi, dopo di che, non è più un suo problema di chi siano le case nelle città miste, nei quartieri dove uomini musulmani hanno sposato donne ebree. Non è più il problema dell’Occidente nemmeno se i rifugiati hanno dove rifugiarsi, se si spara sugli orfani riuniti per il pranzo, se madri e padri perdono i propri bambini mentre corrono come topi in mezzo ai campi sotto una pioggia incessante di spari. L’Occidente si riempie di fumo negli occhi e si distrae giocando a tennis, a calcio, a decorare le case, a bere il the, a indignarsi che, nonostante tutto lo sforzo di distrarsi e non vedere, questi profughi — da ovunque arrivino — continuano a riversarsi nelle strade pulite e profumate di un mondo che non gli appartiene.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Suad Amiry non lo dice in modo esplicito, ma il lettore, a tratti con gli occhi inumiditi, non può non cogliere lo strato sottostante alla delicata storia d’amore tra due bambini.

Ancora più sorprendente dello stile coinvolgente dell’autrice, di Storia di un abito inglese e una mucca ebrea colpisce la traduzione che restituisce un viaggio estraniante, al profumo di spezie e dai rumori lontani di una Palestina che gran parte dell’Occidente conosce ancora poco.


Per la prima foto, copyright: Chen Mizrachs u Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.