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La storia di Antonin Artaud diventa un romanzo

La storia di Antonin Artaud diventa un romanzoLa storia di Antonin Artaud è diventata un romanzo grazie alla creatività di Verónica Nieto, che, con La cameriera di Artaud, ha vinto il I° Premio de novela Villa del Libro di Valladolid nel 2011. L’opera, tradotta per la prima volta in Italia nel 2015, è pubblicata da Valigie Rosse nella collana Gli Asteroidi (diretta da Tiziano Camacci), nella traduzione di Alessio Casalini.

La scrittrice argentina, attualmente residente in Spagna, ha messo a frutto la sua creatività raccontando, attraverso personaggi e ambientazioni storiche e geografiche reali, una storia di fantasia, come ella stessa ha sottolineato, in cui il personaggio di spicco è il celebre Antonin Artaud (1896-1948), commediografo, scrittore, attore e registra teatrale francese. A causa di una grave forma di meningite, dalla quale fu colpito all’età di quattro anni, Artaud iniziò a soffrire di disturbi neurologici, quali crisi nevralgiche, balbuzie e depressione. Nella sua vita fu spesso ricoverato in istituti per malati mentali, diventando dipendente da oppiacei. Verónica Nieto racconta gli anni, dal 1943 al 1946, in cui l’artista fu ricoverato nella clinica di Rodez del dr Ferdière, che compare tra i personaggi e fu lo sperimentatore dell’arte terapia e della tecnica dell’elettroconvulsione, alle quali sottopose i suoi pazienti.

La storia è narrata in prima persona dalla sua giovane cameriera, Amélie Lévy, anch’ella paziente del sanatorio dall’età della fanciullezza. Siamo negli anni Quaranta del ventesimo secolo, nella Francia occupata dai nazisti, come si evince in molti passaggi del racconto. Amélie Levy ha origine ebraiche ed è costretta a cambiare il suo cognome in Levier: proprio questo sdoppiamento le procurerà ulteriori disturbi della personalità. L’egoista madre della giovane, a causa delle ripetute nevralgie, periodi di insonnia e comportamenti apatici, ha deciso di internarla con la fallace promessa che, presto, sarebbe tornata a scuola insieme ai suoi compagni. Abbandonata a se stessa, Amélie crescerà leggendo libri e aiutando in cucina, interrogandosi ogni giorno sulla propria identità.

Il nuovo paziente viene, da lei, così descritto nelle prime pagine: «Il nuovo arrivato indossava un soprabito pesante, di colore grigio, pantaloni scuri pieni di bruciature di sigarette, e una sciarpa di lana con la quale si nascondeva le orecchie. Sembrava un fantasma e puzzava… Come diceva il dottor Ferdière, era poeta e attore, e sarebbe rimasto con noi per un po’ di tempo».

La storia di Antonin Artaud diventa un romanzo

Il direttore dell’ospedale deciderà di farla diventare la cameriera personale di quell’uomo, considerato una celebrità per le sue doti artistiche dal dottor Ferdière e, di contro, visto con diffidenza dagli altri internati, timorosi in una eventuale riduzione di cibo e carbone in suo favore. La ragazza inizierà a leggere i libri di Artaud, che egli stesso le presterà, cambiando progressivamente la sua visione del mondo fino alla costruzione di una propria identità e quindi della guarigione.

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«Magari non sarei stata capace di fare la parafrasi di quel che stavo leggendo e di spiegarlo a parole mie, ma c’erano alcune sensazioni che credevo di capire pur risultando irrazionali. Quel signore aveva trovato le parole necessarie per spiegare i miei pensieri che ricorrevano spesso nelle mie ampie elucubrazioni».

Negli anni trascorsi a Rodez, Artaud, autore de Il teatro e il suo doppio, iniziò a scrivere e disegnare su piccoli quaderni tascabili, convinto dell’esistenza di un nesso tra scrittura e disegno. Infatti, l’ideatore del Teatro delle crudeltà, ispirato dalle forme orientali del teatro balinese, sosteneva un teatro integrale in grado di unire tutte le forme di linguaggio, fondendo gesto, movimento, luce e parola.

Attraverso la voce di Amélie, Verónica Nieto, combinando fantasia e realtà, narra la vita all’interno di un sanatorio psichiatrico, dove i pazienti erano utilizzati come cavie e sottoposti a terapie sperimentali. Lo stesso Artaud e la sua giovane cameriera erano stati sottoposti alle sedute di elettroshock, secondo la convinzione che bastasse una leggera scarica di elettrodi per ricostruire la personalità.

La storia di Antonin Artaud diventa un romanzo

Numerosi sono i personaggi che fanno da sfondo alla storia. La giovane protagonista li descrive in modo dettagliato facendoli diventare quasi reali. Così come, attraverso i flashback della sua mente, ricostruisce la sua vita.

Con uno stile scorrevole e in modo originale, la Nieto rende il lettore partecipe dei giorni vissuti da sfortunati esseri umani, in bilico tra il normale e l’anormale, rinchiusi tra le mura degli istituti psichiatrici.

Il romanzo ispirato alla storia di Antonin Artaud, anche se non lunghissimo, è ricco di contenuti e presenta numerosi spunti di riflessione.

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