Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

La storia del fratello maggiore di Ludwig Wittgenstein

La storia del fratello maggiore di Ludwig WittgensteinDi Ludwig Wittgenstein sappiamo molto, incluso l’increscioso incidente Haidbauer, di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa. Ma Ludwig non fu l’unico di fratelli a sopravvivere, molti infatti morirono in giovane età. Anche Paul, fratello maggiore del filosofo tedesco, arrivò all’età adulta ed ebbe una vita molto intensa come pianista.

Nella vita di Paul però c’è una particolarità, oltre a quella di essere diventato un eccellente pianista, di cui racconta Stefano Scanu in Come vedi avanzo un po’. 15 biografie marginali, pubblicato da Italo Svevo Editore. Il libro, incluso nella collana Piccola biblioteca di letteratura inutile curata da Giovanni Nucci, propone una carrellata di «Esistenze raccontate in poche righe, quindici biografie di personaggi marginali, che la storia o la gloria non hanno investito di un ruolo esplicito, ma che restano intrisi di un irresistibile fascino letterario». Tra queste, oltre a quella di Paul, la controfigura di Charlie Chaplin, l'inventore dell'ovatto Kinder, la giovane attrice americana che dopo la grande depressione del 1929 si tolse la vita buttandosi dalla prima lettera della celebre scritta che sormonta Hollywood, l'inventore dei clorofluorocarburi (ritenuti causa della riduzione dello strato di ozono), il musicista Spike Jones, il sarto volante che perse la vita tentando di lanciarsi dalla Torre Eiffel, Prince Randian protagonista del celebre film Freaks.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Vediamo da vicino dunque la vita di Paul Wittgenstein, così raccontata da Stefano Scanu.

La storia del fratello maggiore di Ludwig Wittgenstein

Una vita mancina

 

Per i fratelli Wittgenstein vivere non è stato un affare semplice. Dora neanche ci prova a nascere, Hans, Rudolf e Kurt scappano dal padre fintanto che possono, dopodiché la vita non gli rimane che togliersela col cianuro o chissà cos’altro. Gretl spreca la propria giovinezza a maledire un quadro di Klimt in cui non si riconosce, Hermine ed Helene invecchiano passando da un salotto all’altro in preda a crisi di nervi e infine Ludwig si consuma in un’esistenza fatta di linguaggi e fraintendimenti.

Al netto di tutto e tutti rimane Paul, un pianista-soldato a cui la Grande guerra risparmia la vita portandogli via un braccio mentre la passione arma l’altro.

Quando da bambino comincia a studiare pianoforte, il padre Karl è troppo occupato a cercare tra gli altri fratelli un rampollo per il suo impero d’acciaio. Così vaga spensierato tra le grandi sale del palazzo sull’Alleegasse e suoi sette pianoforti a coda. Ogni volta che ne avvicina uno, alza il coperchio e suona una melodia che si ripete per tutte le stanze riempiendo la casa. L’ascoltano anche Mahler, Clara Schumann e tutti i musicisti a cui i Wittgenstein fanno da mecenati. Brahms è il più curioso, spesso si appoggia allo stipite per spiare quel ragazzino che con i piedi neanche tocca i pedali.

Non ha ancora perso la mano destra ma quella sinistra sembra già suonare più forte e veloce. Poi la musica si fa seria davvero e Paul decide che sarà la sua vita. Studia e cresce mentre tra una merenda e l’altra duetta con Strauss.

E non smetterebbe mai se non fosse per il padre Karl e la sua ossessione per quell’erede che non si trova. I fratelli di Paul muoiono come mosche e lentamente la linea di successione arriva fino a lui. Resiste fino al 1913, finché suo padre non si arrende alla malattia liberando tutti. Paul fa passare solo pochi mesi, dopodiché si prende l’eredità che gli spetta per comprarsi il suo debutto e la sua serata d’onore al Grosser Musikvereinssaal di Vienna.

Fa appena in tempo a prendersi qualche applauso che subito viene spedito sul fronte polacco a combattere la sua guerra. Trascorre mesi in trincea tra appostamenti nel fango e cariche all’arma bianca, poi una fucilata russa gli porta via il braccio.

Quando si risveglia nell’ospedale nemico, fa per grattarsi la fronte con la mano destra ma qualcosa non torna e impiega un paio di secondi per rendersi conto della mancanza. Lancia un grido, forse due, dopodiché decide di togliersi il prurito con la sinistra. In quel preciso momento realizza che non sarà più un soldato né mai un imprenditore austriaco ma solo un pianista mancino. Così recupera una vecchia tavola di legno e ci disegna sopra col carboncino un paio di ottave. E in questo modo per qualche mese tiene i suoi concerti fantasma nell’ospedale da campo che lo distraggono dall’idea del suicidio e dal perdere anche la testa, oltre che l’arto.

Un emozionato ufficiale russo gli trova un vero pianoforte, magari un po’ storto ma per niente muto e Paul lo trasforma in un juke-box dove suona solo briciole di Chopin a singhiozzi.

La storia del fratello maggiore di Ludwig Wittgenstein

Nel 1915 torna a Vienna come prigioniero di scambio e per prima cosa manda a chiamare il suo vecchio insegnante di musica cieco, Josef Labor. Si chiudono nello studio del palazzo a comporre insieme. Un pianista storpio e un maestrino orbo che scrivono sonate per sola mano sinistra dentro un maniero decadente. Sembra un film dell’orrore.

Per lui compongono i più grandi musicisti dell’epoca: Prokof’ev, Britten, il suo amico Strauss e Ravel, il quale scrive un concerto per piano che Paul rimanda al mittente solo dopo averlo manomesso secondo i propri gusti. Litiga con quasi tutti ma negli anni, inconsapevolmente, tira su una leva di nuovi pianisti monchi di cui è il caposcuola.

Per il nascente partito nazista Paul ha l’aspetto di un vinto, troppo per essere esibito nei teatri del Reich; in più è ebreo. Così prende i suoi spartiti e nel 1938 si trasferisce a New York; per ventitré anni non fa che suonare e insegnare ai pianisti più sinistri d’America.

In un raro filmato del 1933 si vede Paul in frac che avanza verso un pianoforte posizionato al centro del Salle Pleyel di Parigi. Mentre cammina la manica destra ciondola floscia sul fianco, non ha osato infilarla nel taschino né usare un fermaglio.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Tra le molte cose che il fratello Ludwig ha scritto, ce n’è una in cui dice che la vita è piena di affermazioni che per noi sono certezze assolute.

Una di queste è che se un braccio viene tagliato, di certo non ricrescerà più. Paul tira su la coda di rondine e si siede. Quando inizia a suonare La Fileuse, la telecamera stringe sulla tastiera e improvvisamente tutto si riduce a una mano che corre veloce lungo i tasselli bianchi e neri. Suona accordi su accordi, preme e accarezza ad ogni velocità, si ferma in aria un istante e poi ricade sui tasti, è ipnotica, manco fossero due o tre mani insieme che si rincorrono. Nessuno guarda più il suo viso, Paul ormai è tutto in quelle cinque dita virtuose.

E più mena le note, più quella che doveva essere la metà di qualcosa diventa il doppio. Il teatro è in pugno, poi dopo meno di quattro minuti la mano prende la rincorsa e lanciandosi da sinistra suona una scala che non sembra finire più, almeno finché non esce dal lato destro dell’inquadratura svuotando improvvisamente la scena. Mentre per un istante sembra che il pianoforte suoni ancora un po’ da solo.


Per la prima foto, copyright: Lorenzo Spoleti su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.