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La storia del 1947 in un libro straordinario

La storia del 1947 in un libro straordinario«Sto cercando di raccogliere l'anno 1947 in un tutt'uno frantumato. È una follia, ma il tempo non mi dà pace.»

 

È la chiusa dell'intenso e struggente capitolo centrale di quest'opera singolare con cui la giornalista svedese Elisabeth Åsbrink ricostruisce parte della storia di un anno cruciale dell'immediato dopoguerra. Un documentario articolato in capitoli corrispondenti a mesi, a loro volta suddivisi in eventi determinanti per il futuro dell'umanità; una lettura che riserva sorprese anche agli amanti della Storia. Sottofondo, con un certo pudore ma con forte coinvolgimento, scorre il filo conduttore, il motivo che probabilmente ha determinato la scelta dell'anno da ripercorrere: la storia del padre dell'autrice, che nel 1947 è un bambino ebreo-ungherese di dieci anni patrocinato da un'organizzazione ebraica internazionale di sostegno all'emigrazione dei sopravvissuti all'Olocausto, in particolare degli orfani degli ebrei periti nel più grande genocidio della Storia. György Fenyő – è il nome del padre della scrittrice – in realtà non è orfano, e viene infatti raggiunto nel campo in Germania dalla madre Lilly che gli pone la scelta fra la nuova patria in Palestina e il ritorno a Budapest. La decisione presa determinerà il destino del bambino e, come ovvio, dell'autrice, la figlia che nascerà nel 1965.

 

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La storia del 1947 in un libro straordinario

1947 (Iperborea, traduzione di Alessandro Borini) è un libro dinamico, i mesi che costituiscono i dodici capitoli storici sono composti di brevi paragrafi, dei flash che fotografano gli eventi e portano per titolo il nome della località dove sono avvenuti. Leggendo zigzaghiamo nel mondo a volte storditi dall'imprevedibilità e dagli effetti degli eventi che testimoniano la pressoché inimmaginabile complessità della Storia. Seguiamo con rabbiosa ansia la ricostruzione del movimento nazifascista da una parte, e con sconfortata apprensione il ritorno dell'antisemitismo e le inumane difficoltà incontrate dagli ebrei desiderosi di costruire la patria in Palestina. Accompagniamo per un tratto eroi civili come Benjamin Ferencz, anche lui di origine ungherese e giovane accusatore capo in uno dei processi di Norimberga, in seguito promotore della Corte Penale Internazionale, o come il giurista di origine polacca Raphael Lemkin, che ha dedicato la sua tragica esistenza all'introduzione del termine genocidio.

Nel 1947 ha inizio la guerra fredda, ed è l'anno dello scioglimento dell'impero britannico: «... dopo trecentocinquant'anni, l'impero britannico cade in tre pezzi: Bengala orientale e Pakistan occidentale, a migliaia di chilometri di distanza l'uno dall'altro, due parti di un'unità geograficamente impossibile, e in mezzo a loro il continente India. E così cadono a pezzi il popolo, i villaggi, le case, le famiglie. Così cade a pezzi la vita, ridotta a una serie di incendi dolosi e risaie distrutte, a nomadismo e fuga, a migliaia di corpi senza sepoltura lungo i binari della fermata.»

La storia del 1947 in un libro straordinario

È l'anno dell'acclamazione di Christian Dior a re contestato (per i suoi abiti ci vuole troppa stoffa e non fanno vedere le gambe) della moda, e nel 1947 muore Henry Ford, padre dell'automobile di serie e divulgatore di serie dei Protocolli dei Savi di Sion, una delle colonne portanti dell'antisemitismo. Åsberg racconta l'esodo ben oliato di responsabili del nazismo verso l'America Latina e il loro riorganizzarsi, anche tramite pubblicazioni, mentre Eric Arthur Blair, meglio conosciuto come George Orwell, lavora instancabile benché molto malato, al manoscritto di 1984 a Jura, una poco accogliente isola delle Ebridi. Michail Kalashnikov perfeziona l'arma che porterà il suo nome, Nelly Sachs, successivamente premio Nobel, scrive le sue meravigliose poesie di notte.

Dopo aver sostenuto Hitler e l'annientamento degli ebrei, il Gran Muftì organizza l'opposizione all'accoglienza degli ebrei in Palestina, i Fratelli Musulmani acquisiscono vigore e il jihad torna alla ribalta. Si delinea la difficile storia della nascita dello Stato ebraico, la Nakba, ossia l'esodo forzato dei palestinesi, e gli attentati dei gruppi di estremisti sionisti. Paul Antschel diventa Paul Celan e lo scrittore tedesco Hans Werner Richter conia Gruppe 47, il gruppo che indicherà una nuova via alla letteratura. Assistiamo alla storia d'amore fra Simone de Beauvoir e Nelson Algren e alle leggendarie sorti della nave Exodus.

La storia del 1947 in un libro straordinario

«Al di sopra di tutto questo vola un'anima bella che ama il genere umano e perciò è sola.» Sono parole dell'autoritratto di Raphael Lemkin, che da solo riesce a far approvare all'ONU la convenzione sul genocidio. Non saprà mai che sarà nominato sei volte per il Nobel per la pace senza riceverlo mai.

 

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La storia del 1947 in un libro straordinario

1947 è un libro straordinario di facile e istruttiva lettura; racconta un anno solo ma è un caleidoscopio: la Storia umana è un insieme di bellezza e dramma, di sorriso e pianto, di grandezza e meschinità, di odio e umanità

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