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La storia degli ebrei polacchi: “A oriente nel giardino dell'Eden” di Israel J. Singer

Israel J. Singer, A oriente nel giardino dell'EdenLa storia degli ebrei polacchi può iniziare proprio dall’immagine biblica di Dio che, dopo aver scaraventato Adamo ed Eva fuori dell'Eden, «pose a oriente del giardino dell'Eden cherubini che roteavano d'ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita» (Genesi, 3, 24).

È da questo riferimento che potremmo partire per parlare di A oriente del giardino dell'Eden di Israel J. Singer (Bollati Boringhieri, traduzione di M. Morpurgo), la storia di un'umile e disperata famiglia polacca di religione ebraica, che cercherà in ogni modo di ritrovare il paradiso perduto, senza mai riuscirvi.

La famiglia di Mattes Ritter, il protagonista, vive in estrema povertà, perseguitata da una grande sfortuna, contro la quale invano lotteranno tutti i suoi membri. Da Mattes miserabile ma dignitoso venditore di stracci, a Sarah, moglie disfatta dalle innumerevoli gravidanze, a Nachman, l'unico figlio maschio, che diventerà un rivoluzionario, a Sheindel, la figlia dotata di incredibile coraggio e straordinaria bellezza, che si perderà dietro il fascino del soldato russo Soloveitcik, che l’abbandonerà incinta.

Una congerie di personaggi straordinari che fanno di questo libro un romanzo quasi ottocentesco, per la trama e l'impianto narrativo. Un manifesto terribile della sorte degli ebrei polacchi, ma anche la denuncia di quel sogno infranto che è stato il socialismo sovietico e la sua rivoluzione.

Il paesaggio descritto da Singer appare desolato e inquietante, la monotona pianura polacca, dove «non si ode un canto d'uccello [...] e una cicogna ritta su una zampa dorme sopraffatta dalla stanchezza e dalla calura [...]». Quella stessa natura che d'inverno si trasforma, coperta da altissima neve e vento gelido: «un gelo implacabile […] passeri assiderati e merli neri […] laghi ghiacciati, rami rattrappiti, la terra simile a pietra […]».

Ebrei polacchi_foto di Julien Bryan

Immersa in tale atmosfera desolante si svolge la vita di questa comunità disgraziata: una vita di stenti e di umiliazioni quella di Mattes che, però, è sostenuto dalla sua fede e dalle sue speranze, un uomo che mangia pane secco, ma si sente vicino a Dio. Non così Sarah, che vedrà i propri figli crescere in una povertà inaccettabile, soprattutto quel maschio che avrebbe voluto rabbino e che invece diventerà un infelice agitatore sociale, che per tutta la vita combatterà per il socialismo, per poi essere respinto anche dagli uomini e dagli ideali in cui aveva creduto. Morirà, solo e disperato, in un bosco, in una zona neutrale al confine tra la Polonia e la Russia, accanto a un cavallo morente, sfruttato, sfinito e abbandonato al suo destino, proprio come Nachman il figlio prediletto di Mattes e Sarah.

Ebrei polacchi

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Il romanzo di Israel Singer, scritto dall'autore in lingua yiddish, pubblicato negli USA nel 1939 e riscoperto oggi in Italia, grazie a una copia proposta a Stefano Mauri (Presidente e Amministratore Delegato del gruppo editoriale Mauri Spagnol), testimonia un’ingiustizia umana insopportabile, che neppure la chimera del socialismo riesce a fugare.

Israel J. Singer

Quando il compagno Nachman si trasferisce a Mosca abbandonando la sua famiglia a Varsavia, crede ancora nel paradiso promesso ai lavoratori, ma il quadro che si ritroverà davanti sarà, come a Varsavia, un quadro di crudeltà e sopraffazioni, evidenziato dal confronto tra il quartiere dove lui vive e quello di Arbat, residenza dei personaggi di rilievo del partito. Nel primo si vedono «uomini laceri che scavano buche […] donne scalze con la gonne rialzate che trascinano casse di mattoni...strade sporche, in cui si respira la povertà più assoluta». Nel quartiere di Arbat tutto è gradevole, «le strade sono pulite e ricche, i negozi contengono cibi e vini costosi, bei vestiti, scarpe eleganti e profumi». Anche nell'Unione Sovietica, Nachman si sente annientato e umiliato, come quando usciva dal suo quartiere a Varsavia e arrivava nella ricca e maestosa via Marszalkowska. Grandi erano state le speranze, grandissime le delusioni!

Ebrei polacchi

Stesso destino per la bella e intelligente Sheindel, sorella di Nachman, che aveva tentato, con il lavoro e la determinazione, di uscire da un destino di miseria, ma aveva ceduto al fascino di un soldato dai capelli rossi e dalla voce tenorile, che l'aveva messa incinta e poi abbandonata.È così costretta a sposare il fornaio ubriacone Manassah, e a mantenere la famiglia vendendo “beigel”. Con la sua vita sventurata si replica il triste destino della madre Sarah e di tanta parte del popolo ebraico.

Attraverso i suoi personaggi, anche quelli minori, Israel Singer fotografa la realtà misteriosa e terribile degli ebrei dell'Est Europa, quegli ebrei che per secoli sono stati perseguitati dai pogrom e poi lo saranno dalle leggi naziste, quegli ebrei che sono vissuti tra strazianti dolori e grandi speranze e che sono sopravvissuti a disillusioni durissime, solo per un sogno di libertà e di uguaglianza.

Ebrei

Per questo Mattes e tutti gli ebrei credono e crederanno sempre nella loro "mazel tov" (buona stella) come affermano attraverso la voce del protagonista di questo straordinario libro di Israel Singer, A oriente nel giardino dell'Eden, nel quale, sebbene in forma romanzata, ci restituisce una vivida immagine della storia degli ebrei polacchi.

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Commenti

Ottima recensione. Ho appena letto questo libro che ho trovato estremamente affascinante. Malgrado narri una storia tragicissima, non ho mai avuto la tentazione di abbandonare la lettura, se mai il contrario.
E il finale, con il protagonista in terra di nessuno, tra i due mondi che ha abbandonato e senza una via d'uscita l'ho trovato estremamente emblematico.

Ciao Silvia,
ti ringrazio per il tuo apprezzamento. Penso sia un libro molto importante sia per la suggesione dell'ambiente e dei suoi personaggi sia per il "valore" della questione ebraica, che non bisognerebbe mai dimenticare.

A presto
Ivonne

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