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La somiglianza nella diversità. “L’amore migliora la vita” di Angelo Longoni

La somiglianza nella diversità. “L’amore migliora la vita” di Angelo Longoni«Quello che si dice sull’amore è vero, l’amore migliora la vita, anche quando è un amore imperfetto. Del resto che altro può essere l’amore, visto che ognuno è imperfetto a proprio modo?».

 

Frase finale del romanzo L’amore migliora la vita (Giunti, 2018) e messaggio intimo che Angelo Longoni ci vuole lasciare, quest’affermazione risuona nella testa del lettore che cerca di andare a ritroso lungo le pagine appena lette e mettere un po’ di ordine fra le idee.

L’incomprensione sembra essere il filo conduttore di questo libro: l’incomprensione dei genitori nei confronti dei figli, dei mariti verso le mogli (e viceversa), l’incomprensione fra famiglie diverse, fra compagni di scuola, fra compagni di squadra, fra uomo e donna, fra uomo e uomo. Un’incomprensione radicale dunque, dove a essere esposti alle ferite più dure sono i sentimenti individuali. I sentimenti in prima linea, feriti, colpiti, sotto attacco da parte degli altri, che non capiscono, che sono aggressivi, che sono latitanti o che restano inerti, che non fanno nulla o che nascondono, che fingono o che scappano davanti all’incapacità di fronteggiare l’ineguaglianza. Resta nel cuore di ognuno una profonda sensazione di solitudine, di diversità. Ma questa stessa diversità può diventare la chiave di svolta. Questa stessa solitudine può indirizzarci invece alla comprensione dell’altro. Perché se ognuno di noi, in fondo, si sente solo, questo diventa paradossalmente un tratto che ci accomuna tutti. Se ognuno di noi si sente diverso, ferito, maltrattato, questa sensazione ci avvicina, ci rende simili, ci permette di intendere e di amare, anche se non sempre in modo pulito. Quando amiamo siamo infatti spesso caricati del peso del nostro vissuto precedente, delle nostre povertà, delle nostre prigioni psicologiche, delle nostre resistenze, delle nostre frustrazioni, delle nostre aggressività dirette o indirette. A prescindere da questo, però, quando entra in campo l’amore, anche se malsano, la nostra vita migliora. Perché l’amore è una forza che va da sé, che regola il mondo anche se non controllata, anche se non misurata e, in quanto tale, rende la nostra vita un po’ più sopportabile. Questo è il cuore tematico di L’amore migliora la vita.

 

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Certo, il messaggio di Angelo Longoni resta opinabile e discutibile. Difatti, dopo un’analisi delle varie dinamiche che intercorrono fra i sei personaggi principali, delle incertezze pervadono il lettore: può davvero qualunque tipo di amore migliorare la vita a prescindere? L’amore che lega queste sei persone è migliorativo, o un amore ha bisogno di essere “sanato”, prima di poter aspirare a migliorare la vita? Non ci sono forse amori sbagliati, sballati, ossessivi, amori che è meglio evitare, amori che andrebbero affinati? Amori che ci rendono prigionieri, schiavi, che non ci fanno stare bene, che sono guidati da interessi o da perversioni o da paure e incertezze? Amori in cui si scaricano problemi, aspettative, infelicità, che condizionano la persona amata?

La somiglianza nella diversità. “L’amore migliora la vita” di Angelo Longoni

Innanzitutto sarebbe opportuno chiedersi cosa sia veramente l’amore. Chiedersi se davvero tutti i sentimenti che intercorrono fra i vari personaggi del libro possano rientrare nella categoria “amore”. E una volta fatta chiarezza su tale questione, dare un giudizio contenutistico su L’amore migliora la vita. Sembra infatti che talvolta il concetto venga esteso, semplificato e, in quanto tale, svilito e banalizzato.

La trama non risulta particolarmente originale e l’intreccio e gli avvenimenti ci appaiono forzati, talora esagerati in un modo che rischia di scadere nel superficiale.A ogni pagina realizziamo costantemente “questo è un libro”, pensiero che non dovrebbe mai affiorare alla mente mentre si legge un buon romanzo. Il buon libro ci immerge infatti nella lettura e ci fa dimenticare della contingenza. Qui invece ci sembra di essere degli osservatori esterni, chiamati a giudizio. Non c’è immersione, non c’è coinvolgimento psicologico o emotivo, non si empatizza con nessuno dei personaggi, perché nessuno di essi ha abbastanza forza per essere credibile. L’autore non riesce, ahimè, a creare tensione, non sviluppa le varie questioni a sufficienza, non dipinge scene verosimili (eppure i contenuti potrebbero essere così realistici!), tanto che qualcosa stride continuamente. Leggiamo degli avvenimenti importanti con distacco, perché non sono ben confezionati a livello di scrittura, e si arriva a tratti addirittura a pensare che i personaggi e le vicende siano ridicoli.

Matteo ed Edoardo sono i nostri protagonisti, due ragazzi omosessuali che rischiano di ripetere l’anno scolastico dopo essere stati scoperti dal bidello della scuola in atteggiamenti “sconvenienti”. Le due coppie dei loro genitori si trovano dunque a dover affrontare assieme la questione, ma durante la serata in cui si incontrano esce tutta la loro superficialità, tutta la loro ottusità, tutta la loro incomprensione. Si rendono conto di non aver mai compreso i figli, di essere stati ciechi, egoisti, chiusi. E si accorgono che è troppo tardi per rimediare. Da qui un’escalation di dinamiche e scene strane si innescano tra i quattro genitori: dialoghi mediocri, pensieri descritti in modo banale. L’opposizione delle due coppie appare costruita e non è né credibile né originale: la coppia “intellettuale” contro la coppia “materialista”, che si scontrano e però infine si intrecciano. La rappresentazione, poi, è debole. Nemmeno nelle scene più pungenti ci si trova incuriositi e invogliati a proseguire la lettura.

La somiglianza nella diversità. “L’amore migliora la vita” di Angelo Longoni

Parallelamente, i due ragazzi si trovano impegnati in una partita di pallavolo, da cui sorge l’occasione perfetta per far partire una sorta di presa in giro nei loro confronti da parte di un compagno di squadra, i cui toni diventano sempre più accesi. La discussione termina in una lotta vera e propria fuori dal campo, in un inseguimento con le macchine e in una rissa finale con risvolto negativo.

Anche qui, però, nonostante la materia richieda pathos e coinvolgimento, il lettore rimane distaccato. Tutto avviene troppo velocemente e si percepisce la gonfiatura delle situazioni. Emerge la sensazione che tutto sia troppo veloce e sproporzionato, senza misura e che, in qualche caso, manchi uno studio psicologico accurato.

 

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Insomma, nonostante l’intenzione e l’intuizione di Angelo Longoni potesse ambire alla buona riuscita, L’amore migliora la vita resta un libro piuttosto debole sia dal punto di vista contenutistico sia dal punto di vista della scrittura.Infine, la conclusione è così sbrigativa e arriva così d’improvviso che lascia una sorta di indifferenza, non risultando abbastanza efficace.

Delle idee che potevano essere accettabili, delle tematiche importanti e attuali appaiono tuttavia alquanto svilite perché non adeguatamente sviluppate. In tutto questo, però, avanza lieve la proposta di Angelo Longoni che, se presa nella sua chiave positiva, parla di una forza dell’amore che può vincere le difficoltà, e dell’importanza di cercare di comprendere l’altro.


Per la prima foto, copyright: Caitlyn Wilson.

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