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“La sognatrice bugiarda” di Harry Bernstein

Harry Bernstein, La sognatrice bugiarda«Quanto alla signora dai capelli bianchi, non saprei dire se avesse creduto a una sola delle parole di Rose. Tuttavia erano quelli gli eccessi e le fantasticherie cui si abbandonava una povera ragazzina come lei per compensare il fatto di essere nata da una famiglia bisognosa.»

Rose è cresciuta in una famiglia povera di Stockport, in Inghilterra, soffrendo i morsi della fame e le violenze di un padre alcolizzato; l’unica via di fuga dalla misera realtà è l’immaginazione: un giorno naviga sul panfilo del principe del Galles, un altro è la figlia di un ricco allevatore di purosangue, un altro ancora è una studentessa di un’esclusiva scuola parigina.
Inizialmente, il lettore resta sospeso tra fantasia e realtà senza riuscire a distinguerle, successivamente, i confini vengono tracciati con più precisione e risulta chiaro che Rose reciti all’incirca lo stesso copione davanti alle persone che non conosce: si immedesima in parti diverse, ma la caratteristica essenziale dei suoi personaggi è l’ostentazione di una ricchezza immaginaria, possedimenti e lussi; esagera le menzogne a tal punto da suscitare l’incredulità degli interlocutori.

Grazie ad un riconoscimento scolastico, Rose frequenta un apprendistato presso Madame Yvonne, una sarta affermata. Oltre alla formazione la ragazza avrebbe dovuto percepire quindici scellini alla settimana per provvedere al proprio vitto; dopo quindici giorni, però, Rose non è stata ancora retribuita e chiede spiegazioni alla sarta, che la invita a pazientare.
In preda ai morsi della fame, la ragazza viene attratta dal profumo di roast-beef preparato nel ristorante accanto; lì lavora Jim, un giovane cameriere di buon cuore, che, quando vede il volto di Rose incantato davanti alla vetrina colma di cibo, la invita ad entrare e le offre un panino imbottito.
La ragazza mente nuovamente e racconta a Jim di aver dimenticato la borsa sul sedile posteriore dell’automobile, ma promette che pagherà non appena il suo autista privato sarà di ritorno.
Tra i due si crea subito un’intesa e, nonostante il giovane non creda che Rose sia veramente ricca e in grado di pagarlo, continua ad aiutarla anche nei giorni successivi, finché il padrone scopre l’imbroglio e lo licenzia. Anche per Rose ci sono serie conseguenze: Madame Yvonne decide di metter fine all’apprendistato per evitare la cattiva pubblicità che potrebbe derivare da quel comportamento deplorevole.

Dopo qualche mese, Jim e Rose si incontrano nuovamente in America: il ragazzo si è trasferito ed è diventato un venditore ambulante di panini, invece la ragazza e la sua famiglia si sono sistemati dai nonni nella speranza di una vita migliore.
Nonostante Rose continui a sostenere di essere una ricca studentessa che vuole provare a lavorare come operaia, Jim non le crede più e tenta di farle affrontare la realtà.

Bernstein, a 96 anni, dopo la morte della moglie Ruby, scrive il suo primo romanzo Il muro invisibile (Trad. C. Lenzi, Piemme, 2007) riscuotendo un notevole successo; subito dopo vengono pubblicati anche Il sogno infinito (Trad. S. Bogliolo, Piemme, 2008) e Il giardino dorato (Trad. V. Februari, Piemme, 2009) che costituiscono un ciclo di romanzi autobiografici in cui Bernstein racconta la storia della sua famiglia nel periodo delle guerre mondiali. Un altro argomento sul quale l’autore si concentra sono gli scontri ideologici tra cristiani ed ebrei; ne Il giardino dorato, ad esempio, cita la storia della sorella Lily, di religione ebraica, che sposa Arthur, un cristiano. La famiglia Bernstein vive questo evento come un tradimento e interrompe ogni rapporto con la ragazza.

La sognatrice bugiarda (Trad. F. Merani, Piemme, 2012), pubblicato dopo la morte di Bernstein, è stato scritto frettolosamente negli ultimi anni di vita dell’autore ed è probabilmente il romanzo meno riuscito: la trama ruota quasi esclusivamente intorno alle fantasie e agli avvenimenti salienti della vita di Rose, dall’infanzia fino alla morte a causa di un tumore.
È proprio l’autore a spiegare nella prefazione de La sognatrice bugiarda che lo scopo principale di questo libro è rispondere ai lettori che chiedevano che fine avesse fatto Rose, personaggio minore dei suoi precedenti romanzi.
È una lettura consigliata soprattutto a tutti coloro che hanno già letto Bernstein e vogliono sapere qualcosa di più riguardo a Rose; a tutti gli altri suggerirei di iniziare dai precedenti romanzi, sicuramente migliori.

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Commenti

È tanto difficile vivere in aderenza a ciò che si conosce essere giusto; difficile per chi considera la convenienza materiale essere più importante della verità. Eppure ogni realtà è verità anche quando è bugiarda, perché ogni menzogna è una "vera" falsità. Al punto che persino una verità vera, quando detta per convenienza materiale, appare come fosse una bugia, ma ogni verità resta vera anche quando espressa da un bugiardo, mentre il bugiardo non cessa di essere falso mentre la dice.

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