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La scrittura su Twitter: davvero una nuova frontiera?

TwitterÈ senso comune, ormai: pare che buona scrittura, anzi scrittura in generale, in molti casi, e social network, non vadano troppo d’accordo. Da più parti, la “rivoluzione social” viene accusata di aver creato, e continuare a contribuire a, un generalizzato impoverimento delle capacità espressive degli individui.

Senza scomodare (peraltro, a sproposito) il buon Marshall McLuhan, ribadiremo ancora una volta la supremazia delle modalità d’uso, e dei comportamenti, come misure della penetrazione di un sistema tecnico all’interno della società.

Ad ogni modo, un social network come Twitter, a dispetto dei suoi 140 caratteri messi a disposizione per ogni singolo messaggio, ha dato i natali a una serie, molto lunga, di “esperimenti letterari” di notevole interesse.

 

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Molta sensazione ha fatto la pubblicazione “a puntate”, proprio su Twitter, del racconto di Jennifer Egan, Black Box; la stessa scrittrice americana, del resto, in Il tempo è un bastardo, aveva già ben mostrato il suo interesse per i modi nuovi di raccontare, e più in generale per le “narrazioni” create a partire da tecnologie informatiche.

In Finlandia, invece, già nel “lontano” 2010 era uscito, a partire dal progetto Tweettakirja, un volume frutto della collaborazione tra ben cinquecento autori; e, in tempi più recenti, anche il regista Steven Soderbergh si è gettato nell’impresa della scrittura di un romanzo, intitolato Glue, a colpi di tweet.

Divertimenti informatici, oppure plausibili opportunità di “raccontare” qualcosa in modo diverso?

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Commenti

Ho posto la stessa domanda con l'eBook "Narrativa in 140 Caratteri, genesi della #twitteratura", che ripercorre tutte le tappe che hanno portato all’organizzazione del Twitter Fiction Festival. Dopo questa breve (appunto) analisi penso che ci potremmo trovare davanti alla nascita di un nuovo genere, con le sue regole e codici.

http://www.storiacontinua.com/scrittura-creativa/genesi-della-twitteratura/

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