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La scrittura come percorso di redenzione? “Un quartiere tranquillo” di Caroline Eriksson

La scrittura come percorso di redenzione? “Un quartiere tranquillo” di Caroline ErikssonUn quartiere tranquillo (Editrice Nord, traduzione di Alessandro Storti) è l’ultimo romanzo di Caroline Eriksson, già autrice di Scomparsi. Il genere del lavoro dell'autrice svedese si colloca nel thriller psicologico, con le atmosfere che ricalcano quelli più noti usciti negli ultimi anni come La ragazza del treno, Una vitaperfetta o La donna alla finestra. Un genere che va per la maggiore e che riscuote ampio seguito tra i lettori.

Il libro colpisce per le sue atmosfere quasi psicotiche che l'autrice ha saputo ben costruire con sapiente maestria. La vicenda narra della vita della protagonista Elena, una scrittrice con la sindrome della “pagina bianca”, in pausa forzata dopo aver pubblicato un romanzo di grande successo. Elena è una donna sull'orlo di una crisi di nervi, visto che anche il suo matrimonio con Peter sta andando per la tangente e la coppia si è presa un periodo di riflessione. Per ritrovare l'ispirazione persa e riflettere sul suo momento no, Elena prende in affitto una villetta in un tranquillo quartiere svedese, dove regna la calma più assoluta. L'unica distrazione alla monotonia è l’osservare al di là della finestra, dove incrocia le immagini della vita di tutti i giorni della famiglia Storm, suoi vicini, composta dall'avvocato Filip, dalla bella moglie Verona e dal dolce e intelligente figlioletto Leo.

 

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L'osservare della protagonista fuori dalla finestra ci ricorda i temi di thriller classici di Hitchcock e il passo tra l'osservazione e lo spiare è breve per Elena. Infatti la scrittrice viene colpita da quelle che considera liti tra i coniugi Storm, arrivando anche a pedinare gli stessi per capirne la genesi. Inoltre fa amicizia con il piccolo Leo, trascurato dai genitori, che chiede il classico ballon d’essai per essere ascoltato e avere qualcuno a cui confidare i suoi problemi di adolescente. Il ragazzino entra in simbiosi con Elena vista la sua passione per la scrittura e l'ammirazione per la scrittrice di successo. Elena trova vigore e ispirazione dalla vita degli Storm e riprende a scrivere con forza e ritrovata verve, cominciando a vagare con la mente verso scenari particolari. Si convince infatti che Filip tradisca la moglie Veronica. Da questo assunto poi si dipana la trama e chiaramente non faremo spoiler sugli sviluppi successivi.

La scrittura come percorso di redenzione? “Un quartiere tranquillo” di Caroline Eriksson

Colpi di scena ce ne saranno a iosa in un gioco di specchi incalzante dove più segreti saranno svelati, anche grazie alla particolare struttura dei capitoli utilizzata dalla Eriksson. Lo stile dell'autrice è piano, con scrittura molto scorrevole. Si fa largo uso di uno stile “narrativo” attraverso cui Caroline Eriksson scandaglia l’animo dei vari personaggi che si alternano nella trama. I dialoghi sono utilizzati in misura minore ma comunque interessanti per mantenere alta la tensione del thriller.

 

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Ci sono momenti nel libro in cui bisogna fare attenzione ad alcuni passaggi chiave, altrimenti se ne perde il senso. L'autrice ha voluto trattare il tema della spersonalizzazione attraverso la protagonista Elena, segnata nell'animo da alcuni eventi della sua adolescenza e giovinezza. Ricorre inoltre il tema della scrittura che rende la protagonista capace di tornare a essere se stessa anche a costo di perdere qualcosa del suo intimo. Un percorso quasi di redenzione per Elena che viene altresì aiutata dalla sorella maggiore.

La scrittura come percorso di redenzione? “Un quartiere tranquillo” di Caroline Eriksson

Altri temi sullo sfondo: il rapporto con i genitori nel corso degli anni, il senso della mancanza e il distacco dalle persone care e le problematiche psicologiche che portano a malattie del corpo. «Scava dove ti trovi» è il mantra che la protagonista ricorda a partire dalle parole della madre che ha perso da ragazza, per riflettere su se stessa e sulle sue priorità per affrontare la vita e affrancarsi definitivamente dai “fantasmi” del passato e del presente. Il motto che la Eriksson passa anche a noi lettori, lasciandoci con un interrogativo da tenere presente, è quello relativo al sottile confine tra verità e finzione, nella scrittura come nella vita reale, specialmente se si vive in Un quartiere tranquillo.


Per la prima foto, copyright: Sharon McCutcheon su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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