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La radicalizzazione islamista nel nostro Paese. “Jihadisti d'Italia” di Renzo Guolo

La radicalizzazione islamista nel nostro Paese. “Jihadisti d'Italia” di Renzo GuoloDopo aver analizzato il fenomeno degli jihadisti in Europa ne L'ultima utopia, pubblicato sempre con Guerini e Associati, Renzo Guolo decide di indagare a fondo sulla radicalizzazione islamista nel nostro Paese e scrive Jihadisti d'Italia, uscito in prima edizione a maggio 2018.

Nel saggio precedente Guolo si interrogava sulle cause politiche, culturali, religiose che avessero potuto in qualche modo incidere nella scelta di radicalizzazione di tanti giovani europei. Ora, questo genere di analisi viene applicata al territorio italiano e ai suoi giovani abitanti.

Negli ultimi anni cittadini italiani, o residenti nel nostro Paese, hanno imboccato la via della radicalizzazione islamista. «Tra loro, circa un centinaio hanno combattuto in Siria e Iraq, nelle fila dell'Isis o di gruppi legati ad Al Qaeda».

Guolo ricerca a fondo le motivazioni alla base di queste estreme scelte di radicalizzazione.

 

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Si tratta di immigrati di prima o seconda generazione ma anche di italiani autoctoni. Di uomini come di donne. Di residenti nelle periferie delle grandi città o in piccoli centri abitati. Lavoratori o inoccupati. Delinquenti o incensurati. A unirli sono poche caratteristiche, «in linea con altre esperienze europee»: l'età, in quanto si tratta quasi sempre di giovani o addirittura giovanissimi, e l'essere musulmani sunniti.

La radicalizzazione islamista nel nostro Paese. “Jihadisti d'Italia” di Renzo Guolo

Attraverso l'esplorazione del fenomeno della radicalizzazione di matrice islamista, Guolo riesce anche a osservare il «profondo mutamento sociale indotto dai processi di globalizzazione nella nostra società». La comprensione del fenomeno della radicalizzazione consente quindi una più vasta conoscenza anche delle trasformazioni che investono e hanno investito la società italiana, al pari di quella europea, come dei conflitti che la attraversano e la caratterizzano: il ritorno all'ideologia, la ricerca d'identità, lo spazio pubblico delle religioni, le forme di disagio e le rivolte giovanili, l'impatto dei flussi globali sulle comunità locali, la risposta delle istituzioni e della politica, la xenofobia, le nuove forme di organizzazione socio-religiosa dell'islam.

Il fulcro del lavoro di ricerca e analisi di Renzo Guolo sembra centrato sulla dimensione soggettiva della scelta di radicalizzarsi da parte di soggetti giovani, oltre naturalmente al quadro politico e culturale all'interno del quale dette decisioni prendono forma. La violenza, il terrorismo, il terrore sono lontani, nella prospettiva di indagine di Guolo. È frutto certamente di una scelta, o di una necessità, la volontà di limitare il campo d'indagine.

La radicalizzazione islamista nel nostro Paese. “Jihadisti d'Italia” di Renzo Guolo

Viene analizzato da Guolo anche il “ritardo” tutto italiano, rispetto agli altri Paesi europei, nella “produzione” di giovani jihadisti ma, soprattutto, le ragioni per le quali «questo gap potrebbe venire, drammaticamente, colmato nei prossimi anni».

Alla fine del 2017 i potenziali jihadisti interni o foreign fighters erano 129. L'immigrazione relativamente recente, limitato effetto banlieue, assenza quasi totale di poli di radicalizzazione, assenza di un gruppo etno-religioso predominante, associazionismo islamico non radicale, lavoro di investigazione e intelligence: sono questi i molteplici fattori che hanno consentito il ritardo italiano, «calcolabile sui tre/cinque anni», rispetto agli altri Paesi europei.

 

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Un ritardo che però, avverte Guolo, non è destinato a protrarsi a lungo, sia per le tensioni sociali legate all'immigrazione, che sono destinate a crescere, sia per «la diffusa presenza, nel panorama politico nazionale, di forze palesemente xenofobe e islamofobe».

Se da una parte è difficile prevedere gli sviluppi «delle future dinamiche generazionali», largamente influenzate da fattori legati al proprio tempo, Guolo ipotizza che solo «attive politiche di integrazione, capaci di attenuare i richiami delle sirene islamiste radicali nei confronti di quanti si sentono per vari motivi esclusi o ostili, possano rafforzare efficacemente la sicurezza collettiva».

 

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Un libro, Jihadisti d'Italia di Renzo Guolo, che si inserisce nel dibattito-focolaio mai sopito su Isis e terrorismo islamista analizzando un aspetto peculiare delle società del ventunesimo secolo in netta trasformazione e in evidente contrapposizione a quelle precedenti e, fors'anche, a quelle future dal punto di vista non soltanto economico e politico ma, soprattutto, sociale culturale ideologico e religioso. Società che come mai prima d'ora sono interdipendenti le une dalle altre, nelle quali soprattutto gli aspetti negativi e le degenerazioni ricadono scambievolmente e a notevole velocità. Ragioni per cui, come sottolinea lo stesso autore, non si può ipotizzare di studiare fenomeni e soluzioni senza allargare lo sguardo oltre i propri confini. Necessita sempre e comunque uno sguardo globale per problemi e fenomeni che sono innegabilmente globali.

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