Perché è importante leggere

Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

“La principessa di Clèves” e l’origine del romanzo psicologico

Madame de La Fayette, La princesse de ClèvesMadame de La Fayette (1634-1693) pubblicò in maniera anonima nel 1678 quello che viene considerato da molti critici il primo romanzo psicologico della letteratura francese: La principessa di Clèves.

La contessa de La Fayette, dama di corte e frequentatrice dei salotti culturali di Parigi, ebbe modo di conoscere i maggiori intellettuali dell'epoca e scrisse diverse opere, spesso sotto pseudonimo poiché la scrittura per una donna del suo rango era considerata sconveniente. Ne La principessa di Clèves, che contiene anche elementi del romanzo storico, la scrittrice ci descrive la vita durante gli ultimi anni del regno di Enrico II di Francia, soffermandosi sui fasti della corte alle prese con matrimoni combinati, gelosie e dolori di amanti respinti.

La protagonista è mademoiselle de Chartres, una delle dame più corteggiate per la sua bellezza e la sua virtù, che decide di seguire i consigli della madre e acconsentire al matrimonio con il principe di Clèves, anche se per lui prova molta indifferenza. La ragazza conosce l'amore solo quando incontra il duca di Nemours, amore corrisposto e dal quale hanno origine i suoi tormenti. La principessa, infatti, si dilania interiormente, lotta tra l’abbandonarsi alla passione e il restare fedele a suo marito e ai suoi principi.

La trama non è molto complicata, ma l’aspetto innovatore del romanzo è che grande spazio viene dato ai pensieri dei personaggi, ai ragionamenti e alle questioni che questi si pongono. Apparentemente gli episodi che si succedono sono pochi, come poche sono le descrizioni dettagliate, soprattutto fisiche, mentre ci si sofferma sui piccoli gesti, sugli sguardi e molto accade nell’animo dei personaggi.

Per avere un’idea della maniera in cui la storia avanza, leggiamo un estratto della terza parte.

***

Fino ad allora aveva ignorato i mortali affanni della diffidenza e della gelosia; aveva pensato soltanto a proibirsi di amare il duca di Nemours, e non aveva ancora cominciato a temere che lui amasse un’altra. Sebbene i sospetti che quella lettera le aveva insinuato fossero scacciati, non smisero però di aprirle gli occhi sulla possibilità di essere ingannata, e le lasciarono un’impressione di diffidenza e gelosia che non aveva mai provato. Si meravigliò di non aver affatto pensato a quanto fosse poco probabile che un uomo come il duca di Nemours, che si era sempre fatto conoscere per la sua leggerezza con le donne, fosse capace di un legame sincero e duraturo. Ritenne quasi impossibile essere contenta della sua passione.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete la nostra Webzine

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Madame de La Fayette«Ma se anche potessi esserlo, si diceva, cosa ne voglio fare? Voglio tollerarla? Voglio acconsentire? Voglio ritrovarmi in un’avventura? Voglio venire meno al principe di Clèves? Voglio venire meno a me stessa? E insomma voglio espormi ai crudeli rimorsi e ai mortali dolori che provoca l’amore? Sono vinta e sopraffatta da un’inclinazione che mi travolge mio malgrado. Ogni mia ferma decisione è inutile; ieri pensavo tutto quello che penso oggi, e oggi faccio l’esatto contrario di quello che avevo deciso ieri. Devo staccarmi dalla presenza del duca di Nemours; devo andarmene in campagna, per quanto possa sembrare strano il mio viaggio; e se il principe di Clèves si ostina a impedirmelo o a volerne conoscere la ragioni, forse farò il torto a lui, e a me stessa, di rivelargliele».

***

Nel passaggio appena citato la protagonista riflette sul sentimento che prova per il duca di Nemours e sulla possibilità che il suo amore sia fasullo; esamina la situazione per capire cosa vuole fare e quali conseguenze potrebbero avere le sue decisioni.

Da questo brano capiamo come Madame de La Fayette abbia gettato le basi per quello che sarà poi sviluppato e definito “romanzo psicologico”, creando un modello letterario che ha ispirato la moderna letteratura, un tipo di romanzo in cui più che raccontare una storia, l’autore si concentra sull’analisi dei personaggi, sul loro carattere e il loro modo di pensare, così da presentarlo in maniera più verosimile al lettore.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.8 (5 voti)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.