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La potenza dell’immaginazione. “Come diventai monaca” di César Aira

La potenza dell’immaginazione. “Come diventai monaca” di César AiraL’ultima pubblicazione di César Aira, scrittore argentino conosciuto in tutto il mondo, è Come diventai monaca, pubblicato da Fazi Editore con la traduzione di Raul Schenardi. Il titolo, come si scopre leggendo nella nota del traduttore è solo un gioco di parole tipico della parlata popolare del Río de la Plata che comprenderemo solo alla fine. Il protagonista infatti, non diventa affatto una monaca.

«Non so come possa piacerti quella porcheria». Mi sforzai di dirlo con una sfumatura di ammirazione.

«A tutti piacciono i gelati» disse, livido di collera. La maschera della pazienza cadeva, e non so come mai non stessi già piangendo. «A tutti meno che a te, che sei un deficiente»

 

La storia narrata è quella di un bambino di sei anni chiamato César ma che nei suoi monologhi si riferisce a se stesso al femminile. Trasferitosi insieme alla madre e al padre, don Tomàs, da Pringle, un piccolo paesino dove non esisteva neanche una gelateria, a Rosario, fu portato dal padre proprio per questa mancanza dopo appena un paio di giorni a prendere un gelato. Arrivato, il piccolo ne sceglie uno alla fragola, ma non appena quella crema rosa gli si scioglie in bocca gli provoca una sensazione di disgusto. Il padre all’inizio è amareggiato dall’atteggiamento del figlio, non riuscendo a spiegarsi il suo comportamento e chiedendosi perché un qualcosa di così dolce gli risultasse amaro. Decide poi di prenderne un assaggio e comprende che il suo gelato effettivamente era andato a male.

 

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Don Tomàs entra in gelateria e inizia con il gelataio un’accesa discussione che conduce alla morte di quest’ultimo e all’arresto e all’incarcerazione del padre di César. Dopo quest’episodio il bambino si ammala per un’epidemia che stava affliggendo il Paese ed è così costretto a passare molti mesi in ospedale dove per la maggior parte del tempo è da solo. Infatti anche se la madre veniva a trovarlo era sempre angosciata per la sorte toccata al marito e lui pur trovandosi nella sua stanza insieme ad altri bambini non rivolse mai la parola a nessuno.

La potenza dell’immaginazione. “Come diventai monaca” di César Aira

Guarito, inizia in ritardo il suo primo anno di scuola, scoprendo di essere l’unico ormai a non sapere né leggere né scrivere quando tutti gli altri ragazzi a quel punto avevano già imparato a farlo. Inizia così a isolarsi dal mondo che lo circonda creandone uno nella sua mente, dove giocare e imparare e nel quale nessuna catastrofe lo potesse toccare, ricreando quasi due vite. Instaura infine un’amicizia con Arturo Carrera, un bambino buono e singolare, suo vicino di casa. Ma anche con quest’ultimo, la loro amicizia finisce in un disastro.

Il tempo passa, le stagioni si susseguono e César capisce che per lui niente più ha importanza, comprende che l’unica cosa che desidera è un po' di felicità e di libertà, inizia così a creare un nuovo gioco, il gioco della libertà: ogni volta che la madre usciva, la accompagnava nelle sue faccende e durante la strada del ritorno si allontanava di un centinaio di metri e iniziava a pedinarla nascondendosi dietro a un albero, un androne, un palo, un'auto...

 

La potenza dell’immaginazione. “Come diventai monaca” di César Aira



In Come diventai monaca Aira ci racconta una storia tormentata e brutale. Un viaggio tra fantasia e realtà dove è difficile comprendere quando finisca una e inizi l’altra. La narrazione è uno scorrere nella memoria dell’autore e proprio grazie all’omonimia tra lo scrittore e il protagonista possiamo ipotizzare che si tratti di un racconto autobiografico.

«Tutto questo racconto che io ho intrapreso si basa sulla perfezione della mia memoria. La memoria mi ha permesso di fare tesoro di ogni istante trascorso. Anche degli istanti eterni, quelli che non sono passati e che chiudono gli altri nella loro capsula d’oro. E quelli che si sono ripetuti, che naturalmente sono la maggioranza.»

 

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La scrittura comprensibile e pulita riesce a farci godere totalmente la lettura di un racconto così fantastico e vibrante che si conclude con un finale inaspettato, un ritorno all’inizio, quasi come un cerchio che si chiude.


Per la prima foto, copyright: Annie Shelmerdine su Unsplash.

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