Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

La porta aperta di uno scrittore, “L’argentino” di Ivano Porpora

La porta aperta di uno scrittore, “L’argentino” di Ivano PorporaIvano Porpora esordì sei anni fa con un romanzo che aveva già di per sé un titolo affascinante: La conservazione metodica del dolore. Nel 2017 ha pubblicato il romanzo Nudi come siamo stati (per Marsilio) e Fiabe così belle che non immaginerete mai (per LiberAria); ora torna in libreria con L’argentino (sempre per Marsilio).

La vicenda si svolge nella Spagna franchista degli anni Cinquanta, anche se è soltanto una sorta di espediente temporale. Non c’è quasi traccia di contemporaneità nelle pagine dello scrittore, a parte qualche appassionante notazione sul rhytm’n’blues americano e sugli eroi del calcio che facevano parte del pantheon mitico dei ragazzi di allora (da Jascin a Di Stefano, da Gento a Kopa) nelle partite a cui davano vita sui campi fatti di terra e polvere. Le donne, gli uomini, i bambini ritratti da Porpora vivono in un tempo “mitico” e possiedono un’animalità evidente che li rende molto prossimi alle leggi ineluttabili della Natura:

«ogni tanto in paese moriva un bambino, ed era come nelle cucciolate dei gatti, che la natura se ne prendeva qualcuno debole e poi te lo restituiva più nuovo, con un altro volto, un altro padre, forse un’altra madre.»

 

San Cristóbal de Cuellar ha centosessanta abitanti ed è uno di quei paesi al centro del niente della Meseta iberica, dove tutto sembra immutabile, come la polvere che si stende invadente sulle case e le strade:

«a nessuno sarebbe venuto in mente di venire a bombardarla probabilmente perché nessuno si sarebbe accorto che esisteva, e la sua importanza era nulla se non forse per quelli che l’abitavano, e per qualche specifico cerchio dell’inferno in paziente attesa.»

La porta aperta di uno scrittore, “L’argentino” di Ivano Porpora

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Un paese che potrebbe assomigliare a un paesaggio western (d’altronde, la Spagna è stata luogo di molti spaghetti western, tra cui i primi classici del cinema di Sergio Leone). Come in tutti i western c’è lo straniero, l’argentino appunto, che viene a scompigliare le carte, a dare un giro veloce di ruota in quell’estate caldissima, apparentemente uguale a tutte le altre. Il signor Verano, ora vecchio e alla mercé di una badante, ricorda quei tempi quando da bambino era «impaurito, facciadicazzo, curioso». Lui era figlio di Miguel, il falegname del paese, e faceva parte della banda di ragazzini che vide arrivare lo straniero. Quei pochi giorni che restò con loro sono rimasti impressi per sempre nella memoria. Naturalmente, l’argentino era tale per modo di dire, in Argentina magari non ci aveva mai messo piede: sembrava provenire dalle terre del Libano o della Siria. Ed era bello, «di un bello che sfarfallava agli occhi come un verso dell’Alighieri».

Lui, lo straniero, fa diventare il piccolo Veranito il suo confidente, la sua guida nel paese, a volte anche il suo compagno di sventura. Ma chi è l’argentino? È una sorta di Messia che viene nuovamente a combattere il male che questa volta ha le sembianze di Rosario, il bullo del paese, una specie di diavolo. D’altra parte a San Cristóbal esisteva perfino la porta dell’inferno. La leggenda voleva che il più grande scrittore di Spagna (Miguel De Cervantes? L’anonimo autore del Lazarillo de Tormes? Calderón de la Barca?) passasse per quel luogo e chiedesse dell’acqua per spegnere la sete che si portava dietro. Un abitante del paese gli offrì un mestolo che era stato prima arroventato, facendo sbellicare dalle risate tutti compaesani. Fu allora che lo scrittore furibondo puntò con il dito una porta del paese fissata ai propri stipiti con chiodi arrugginiti e proferì tale sentenza:

«quella porta solo tra qualche secolo si aprirà, senza che uomo osi porvi mano. E quando accadrà, questo paese si ricorderà di voi e dei vostri figli e nipoti, e sputeranno sulla vostra ombra e su quella dei vostri figli e nipoti».

La porta aperta di uno scrittore, “L’argentino” di Ivano Porpora

Da quel momento quella porta rimase chiusa con il parroco del paese, don Pedro Zarzuela, che la indicava a tutti come il punto d’accesso all’inferno. E sarà proprio l’argentino a scardinare quella porta… Perché, qual è il potere della letteratura se non aprire le porte della percezione, e restituire la complessità del reale grazie soprattutto alla connessione dei ricordi che diventano, per merito dell’arte, eterni (come ci ha insegnato Proust)? Il ragazzino descriverà allo straniero il paese e le persone che lo abitano per il desiderio di osservare tutto cercando di essere invisibile (una specie di scrittore “in erba”) e l’argentino gli donerà ricordi indelebili come la descrizione del mare usando la metafora del calcio (la bellezza epica del Real Madrid della fine degli anni Cinquanta), entrando per sempre nel suo cuore.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

C’è nella scrittura di Porpora traccia evidente della grande lezione della letteratura sudamericana, del realismo magico che stravolge la realtà in codici che hanno a che fare col mondo del mito e del fantastico. Utilizza un linguaggio ricco e corporeo efficace soprattutto quando descrive i conflittuali ma vitali rapporti tra gli uomini e le donne, in special modo nelle schermaglie amorose che mimano la legge inarrestabile dell’attrazione. «Non cambiate mai», gridava continuamente l’argentino agli abitanti del paese. Forse per questo gli uomini non potranno mai smettere di raccontarsi le storie che fanno battere il cuore.


Per la prima foto, copyright: matthew Feeney.

Per la terza foto, la fonte è qui.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.