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La poesia della gente di una volta. “Uomini e troll” di Selma Lagerlöf

La poesia della gente di una volta. “Uomini e troll” di Selma LagerlöfIl Värmland è una provincia svedese situata nella parte sud-occidentale del Paese, al confine con la Norvegia ed è una delle mete naturali più importanti della terra scandinava. Sul web si parla del fiume più lungo della Svezia, il Klarälven, dei diecimini laghi (oltre che del terzo lago più grande d’Europa, il Vänern), delle immense foreste… È un luogo magico e questa magia trova fascinosa risonanza nei libri di Selma Lagerlöf, l’autrice di vere e proprie opere-mondo scandinave come La saga di Gösta Berlinge Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson (quest’ultimo è una sorta di Pinocchio delle terre del Nord).

La Lagerlöf era nata nel 1858 a Marbacka, un piccolo paese del Värmland e si era nutrita delle storie, delle saghe e leggende popolari di quei luoghi. Marguerite Yourcenar, ammiratrice della scrittrice svedese, la considerava la più grande dell’Ottocento. Nel 1909 l’autrice era stata inoltre la prima donna a ricevere il Premio Nobel per la letteratura, diventando allo stesso tempo una delle più importanti divulgatrici della narrativa scandinava. Se si legge la Lagerlöf (e naturalmente Strindberg), si riesce a capire meglio anche il cinema di Ingmar Bergman, l’humus culturale di uno dei più grandi, forse il più grande, regista del Novecento (soprattutto nei momenti “sospesi” dei suoi film, quando il magico sembra combinarsi con la realtà ed entrare nel momento atemporale del sogno).

 

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Iperborea, la casa editrice “scandinava” per antonomasia in Italia (con moltissimi titoli della Lagerlöf già in catalogo), ha appena pubblicato una selezione di racconti della scrittrice svedese dal titolo Uomini e troll (traduzione di Andrea Berardini ed Emilia Lodigiani), i quali sono una piacevole conferma per chi già conosce l’arte dell’autrice oppure una bella introduzione alle sue opere maggiori.Ma chi sono i troll? Non sono certo i profili “cattivi” che vanno girando adesso per i social media. Nella mitologia scandinava, come si legge nel glossario finale, sono «esseri soprannaturali dalle fattezze umane… hanno un lunghissimo naso, sono antichi quanto il mondo, vivono nei monti o nelle caverne, si aggirano nei boschi dopo il tramonto, poiché se vengono colpiti da un raggio di sole possono esplodere o tramutarsi in pietra… peculiari sono il loro poco ingegno, la fame insaziabile e il desiderio di sposare delle belle fanciulle umane». Sono esseri dispettosi; potremmo chiamarli anche “diavoletti” che mettono alla prova gli umani, soprattutto nelle loro paure e insicurezze. Sono perciò abilissimi a farli “inciampare” nelle disgrazie della vita.

La poesia della gente di una volta. “Uomini e troll” di Selma Lagerlöf

Il titolo del libro a volte può essere fuorviante perché nei racconti pubblicati non c’è sempre la presenza di queste creature mitologiche, ma l’atmosfera magica, simbolica non viene mai meno per tutta la raccolta. C’è perfino il racconto intitolato Magister Frykstedt nel quale si parla della persona reale che ispirò il personaggio di Gösta Berlinge di comeNana Lagerlöf, la zia della scrittrice, rimproverasse piccata Selma di non aver descritto in modo reale il Värmland. Mentre si va avanti nel racconto si capisce che la scrittrice non aveva bisogno di farlo, perché era stato il sogno di quella epoca, «la poesia della gente di una volta» (di quelle voci lontane, eppure sempre presenti, citando il titolo di un bellissimo film di Terence Davies) a donarle l’essenza dei personaggi, a farle scrivere di Frykstedt/Gösta Berling. Un uomo affascinante ma schiavo della dipendenza alcolica, che lo portava a commettere delle gaffe difficilmente sopportabili se non fosse stato lui a compierle, perché il male ha sempre un’attrattiva particolare soprattutto se a “praticarlo” (a volte anche inconsapevolmente) sono persone con talenti fuori dal comune.

Molti uomini e donne descritte dalla scrittrice svedese sono personaggi che camminano sulla lastra sottile, “ghiacciata” della vita, sempre in bilico tra bene e male, tra obbligo e divieto, con gli elementi naturali della terra scandinava a far da sfondo a questi dilemmi morali e a comporre una straordinaria quinta teatrale.Sono persone affascinate dal “lato oscuro”, dalla possibilità di poter cambiare le carte in tavola della vita, di poter dare finalmente un “giro di ruota” alla propria esistenza. Così è l’apprendista Konstantin che aveva preso un po’ della terra di sepoltura da un cimitero, finendo con l’avere a che fare con una specie di potere soprannaturale, lo spirrtus:

«In fondo era meraviglioso possedere una cosa del genere. E anche chiedersi se avesse davvero qualche potere. Finora gli aveva portato solo sfortuna, eppure gli era quasi impossibile separarsene».

La poesia della gente di una volta. “Uomini e troll” di Selma Lagerlöf

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La scrittura nitida e avvolgente della Lagerlöf riesce sempre ad avere uno sguardo di pietas verso le vicende dei suoi personaggi, quasi che già il raccontare queste storie fosse una sorta di pacificazione, di redenzione dai peccati del mondo, come nell’abbraccio finale in prigione tra la santa Mathilda Wrede e Halonen.Per tornare poi a riprendere «il cammino su estenuanti sentieri tra spine acuminate e serpenti velenosi». Il cammino della vita che solo la vera letteratura riesce a descrivere.


Per la prima foto, copyright: Pigoff PhotographY su Unsplash.

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