Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

La Palermo degli anni Ottanta e delle guerre di mafia. Intervista a Giuseppe Di Piazza

La Palermo degli anni Ottanta e delle guerre di mafia. Intervista a Giuseppe Di PiazzaLa casa editrice HarperCollins Italia manda in libreria dal 16 gennaio 2020 I cinque canti di Palermo di Giuseppe Di Piazza, primo volume delle avventure di Leo Salinas, giovane e intraprendente cronista di nera nella travagliata Palermo dei primi anni Ottanta. Il romanzo era uscito per la prima volta da Bompiani nel 2012, ma ora riappare in una nuova edizione riveduta, dopo il successo dei successivi titoli della serie pubblicati sempre da HarperCollins Italia, Malanottata (2018) e Il movente della vittima (2019).

Di Piazza, palermitano, ha alle spalle una lunga carriera giornalistica, iniziata presso «L’Ora» di Palermo e proseguita presso altri importanti quotidiani. Attualmente dirige il supplemento romano del «Corriere della Sera», e si divide tra Milano e Roma, anche se nei suoi romanzi si avverte una nostalgia profonda per la città natale.

Attraverso Leo Salinas, giovane e impetuoso cronista alle prime armi che è costretto a imparare in fretta a familiarizzare con il crimine, ci fa rivivere gli anni della sua giovinezza, in una Palermo vista come una meravigliosa città di sole e di mare, ma anche, purtroppo, come teatro di sanguinose guerre di mafia, costellate di numerosi omicidi eccellenti e culminate, al principio del decennio successivo, nella strage di Capaci e nell’attentato di via D’Amelio, in cui vennero assassinati i giudici Falcone e Borsellino con le rispettive scorte. I “cinque canti” del titolo alludono al celebre crocevia palermitano chiamato “i quattro canti”, dove l’incontro delle due strade principali divide la città in quattro quartieri storici. A essi, scrive Di Piazza, si deve aggiungere«un canto impercettibile alla vista, il più visibile per chi è andato via da Palermo: il canto dell’assenza.»

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Lei ha scelto gli anni Ottanta come sfondo per i suoi romanzi: lo ha fatto per semplice nostalgia della giovinezza, oppure la Palermo di allora era più stimolante di quella di oggi da un punto di vista letterario?

La Palermo di quei primi anni Ottanta è stata la “mia” Palermo dal punto di vista esistenziale, quindi dovendo fare i conti con i miei ricordi e il mio passato non potevo che attenermi a quegli anni. Facevo il giovane cronista a Palermo tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, quindi da giornalista sono stato testimone della terribile guerra di mafia. Trent’anni dopo, facendo i conti con me stesso, ho avvertito la necessità di raccontare quel periodo, soprattutto che cos’era la vita a Palermo per noi giovani, non solo giornalisti: siamo una generazione cresciuta in un momento di guerra civile.

La Palermo degli anni Ottanta e delle guerre di mafia. Intervista a Giuseppe Di Piazza

Leggendo il suo libro, da milanese ho pensato che in effetti, in quel periodo, nel resto d’Italia non ci rendevamo del tutto conto di quanto fosse drammatica la situazione per chi viveva a Palermo. Era davvero così?

Questo pensiero mi ha perseguitato per anni. Era come se noi non riuscissimo a far capire al resto del Paese, un po’ per colpa nostra, un po’ per colpa della grande informazione nazionale, cosa stesse succedendo: il fatto che, all’insaputa degli altri, lì a Palermo si stesse combattendo una guerra di mafia, con la furia assassina dei corleonesi sotto cui soccombevano sia lo Stato, sia la cosiddetta mafia perdente. Sembrava che questo non interessasse a nessuno, che addirittura non riuscisse nemmeno a uscire dall’isola e restasse a un livello d’informazione locale, mentre si stava distruggendo lo Stato e venivano massacrati centinaia di mafiosi.

 

Palermo è una città meravigliosa, ma purtroppo afflitta anche oggi da problemi che sembrano irrisolvibili, destino del resto che affligge anche tante altre città italiane, a partire dalla stessa Roma capitale.

C’è un’Italia veloce, moderna, europea, come Milano, e poi c’è un’Italia che arranca, sommersa dai suoi problemi e dai suoi rifiuti. Negli anni Ottanta il contrasto era ancora più stridente perché Roma era una città straordinaria, un compromesso tra l’Europa e il Sud perché conservava un calore meridionale, ma avendo anche un’ambizione da grande città europea. Adesso Roma è stata risucchiata nel Sud del mondo e questo dispiace molto.

Ho vissuto per molti anni a Milano e altrettanti a Roma e ho visto i mutamenti delle città. La Roma del 1993, quando andai a lavorarci, e quella di oggi sono due città completamente diverse, così come la Milano di allora e quella di oggi. Palermo nel corso degli anni è migliorata: rispetto al mattatoio in cui sono cresciuto, adesso è una città più internazionale e molto vivace, anche dal punto di vista culturale, sebbene sia ancora povera. Ci si vive con poco, ma offre anche poco a chi ci vive.

La Palermo degli anni Ottanta e delle guerre di mafia. Intervista a Giuseppe Di Piazza

Da immaginario sindaco di Palermo, cosa pensa che si potrebbe fare per migliorarla?

È una città che ha bisogno di coraggio per investire su se stessa e far tirare fuori i risparmi nascosti dalle famiglie, che ci sono, per creare nuove imprese. Palermo ha bisogno di dare una speranza ai suoi abitanti più giovani perché non siano costretti ad andarsene. Quindi, da possibile sindaco, investirei moltissimo sul territorio, sulle connessioni, sulla viabilità e i trasporti.

 

Incontra qualche difficoltà ambientando i suoi romanzi in un passato in cui, per quanto siano trascorsi solo pochi decenni, vivevamo tutti in modo diverso da oggi, sia nel lavoro, sia nell’esistenza quotidiana, senza i tanti cambiamenti apportati soprattutto dalla tecnologia?

A me piace da morire scrivere romanzi “analogici” e non “digitali”, facendo un omaggio a come eravamo. Sono affezionato ai miei 33 giri, alle mie casse, al tempo della crescita e della speranza, all’epoca del grande rock… Mi piace raccontare a chi allora non era ancora nato un Italia che è la madre – a volte matrigna – dell’Italia di oggi.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Da autore di romanzi seriali, quali sono per lei i vantaggi o gli svantaggi di affidarsi sempre allo stesso personaggio?

Tecnicamente bisogna stare molto attenti, perché il lettore si affeziona a questa compagnia di personaggi dai ruoli abbastanza fissi. Ci sono autori seriali che hanno congelato il tempo, come se non passasse mai; altri invece, come Camilleri, hanno fatto evolvere il loro protagonista e il paesaggio che lo circonda, lasciando fisse le figure della compagnia.

Per ora non mi sono posto il problema perché sono solo al terzo romanzo, siamo ancora più o meno negli stessi anni, e non sono ancora sicuro di voler andare avanti con una lunga serialità, anche perché avrei in mente altri progetti.

 

Leo Salinas ci terrà ancora compagnia in futuro?

Ci tengo a mantenere vivo Leo Salinas, almeno per ora, e infatti sto lavorando al quarto romanzo: muoversi nei canoni della serialità è comunque divertente, anche se si tratta pur sempre di una gabbia, ma considerando il successo ottenuto da certi grandi autori seriali sarei ben felice di seguire il loro esempio.


Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.