14 scrittori famosi e le loro ultime parole

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

La normalità del male. “Paranoia” di Shirley Jackson

La normalità del male. “Paranoia” di Shirley JacksonDal ritrovamento di una scatola senza traccia di mittente – già questo un incipit perfetto – nasce Paranoia, l’ultima opera di Shirley Jackson pubblicata da Adelphi nella traduzione di S. Pareschi. Dentro la scatola, ovviamente, scritti inediti dell’autrice ritrovati a trent’anni dalla morte e pubblicati, dopo un lungo lavoro di catalogazione e ricerche, nel 2015 col titolo Let me tell you. Adelphi ha scelto, per più di una buona ragione, di dare alla prima edizione italiana dell’opera il titolo del racconto con cui si apre: Paranoia. Gli appassionati della Jackson, che hanno fatto de La lotteria un culto, saranno felici di avere tra le mani qualcosa di mai pubblicato in Italia. Purtroppo i racconti nuovi sono solo quattro – Paranoia, Mrs. Spencer e gli Oberon, La bugia, Mille e una notte – a cui però seguono godibilissimi saggi e recensioni, sketch familiari e conferenze sul mestiere di scrivere tutti raccolti sotto titoli piuttosto eloquenti – Preferisco scrivere che fare qualunque altra cosa, Per qualche motivo le cose non sono andate secondo le aspettative – e, fra tutti, il più esilarante – Voglio proprio vedere come te la cavi con questa frase.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Chi legge la Jackson lo fa per un solo motivo: riprovare quell’angoscia che s’insinua nell’intravedere la presenza del Male. In Paranoia quest‘inquietudine non è così evidente, prende una forma diversa, più sottile, che potrà deludere alcuni lettori e farne godere altri. Non c’è niente di terrificante in Mr. Halloran Beresford o in Mrs. Spencer, niente di gotico o di pauroso o di strillato nelle loro vite come può esserlo una lapidazione in un giorno di sole. Siamo su un altro livello, un livello più alto.

«Mr. Halloran Beresford, piacevolmente stanco dopo una proficua giornata in ufficio, la rasatura ancora quasi perfetta e i pantaloni ancora ben stirati dopo otto ore, assai soddisfatto di essersi ricordato, uscì dal negozio di dolciumi con una grande scatola sotto il braccio e si incamminò di buon passo verso l’incrocio. Lungo ogni isolato di New York c’erano venti abiti grigi di taglia piccola come quello di Mr. Beresford, cinquanta uomini ancora ben rasati e stirati dopo un giorno in ufficio con l’aria condizionata, cento piccoli uomini, forse, soddisfatti di essersi ricordati del compleanno della moglie.»

La normalità del male. “Paranoia” di Shirley Jackson

Il Male non è la morte – non è l’arsenico al posto dello zucchero sopra i mirtilli –, il Male sta tutto in quella rasatura perfetta, in quella piega intatta dei pantaloni dopo otto ore, nella crema al limone di Mrs. Spencer, nella sua argenteria ben lucidata, nel suo accanimento contro gli Oberon, gente volgare, sciatta, gente indecente.

«Il telefono squillò verso le undici, quando la crema al limone era al sicuro nel frigorifero, il soggiorno spolverato e l’argenteria lucidata, e lei rispose al piano di sopra, dove stava rammendando un minuscolo strappo nell’abito da mezza sera. Faceva in modo che i suoi costosi vestiti fossero sempre in ottimo stato, e quel minuscolo strappo la mandava su tutte le furie, perché era comparso solo dopo che aveva mandato il vestito a lavare, e ciò significava che lunedì avrebbe dovuto ricordarsi di rimproverare il fattorino della lavanderia.»

 

Nei quattro racconti inediti di Paranoia torna il grande tema della casa e della posizione sociale della donna così caro a Shirley Jackson. In fondo anche quella di Mrs. Spencer è una casa infestata, non è Hill House, ma è comunque il posto in cui la protagonista è intrappolata in regole, norme e aspettative sociali abbandonando le quali – cioè uscendone per andare finalmente dagli Oberon – diventeranno evidenti la sua incapacità di comunicare e relazionarsi con gli altri, la paura dell’ignoto fino al panico e alla paranoia. Una forma di paranoia da convenzioni sociali che talvolta colpisce anche gli uomini, come il protagonista del primo racconto che, convinto di essere pedinato lungo il tragitto casa-lavoro, non si fermerà comunque dove vorrebbe perché «Non gli era mai venuto in mente di poter scendere dove non ci fosse una fermata»La tragedia di Mrs. Spencer, quell’inquietudine impalpabile, è che l’oppressione è ormai interiorizzata, è frutto dell’ideologia dell’epoca (Shirley Jackson nasce nel 1916 a San Francisco e muore nel 1965, nel Vermont).

Joyce, la protagonista del terzo racconto – La bugia – partirà invece per tornare nel paese d’origine, sopraffatta da un ridicolo senso di colpa verso un episodio di cui tutti si sono dimenticati. Anche qui la casa dell’infanzia è una casa che genera angoscia, che ricorda molto da vicino quella delle sorelle Blackwood di Abbiamo sempre vissuto nel castello.

«Si vedeva la sua casa, lì accanto, ma la siepe era diventata fittissima, e sembrava improbabile che il suo varco segreto esistesse ancora. Era tutto abbandonato da anni, ora se ne rendeva conto; il telaio di una finestra al primo piano si era incurvato, e dal comignolo mancavano alcuni mattoni. Di certo non entrerò adesso, pensò.»

La normalità del male. “Paranoia” di Shirley Jackson

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Norme sociali, inquietudine, la casa come rappresentazione del Male. In Paranoia c’è tutto questo e ci sono anche quell’ironia e quel sense of humour che con l’angoscia stanno così bene.

«Correndo rifletté: lui pensa che se sono molto stupido andrò downtown, se sono un po’ intelligente andrò uptown, se sono davvero intelligente andrò downtown. Penserà che sono abbastanza intelligente o molto intelligente?»

 

Ah, Shirley Jackson.


Per la prima foto, copyright: ahmed zid su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.