Come leggere un libro

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

“La morte del padre” di Karl Ove Knausgård: la seduzione della non-fiction

Karl Ove Knausgard, La morte del padreLa morte del padre di Karl Ove Knausgård è un sistema di punti e di linee strettamente collegati tra loro. Quando vediamo un’intera vita – o una parte di essa – scorrere sotto i nostri occhi, in un film, in un documentario, in una biografia, possiamo osservare alcuni dei punti (sì, quelli di cui parlava Steve Jobs) di cui è composta unirsi l’uno con l’altro e formare quello che la persona in considerazione è o è stata in un determinato periodo della sua vita: essere in platea e assistere a uno spettacolo del genere è qualcosa di conturbante, straniante, a volte anche vicino alla noia ma nel complesso decisamente affascinante.

Ho visto (con colpevole ritardo) Boyhood, del regista americano Richard Linklater, pellicola che ha fatto incetta di premi tra il Festival di Berlino dell’anno scorso, i Golden Globe tenutisi poche settimane fa e che si prepara a replicare agli Oscar. Girato nell’arco di dodici anni per mostrare la crescita – o l’invecchiamento – reale degli attori, il film segue la vita del giovane Mason, dall’infanzia fino al primo giorno di college. Un’intera giovinezza, normalissima, priva di traumi devastanti o amori che non si possono superare, viene srotolata sotto i nostri occhi in quasi tre ore, focalizzata su episodi sia decisivi per il protagonista (i due divorzi della madre, la seconda famiglia del padre) sia quotidiani e ininfluenti (le litigate con la sorella, le prime bevute da adolescente). Vediamo i puntini della giovinezza di un “americano medio” unirsi sulla scena; un fenomeno analogo avviene con la lettura de La morte del padre (ripubblicato in Italia da Feltrinelli con la traduzione di Margherita Podestà Heir nel novembre 2014, dopo una prima pubblicazione da parte di Ponte alle Grazie nell’ottobre 2010): navigando nel mare ambiguo e paradossale della non-fiction, Karl Ove Knausgård mette a nudo la sua vita, la sua intimità e quella delle persone che gli sono state vicine.

Una domanda ci potrebbe sorgere spontanea: “Chi è questo norvegese sconosciuto che d’un tratto tutti trattano da star letteraria?”. Sì, Knausgård è norvegese ma non è mai stato sconosciuto come scrittore. Con il suo romanzo d’esordio, Ute av Verden – non pubblicato in Italia –, ha vinto nel 1998 il Premio letterario della critica norvegese (non era mai successo che venisse assegnato a un debuttante), mentre con la sua seconda fatica, A Time for Everything (2004), ha ricevuto una candidatura per il Premio letterario del Consiglio Nordico e per l’IMPAC Dublin Literary Award. Per quanto riguarda il successo che ha avuto, certo ora l’autore è una delle star letterarie mondiali, ma a che prezzo?

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete la nostra Webzine

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Karl Ove KnausgårdL’opera che ha affermato in maniera definitiva Knausgård nel panorama della letteratura mondiale contemporanea è La mia battaglia (omonimo titolo del testo-confessione-delirio di Adolf Hitler, altro elemento che ha scatenato curiosità nel mondo intellettuale) e consiste in una serie di sei libri di cinquecento pagine ciascuno. In La morte del padre (il primo di questi sei testi pubblicati in Norvegia tra il 2009 e il 2011) lo scrittore ha messo su carta quasi quarant’anni di vita, della sua vita, di quella della sua famiglia, della sua ex-moglie, dei suoi amici e dei conoscenti. Questo tomo è incentrato sulla prima adolescenza dell’autore. Un padre vicinissimo allo stereotipo dell’uomo capofamiglia nordico, crudo, chiuso e a volte violento; una madre sensibile e amorevole ma spesso fuori casa per lunghi periodi, nei quali Knausgård è costretto a vivere da solo, in una casa troppo grande. Le bevute adolescenziali, i fallimentari tentativi di formare una rock band con gli amici, le prime esperienze sessuali (che rasentano il ridicolo); il modello quasi platonico del fratello maggiore, lontano nello spazio ma sempre presente nella mente del giovane Karl Ove che da lui eredita la passione per la musica.

La scrittura è altalenante, ambigua, scivola facilmente tra leggerezza e pesantezza, da semplice si fa complessa, sono numerosigli sproloqui attorno alla più banale delle questioni o ad avvenimenti che si potrebbero considerare importanti nella vita di un adolescente e che si estinguono in poche righe, ma forse questa è una normale conseguenza dello scrivere della propria vita in tutto il suo essere (o essere stata), con la massima concretezza e schiettezza, senza personaggi costruiti, nomi ispirati a terzi, trame: niente scorciatoie narrative. Forse, come sostiene Stefano Montefiori in un articolo su «La Lettura»: «Knausgård uno stile proprio non ce l’ha, o ne ha uno talmente personale da nascondersi dietro alla “noia interessante” della sua vita». Zadie Smith, il critico del «New Yorker» James Wood, Jeffrey Eugenides: non sono pochi i grandi della letteratura contemporanea che si sono innamorati dello scrittore norvegese.

Ma, dicevamo prima, a che prezzo? Se cerchiamo sui principali motori di ricerca il suo nome, non impiegheremmo molto a trovare una sua ormai famosa intervista in cui l’autore afferma che spesso pensa di aver fatto «un patto col diavolo»: mettere a nudo le intimità delle persone che gli sono state accanto ha comportato un allontanamento di queste persone, dalla famiglia del padre di Knausgård alla ex-moglie. Lo specchio della realtà ha un volto per ogni persona che vi si riflette e quel che viene riportato in questi sei tomi è solo il riflesso di quanto quell’immagine ha suscitato nella mente di Knausgård: con tutta probabilità se lo scrittore avesse utilizzato il suo mastodontico materiale narrativo e lo avesse levigato e modificato, mediante tutte le operazioni che ogni scrittore di fiction compie per mettere in piedi il suo romanzo, magari il rapporto con la famiglia del padre avrebbe comunque vacillato ma la questione sarebbe potuta rimanere privata. Così non è stato, per la fortuna dei tanti critici e lettori che apprezzano l’opera di Knåusgard, e l’autore ha visto allontanarsi molte delle persone che l’hanno aiutato a delineare la sua vita. Vita alla quale, da lettori, assistiamo, rappresentata in tutta la sua ordinarietà e che a prescindere dal nostro gusto letterario ci tiene incollati a sé come un magnete, con una seduzione sottile ed elegante: è questo in La morte del padre il talento di Knausgård.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.7 (3 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.